We will always be free

<img src=”http://www.ultimathule.it/images/articoli/reagan.jpg” align=left>
<p>“We will always remember. We will always be proud. We will always be prepared, so we may always be free.”
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President Ronald Wilson Reagan, June 6th, 1984
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“His work here is done, and now a shining city awaits him. God Bless Ronald Reagan.”
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President George W. Bush, June 5th, 2004
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Ronald Reagan, quarantesimo presidente degli Stati Uniti dal 1980 al 1988, si è spento nella notte di sabato cinque giugno dopo molti anni di malattia.
Reagan è stato sicuramente un presidente amato dagli americani, da tanti occidentali, dai cittadini oppressi dalle dittature comuniste dell' Est Europa. Dittature a cui la politica di Reagan infierì probabilmente gli ultimi colpi, mortali.
Vilipeso da chi gli imputava la colpa di portare il mondo verso l' olocausto nucleare, da chi marciava non al fianco del mondo libero, ma al fianco del ' pacifista ' Stalin.
Contestato da molti per la sua politica economica che frutto agli Stati Uniti 16 milioni di posti di lavoro e un vero e proprio boom economico.
In questo triste giorno non desideriamo polemizzare, ma solo ricordare degnamente un grande uomo come Ronald Reagan.
Per farlo riportiamo le stesse conclusioni che Reagan tiro al momento della fine del suo mandato presidenziale nel 1988 :

'Negli ultimi giorni stando alla finestra sù dalle scale, ho pensato un po' alla 'città che splende sopra alla collina'. La frase viene da John Winthrop, che l' ha scritta per descrivere l' America che immaginava.
Quello che immaginava era importante perchè era uno dei primi pellegrini, uno dei primi uomini di libertà. Ho parlato della città che splende per tutta la mia vita politica, ma non so se ho mai davvero comunicato quello che vedevo mentre lo dicevo. Ma nella mia mente era una alta, fiera città costruita su rocce più forti degli oceani, battuta dai venti, benedetta da Dio, e piena di persone di tutti i tipi che vivono in armonia e in pace ; una città con porti aperti che risuonavano del commercio e della creatività. E se dovevano esserci mura della città, le mura avevano porte e le porte erano aperte a chiunque aveva la volontà e il cuore di entrarci. Ecco come la vedevo, e come la vedo tuttora. E come sta la città in questa sera d' inverno ? Più fiorente, più sicura, e più felice di quanto fosse 8 anni fa. Ma ancora di più : dopo 200 anni, due secoli, lei è ancora lì, forte e vera sul solido granito, e il suo bagliore è rimasto intatto non importa con quale tempesta. Ed è ancora un faro, ancora un magnete per tutti quelli che devono avere libertà, per tutti i pellegrini da tutti i posti sperduti che combattono nell' oscurità per arrivare a casa. Abbiamo fatto la nostra parte. E prima di incamminarmi per le vie della città, un' ultima parola agli uomini ed alle donne della rivoluzione Reagan, gli uomini e le donne in tutta l' America che per 8 anni hanno fatto il lavoro che ci ha riportato l' America. Amici: ce l' abbiamo fatta. Non stavamo solo indicando il momento. Noi abbiamo fatto la differenza. Abbiamo reso la città più forte, abbiamo reso la città più libera, e l' abbiamo lasciata in buone mani. Tutto sommato, non male, non male davvero.'

<img src="http://www.ultimathule.it/images/articoli/reagan1.jpg" align=left>Non vogliamo dire altro, vogliamo solo pregare per lui e ricordarlo nel nostro vivere quotidiano, nell' etica e nelle idee che ci distinguono.
Addio Ronald, addio grande uomo.

J. Landi

Nella sezione "Grandi personaggi", la biografia del Presidente