Ricerca spaziale, l'importanza di crederci

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<p>“Tutti i soldi spesi nella ricerca spaziale (dice sempre qualcuno) dovrebbero essere spesi per la cura alle varie e terribili malattie che affliggono l’umanità, per combattere la fame e la sete nel mondo, per evitare guerre ecc…
Il principio inteso penso sia dei più nobili, ma è ormai da 50 anni che usiamo sempre li stessi metodi per ottenere cosa? Sempre più fame e sempre più guerre.
E allora non vergognamoci più di spendere miliardi di dollari per esplorare e scoprire.”

</br> </br> Il 25 luglio 1969 l'uomo metteva per la prima volta piede sulla luna.
Sono passati ormai 35 anni da quell'evento e pare che la gente abbia perso interesse per tutto cio che riguarda lo spazio.
Che il clima stesse cambiando lo si era già visto nei primi anni '70 quando l'opinione pubblica mondiale si chiedeva che scopo avesse spendere miliardi di dollari per atterrare su un corpo celeste più arido di un deserto.
Da quegli anni l'uomo non si è avventurato più oltre l'orbita terrestre, a parte qualche sonda sbarcata qua e là su qualche pianeta in giro per il sistema solare.
Poco tempo fa pero il presidente americano Bush ha rilanciato un piano per la riconquista della luna entro il 2015 e lo sbarco dell'uomo su Marte per il 2030. Le polemiche anche adesso non sono mancate; tutti questi soldi (replica qualcuno) dovrebbero essere spesi per la cura alle varie e terribili malattie che affliggono l'umanità, alla fame e sete nel mondo, ad evitare guerre ecc...
Il principio inteso penso sia dei più nobili, ma è ormai da 50 anni che usiamo sempre li stessi metodi per ottenere cosa? Sempre più fame e sempre più guerre.
Negli anni in cui l'uomo andava sulla Luna la guerra fredda era in uno dei suoi molteplici momenti di tensione, c'era il Vietnam, eppure uomini tanto diversi quali potevano essere quelli appartenenti rispettivamente a USA e URSS si sentirono una cosa sola quando Aldrin pronuncio la storica frase che tutti conosciamo.
Lo spazio ha avuto vantaggi non solo nel mantenere la pace, ma ha portato a progressi importanti nella vita di tutti i giorni: il buco nell'ozono fu scoperto propio andando nello spazio, gli isolanti usati sulle navicelle furono installati nei condomini per risparmiare energia, le cineprese e i computer di allora sono le prime versioni dei moderni sistemi digitali odierni, le telecomunicazioni hanno fatto passi da gigante e, con la nuova stazione spaziale internazionale, si faranno ricerche anche in campo biomedico che magari porteranno a importanti sviluppi medici sulla terra.
Andare nello spazio, secondo gli astronauti che lo hanno sperimentato, ci fa sentire appartenenti ad un unica comunità che vive nella stessa, stupenda ma fragile casa: la Terra. Se solo tutti potessimo andare lassù ci renderemmo veramente conto che siamo tutti sulla stessa barca e magari chissà... guerre, odio potrebbero non certo scomparire, ma comunque ridursi.
Non dobbiamo abbandonare la voglia di andare oltre il nostro pianeta perchè sarebbe una condanna a morte per tutti; abbiamo raggiunto un grado tecnologico elevato: usiamolo per costruire razzi per andare su Marte e non per bombardare città! Non dobbiamo vergognarci di spendere miliardi di dollari per esplorare e scoprire. Solo così andremo avanti nel progresso e garantiremo un futuro all'umanità.

Marco B.</p>