Sul relativismo
“E’ possibile costruire una società senza valori sul presupposto che nessuno è definitivo?
Non dando un giudizio su nessuna delle culture in realtà il giudizio lo si da eccome. E’ una falsa neutralità che si trasforma essa stessa in una cultura sintetizzata nel laicismo.
Secondo questa cultura-non-cultura laicista che affonda la propria radice nell’assunto che solo seguendo i suoi dettami si convive in una società multi- culturale, si trasforma in una utopia, e così,
come tutte le utopie, casca nella più classica della eterogenesi dei fini.
Presentatasi come “la” soluzione al problema di una società multi-culturale, la cultura relativista laicista è al contrario la causa di disgregazione e di distruzione della società che la sperimenta. Esattamente come è stato, ad esempio, il comunismo.”
<p><p>Le parole pronunciate recentemente da Blair squarciano definitivamente il velo di ipocrisia che da tempo celava la natura eversiva e distruttiva del multi-culturalismo, ovvero della sua radice relativista, che grazie alla tecnica del politicamente corretto era ed è considerato dei mass media e dalle opinioni pubbliche occidentali una sorta di dogma rivelato e inattaccabile.
Forse arriverà un giorno in cui dovremo ringraziare i terroristi islamici di averci aperto gli occhi su quello che stavamo costruendo e di avervi posto rimedio in tempo.
Quello che è veramente in discussione è proprio la struttura portante della società occidentali. Quali sono i valori su cui si fondano? E’ possibile costruire una società senza valori sul presupposto che nessuno è definitivo?
Fino ad ora la risposta a queste domande era Sì ed era la risposta prevalente della teoria relativista, secondo cui la società dovrebbe essere aperta e multi-culturale, aperta cioè a tutte le etnie e a tutte le culture. Come?
Evitando di dare un giudizio di valore alla base delle culture che ,entrano nella convinzione che la massima tolleranza porti ciascuna di esse a convivere nell’ambito del medesimo spazio territoriale.
Il relativismo laicista si basa sulla impossibilita di dire che A è meglio di B, quindi facciamo tutti A? No il relativismo impone che sia A che B siano perfettamente equivalenti e convivano in uno stesso spazio. Questa teoria è doppiamente infingarda. Primo perchè fa passare come una non scelta quella che è comunque una scelta e se si vuole un’affermazione di valore. Non dando un giudizio su nessuna delle culture in realtà il giudizio lo si da eccome. E’ una falsa neutralità che si trasforma essa stessa in una cultura sintetizzata nel laicismo.
Secondo questa cultura-non-cultura laicista che affonda la propria radice nell’assunto che solo seguendo i suoi dettami si convive in una società multi-culturale, si trasforma in una utopia, e così,
come tutte le utopie, casca nella più classica della eterogenesi dei fini.
Presentatasi come “la” soluzione al problema di una società multi-culturale, la cultura relativista laicista è al contrario la causa di disgregazione e di distruzione della società che la sperimenta.
Quello che è l’errore capitale, il peccato originale del relativismo che predica l’assoluta non-scelta ogni comunità umana per essere tale ha invece bisogno di un minimo comune denominatore non solo ,per sopravvivere ma proprio per essere definita, quindi per essere.
Gli uomini tendono naturalmente ad aggregarsi in gruppi di simili (per interessi, per etnie, per cultura per estrazione sociale etc, etc).
Facciamo un esempio spicciolo. Poniamo che in una comunità X vi sia solo una regola: la notte si dorme. All’interno della comunità la pace e l’ordine è mantenuto nel rispetto di questa semplice regola, che funge da minimo comune denominatore e il mantenimento e il
rispetto della stessa è lo scopo dell’esistenza della comunità.
Chi
vuol far parte di questa comunità viene e si adegua, cioè la notte
dorme. Questa è quanto succede nelle società cosiddette integrate, o
meglio, integrande.
Prendono il singolo individuo e gli fanno
rispettare le regole preesistenti.
Questo è un primo livello. In realtà dietro la scelta della regola
“di notte si dorme” nella società X vi è qualcosa di più: vi è la
scelta dei padri fondatori della comunità che presuppone che vi
sia
stato un ragionamento precedente del genere: E’ meglio dormire di
notte che di giorno.
Cioè c’è stato un giudizio sul merito che sia meglio riposarsi la
notte piuttosto che il giorno. Potevano fare una scelta diversa
non
l’hanno fatto, hanno fatto quella, perchè? Per duemila ragioni,
legate magari al territorio, alla religione, alle convinzioni
naturali e biologiche a quello che vi pare MA hanno fatto la regola
e questa discente da una giudizio di merito che a sua volta
discente da un sistema di valori generale evidentemente condiviso
tra i fondatori e i successori.
Fin qui niente di strano, ma che succede se a quella comunità si
applicano le regole del relativismo? Divertiamoci.
Succede che il
relativismo mi impedisce di effettuare quel giudizio primordiale
ovvero mi impedisce di dire che è meglio dormire di notte invece che
di giorno.
Quindi se c’è un gruppo di persone che vogliono cambiare la regola
non posso impedirglielo. La nostra comunità X sarà quindi di fatto
senza regola e ci sarà un gruppo di persone che continueranno a
seguire la regola “ di notte si dorme” e un altro che seguirà invece
la regola “ di giorno si dorme”. Il che comporta un progressiva
spaccatura della comunità originaria, comportamenti, abitudini
lavori finiranno per divergere sempre di più creando all’interno di
un territorio due distinte comunità! Questo perchè si torna sempre
al punto di partenza non esiste nessuna aggregazione tra uomini
senza interessi e regole comuni. L’unica cosa che condivideranno
queste sotto-comunità sarà lo stesso territorio. E questo sarà,
sarà uso il futuro per solo il momento è incerto, oggetto di lotta
e di conquista. Allora ci abbiamo riflettuto abbastanza sulle
conseguenze dell’impossibilità di esprimere un giudizio di valore
netto su di una questione? secondo me no.
Quelli che ci propinano il relativismo laicista come soluzione, anzi
come unica soluzione, di un mondo pacifico tollerante multi-culturale e idilliaco, stanno gettando le basi per
sciagure e catastrofi difficilmente immaginabili in un prossimo
futuro.
Questo in sintesi è quello che sta succedendo alla nostra società.
Fino adesso chi provava a denunciare questa deriva anarchica (Sì
anarchica perchè se nessuna regola è vera e tutte sono accettabili
bisogna ammettere che, in astratto, ci siano tante regole
quanti
sono i componenti della comunità. E questa a casa mia si chiama
anarchia, voi chiamatela come vi pare, ma questo è..) veniva
scomunicato mediaticamente e politicamente, additato come untore,
razzista e quant’altro, adesso finalmente possiamo incominciare a
ragionare su quale futuro costruire insieme che tipo di società
vogliamo che futuro dare ai nostri figli e con chi.
Facciamolo senza ipocrisie, allora, per carità di Dio.
<p>
Leonardo Rosselli</p>
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