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RUDY ROTTA, LA MUSICA DELL'ANIMA. E DI CHI NON SI ILLUDE PIU'

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Caro Rudy, 4 anni fa facemmo con te la prima intervista che inaugurò di fatto la nostra rivista online. Ci ritroviamo adesso, a distanza di tutto questo tempo, per fare di nuovo quattro chiacchiere con i nostri lettori. Come va la vita?
La vita va così così, poche le cose stimolanti in un mondo piuttosto piatto e noioso.

Rispetto a qualche anno fa come è cambiato il panorama della musica internazionale e del blues in particolare? Ci sono nuovi talenti a giro?
I talenti sicuramente non mancano, ciò che manca sono dei discografici più coraggiosi con proposte "alternative" che escano un po' dai soliti tormentoni che le radio e le televisioni ci propinano con tanta insistenza.

Quanto la crisi globale ha colpito il mondo della musica e a che livello?
La musica è in crisi come tutto il resto. Di sicuro ci sono problemi anche nel mio mondo musicale  formato da artisti di nicchia come il mio. Non so quelli molto popolari come se la passano.

Quali iniziative potrebbero essere pensate per rilanciare il settore? Pensi che debbano essere le istituzioni o il mercato stesso a fare il primo passo?
Le istituzioni dovrebbero fare il primo passo e supportare coloro che non hanno altrimenti modo di farsi ascoltare. In poche parole servirebbero centri culturali gestiti da persone che non siano però legate ai vari partiti.

 

Come è stato tornare a suonare a Verona e come vedi la tua città e la tua gente rispetto a qualche anno fa?
la gente fa sempre più fatica a tirar fuori i soldi per andare ad ascoltare qualcosa che ha a che fare con la cultura, cose vere, sincere insomma. E allora si preferisce andare a Verona in Arena per vedere i "Wind Awards", uno spettacolo dove fanno finta di cantare e di suonare. Certe cose andrebbero proibite!

Ci racconti di qualche progetto futuro e del tuo nuovo disco?
Il nuovo cd è finalmente pronto. Uscirà in diversi paesi europei oltre che negli Stati Uniti e in Canada. Però non ci facciamo illusioni: il mercato è bloccato e purtroppo funzionano quasi solo le cose che sono rivolte agli adolescenti.

Un nostro caro amico (Leonardo Facco) dice sempre che l'Italia è un "paese in via di sottosviluppo"...

Sono d'accordissimo e mi dispiace molto.

Senso di responsabilità, opportunità, libertà. Quali di queste caratteristiche degli Stati Uniti mancano più in Italia.
Direi che nel nostro paese mancano – ahimè - un po' tutte queste caratteristiche. Qui si vive ancora legati alle amicizie che servono per arrivare più alto senza averne i meriti.

Un messaggio alla nostra generazione, costretta a vivere questi "anni illiberali". Fin dove vale la pena lottare in questo paese e che futuro vedi per la generazione nostra e di tua figlia?
I giovani dovrebbero fare una bella rivoluzione! La mia generazione, che pure ha vissuto momenti di grandi cambiamenti, mi sembra "rincoglionita" e si e' adeguata al sistema attuale.
Lottare sempre, questo è d'obbligo ma... devo essere sincero: non so se nonostante ciò qualcosa cambierà. Per far cambiare le cose in modo sostanziale sono indispensabili delle rinunce e non credo che ciò possa accadere così in fretta e sai perché? Per il vile denaro. Sia che vada sia che venga il denaro muove tutto. Un forte abbraccio.

D.M.