Una società fondata sulla paura

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<p>“Magdi Allam, che vive da mesi sotto scorta perchè minacciato di morte dai terroristi seguaci di Allah, in un passaggio del suo discorso alla manifestazione pro-Israele ha detto una grande verità che pero molti ignorano: la possibilità di veder nascere uno stato palestinese è fortemente legata alla sopravvivenza di Israele.
Ma per garantirne la sopravvivenza dobbiamo perseguire l' obiettivo di un Iran democratico e libero.
La teocrazia iraniana è un pericolo per la pace e per farla crollare il prima possibile non dobbiamo dar corda a chi ammonisce la pericolosità di un isolamento del regime. Al contrario, un atteggiamento di distensione, di appeasement darebbe fiato al regime, darebbe possibilità alla cricca al potere di stringere il cappio al collo della società civile iraniana.
Perchè una società fondata sulla paura non potrà mai vincere su una società libera.
Ed è un dovere non dare ossigeno ad un regime la cui natura ne segna il futuro.
Sarebbe un grave errore non approfittare della situazione creatasi intorno all' Iran per non assestare qualche colpo significativo al regime…”

<p> </br><p>La manifestazione di giovedì sera a Roma organizzata da Giuliano Ferrara per sostenere il diritto all' esistenza dello stato d' Israele è stata un grande successo.
Si sono ritrovate 15.000 persone di diversi orientamenti politici, di diverse religioni ma unite nel protestare contro le folli parole del presidente iraniano Ahmadinejad.
Al microfono si sono alternate diverse persone, ma sul piano politico il discorso più significativo è stato quello del vicedirettore del Corriere della Sera Magdi Allam, che vive da mesi sotto scorta perchè minacciato di morte dai terroristi seguaci di Allah, in un passaggio del suo discorso ha detto una grande verità che pero molti ignorano: la possibilità di veder nascere uno stato palestinese è fortemente legata alla sopravvivenza di Israele.
<p> La difesa di Israele_ Dice Allam : “Piaccia o meno è una realtà storica che i palestinesi abbiano potuto incamminarsi sulla via della realizzazione del sogno di uno Stato indipendente soltanto grazie alla volontà e alla disponibilità di Israele (…) Per contro, piaccia o meno, gli stati arabi hanno sempre ostacolato la nascita di uno stato palestinese. Da quando, dichiarando guerra allo stato ebraico nel 1948, seppellirono la risoluzione 181 dell' Onu che contemplava la contemporanea nascita di una entità palestinese. E poi spartendosi i territori palestinesi con l'annessione della Cisgiordania da parte della Giordania nel 1949 e il passaggio sotto amministrazione egiziana di Gaza fino al 1967. Perchè mai gli arabi non consentirono che su quei territori si desse vita a uno stato palestinese?'
In sostanza ci dice Allam, sostenere Israele significa sostenere la costruzione di uno stato palestinese e, se gli israeliani saranno lungimiranti, uno stato palestinese libero e democratico. Il sostegno di Israele non è affatto in contrapposizione alla creazione di uno stato palestinese.
Probabilmente non schierarsi contro i regimi come quello iraniani è la cosa sbagliata per motivi di ordine diverso : per prima cosa, uno stato palestinese succursale dell' Iran rappresenterebbe un pericolo per Israele, una base per lanciare la guerra alla sua distruzione ; in secondo luogo rappresenterebbe una tirannia liberticida per i palestinesi stessi, così contribuendo ad una società della paura come quelle di quasi tutto il medio oriente. E uno stato fondato sulla paura e sull' autocrazia non sarà mai capace di vivere pacificamente con i propri vicini.
Quindi Israele e la comunità internazionale devono battersi per chiedere libertà e democrazia alle autorità palestinesi in cambio dell' aiuto a edificare il loro stato.

Quali prospettive per Teheran_ L' obiettivo di libertà e democrazia vale anche per l' Iran, proposto come orizzonte a cio cui oggi assistiamo.
Perchè possiamo chiedere negoziati e rassicurazioni ai persiani sul programma nucleare, vincolarli ad aiuti economici, ma lo sbocco naturale di tutto cio e dell' irritazione verso Ahmadinejad è restituire al popolo iraniano la propria libertà, la libertà di scegliersi il proprio governo. Dobbiamo perseguire l' obiettivo di un Iran democratico e libero.
La teocrazia iraniana è un pericolo per la pace e per farla crollare il prima possibile non dobbiamo dar corda a chi ammonisce la pericolosità di un isolamento del regime. Al contrario, un atteggiamento di distensione, di appeasement darebbe fiato al regime, darebbe possibilità alla cricca al potere di stringere il cappio al collo della società civile iraniana.
Come è possibile che nessuno faccia riferimento ai comportamenti che portarono alla caduta dell' impero del male per eccellenza, ovvero l' Unione Sovietica ?
Tutti gli esponenti occidentali protagonisti di politiche di appeasement e distensione col regime sovietico non fecero altro che prolungarne la vita ed aumentarne la possibilità di terrorizzare la popolazione russa. E, come ci spiega l' autorevole dissidente Natan Sharansky nel suo libro ' In difesa della democrazia ' , finalmente tradotto in italiano ( Sperling & Kupfer Editori, Euro 18,00 ), la strategia della distensione rappresentava motivo di risentimento verso l' occidente sia del popolo sia dei dissidenti russi che rischiavano la vita per far conoscere la situazione interna del regime.
Molti sostenitori della distensione non credevano alla possibilità di abbattere il regime sovietico, auspicavano un rapporto tra le due superpotenze ( USA e Urss ) per garantire la reciproca sicurezza, per la tanto decantata 'stabilità', concetto tipico della scuola realista di politica internazionale.
Ma personaggi coraggiosi che credevano nel potere della libertà come Reagan e Thatcher, si ribellarono a questa filosofia, ingaggiarono un confronto serrato con l' Urss, e accelerarono il suo cammino verso la dissoluzione.
Perchè una società fondata sulla paura non potrà mai vincere su una società libera.
Ed è un dovere non dare ossigeno ad un regime la cui natura ne segna il futuro.
Sarebbe un grave errore non approfittare della situazione creatasi intorno all' Iran per non assestare qualche colpo significativo al regime.
Questo sia per la sicurezza internazionale, sia per i diritti naturali che tutti gli individui possiedono ( compreso i diritti umani ), i russi nel passato e gli iraniani, i palestinesi e gli israeliani oggi.

J.Landi
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