Quando si smette di cercare la bellezza, il mondo finisce

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<p>Credo sia doveroso ricordare un uomo che ha contribuito a far conoscere ed apprezzare all'estero il nostro paese, che ha portato la bellezza e lo stile italiano nel mondo.
Un omaggio a Gianni Versace e a tutti gli stilisti italiani.
I veri artisti del nostro tempo.<p></br> </br> </br> </br> </br> </bR>

'Beauty is Truth- Truth Beauty,- that is all you need on earth, and all you need to know'.
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John Keats, Ode on a Grecian Urn, 1819
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Avro avuto nove anni. Mio padre, che ha sempre lavorato nel campo dell'industria tessile, era solito portarmi con sè nei suoi viaggi a Milano, per gli atelier degli stilisti.
Posso dire di averne conosciuti diversi; alcuni di questi, come Dolce e Gabbana, agli albori della loro carriera. Se ci ripenso adesso, avverto una strana sensazione. Quando sei piccola, ti sembrano naturali quegli incontri, non hai la percezione degli spazi e delle situazioni in cui ti trovi.<img src=”http://www.ultimathule.it/images/articoli/versace4.jpg” widht=200 height=250 align=left> Di molti mi è rimasto un ricordo sfocato, delle loro conversazioni e degli ambienti non ricordo quasi niente. Quasi di tutti, in effetti, tranne di uno: Gianni Versace. Ci sono persone che ti colpiscono subito, senza un motivo preciso. Penserete che il motivo principale sia il successo, l'alone di fama che circonda questo genere di personaggi, penserete che io sia stata colpita dal grande stilista, dall'uomo di potere.
Lui era diverso. Quello che riesco a ricordare di più di Gianni Versace è il luminoso sorriso con cui ci saluto quel pomeriggio di primavera. Il volto radioso, lo sguardo perso altrove, immerso nella sua arte.
La sua presenza addolciva i severi interni dell'atelier, di un nero essenziale. Anche lui era vestito di nero, lo portava quasi sempre. Cosa singolare, questa, se si pensa al tripudio di colori che immetteva nelle sue collezioni, intrise della solarità della sua terra, la bella Calabria: 'La Calabria è il regno dove è cominciata la favola della mia vita; la sartoria di mia madre, la boutique d'alta moda, il luogo, dove, da piccolo cominciai ad apprezzare l'Iliade, l'Odissea, l'Eneide, dove ho cominciato a respirare l'arte della Magna Grecia, così vicina a casa, e che oggi considero la mia matrice culturale e professionale'.
<img src=”http://www.ultimathule.it/images/articoli/versace6.jpg” widht=200 height=250 align=right>Ricordo ancora quando mi strinse la mano: 'Sono Gianni Versace. Non ti metterai mica ad arrossire… avro l'età del tuo papà'.
Una persona semplice ed eccentrica, come lo sanno essere solo i grandi artisti. Versace poteva essere considerato il 'pittore' della moda italiana, con quel suo modo di mescolare gli stili, i colori ed i materiali, con la sua tavolozza inzuppata dei colori dell'arcobaleno. L'ultimo interprete del gusto ellenico, un gusto, che egli rielaborava con accenti moderni e neo-barocchi, ma anche l'ultimo vero avanguardista del 'Made in Italy', sempre in continua e fervida sperimentazione. Versace amava la potenza e la maestosità dell'arte della Grecia antica, le sue leggende mitologiche, gli dei e gli eroi del passato, (come dimostra il marchio da lui scelto per la sua griffe: la Gorgone), ma nutriva anche un profondo amore per l'oro del barocco secentesco e per la scultura di quel periodo. Un artista complesso e mutevole, sempre alla ricerca di nuovi orizzonti e di nuove sfide: 'Cerca di reinventarti ogni giorno a costo di contraddirti. Sii sempre ottimista, anche quando sei triste…'.
<img src=”http://www.ultimathule.it/images/articoli/versace7.jpg” widht=200 height=250 align=left>La sua matita plasmava la donna del futuro; dea ed imperatrice, donna in carriera ed eroina cibernetica, al passo con i tempi, ma con uno sguardo rivolto al passato. Una femminilità esaltata, esibita, grondante di solare bellezza, di sfrontatezza e di gioia di vivere. Una 'donna- donna', che non teme niente e non ha paura di mostrarsi.
Tutte le donne sognavano di indossare un abito 'Versace', Lady Diana, Madonna, Naomi Campbell erano rimaste stregate dal suo stile e non solo, anche le collezioni maschili avevano riscosso un garande successo fra le celebrità, primo fra tutti Elton John, poi George Michael, Eric Clapton, i Duran Duran…
Ogni collezione era il risultato di un'attenta ricerca di stili e tessuti, di arte e tecnologia. In tutto quello che faceva, Gianni Versace metteva le cose che amava.
Un'altra sua grande passione era quella per il teatro e per il balletto, per i quali disegno un'intera serie di costumi; basta ricordare la sua collaborazione con l'amico Maurice Bejart, che si avvalse delle sue creazioni in molti spettacoli.
Ma Gianni Versace era soprattutto un'esteta. Il segreto del suo genio, la ricetta fondamentale del suo successo consisteva, infatti, nella sua continua e spasmodica ricerca della bellezza: 'Quando si smette di cercare la bellezza, il mondo finisce. E non soltanto nella moda…'.
Un grande artista, Versace, ma anche un grande Sognatore. Un sogno brutalmente stroncato dalla pallottola di un folle, il 15 luglio 1997, davanti alla sua casa di Miami.
<img src=”http://www.ultimathule.it/images/articoli/versace2.jpg” widht=500 height=450 align=right> Un grave lutto per la moda italiana, un immenso vuoto, che non è stato ancora colmato e che non verrà mai colmato. Sì, perchè Versace era Unico. Era unico in tutto quello che faceva.
Nonostante tutto sono convinta che dall'alto lui ci sorrida, mentre la sua mano lavora per le schiere degli angeli.
<p> Serena Mannelli

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