REFERENDUM-OPINIONI/3: Andate a votare, per il bene di tutti
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<p>“Francamente penso che la legge 40/2004 sulla fecondazione assistita rappresenti un salto indietro di decenni per un Paese come l’Italia.
E’ una legge ingiusta e antiscientifica nonchè lesiva nei confronti dei diritti propri della donna.
Personalmente votero sicuramente Sì ai primi 3 referendum mentre per l’ultimo sciogliero la riserva probabilmente solo poche ore prima.
Vi spiego perchè…”
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</br><p>Francamente penso che la legge 40/2004 sulla fecondazione assistita rappresenti un salto indietro di decenni per un Paese come l’Italia. E’ una legge ingiusta e antiscientifica nonchè lesiva nei confronti dei diritti propri della donna.
Analizziamo i quesiti referendari uno alla volta:
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Per quanto riguarda il primo quesito, la legge 40 vieta la ricerca sulle cellule staminali embrionali, la più promettente per malattie oggi incurabili, come diabete, infarto, fibrosi cistica, Parkinson, ictus, sclerosi multipla, Alzheimer, alcuni tumori, lesioni del midollo spinale ecc. Sebbene sia possibile utilizzare per alcune patologie cellule staminali prelevate da tessuti adulti, la stragrande maggioranza della comunità scientifica ritiene necessario che la ricerca proceda sulle cellule staminali embrionali.
Se è vero che le staminali di ogni organo possono essere utilizzate per riparare quell’organo, e che le staminali del midollo osseo possono funzionare in diversi organi, sappiamo anche che le embrionali possono rigenerare qualunque cosa. Dunque, sappiamo che non c’è paragone tra quanto si puo fare con le adulte, e già oggi spesso si fa, per fortuna, e quello che si farà con le embrionali.
Fino all’approvazione della legge 40 sono stati inoltre prodotti numerosi embrioni soprannumerari dai centri per la procreazione assistita, in quanto a causa della complessità della riproduzione in vitro venivano fecondati più ovociti di quelli poi impiantati nell’utero della donna (con la legge 40, invece, possono essere fecondati solo 3 ovociti e devono essere tutti impiantati anche in sprezzo della salute della donna: di questo si occupa il secondo quesito). Secondo alcune stime in Italia sarebbero circa 30 mila gli embrioni che, a norma della legge 40, sono destinati al congelamento in eterno qualora non vengano impiantati entro qualche tempo. Gli embrioni che giacciono congelati basterebbero a lavorare tantissimi anni e a permetterci di scoprire nuove strade.
Certo non dobbiamo creare embrioni per sperimentare, ma non dobbiamo pero buttare quelli che già esistono e che sono in eccesso.
La ricerca sulle cellule staminali è importante portarla avanti con le cellule embrionali che sono molto più potenti rispetto a quelle adulte.
La legge, inoltre, recependo il divieto comunitario di clonazione umana, lo allarga anche alla clonazione terapeutica, che pero nulla ha a che vedere con quella riproduttiva. La clonazione terapeutica, infatti, si ottiene trasferendo il nucleo di una cellula adulta (prelevata dalla pelle) in un cellula uovo da cui è stato sottratto il nucleo. Attraverso una stimolazione la cellula uovo comincia a produrre cellule staminali embrionali da prelevare e utilizzate al solo fine di ricerca: le patologie maggiormente interessate sono sempre quelle indicate sopra. Questa tecnica, ancora in fase di studio, consentirebbe di utilizzare cellule geneticamente identiche a quelle del paziente, eliminando così i rischi di rigetto.
Votando sì al secondo referendum si elimina il divieto di congelamento degli embrioni e l’obbligo di impiantare tutti gli embrioni nell’utero della donna.
Il divieto della crioconservazione diminuisce molto le probabilità che la fecondazione abbia successo, costringendo le donne a continui trattamenti che aumentano il rischio di danni alla salute. Inoltre l’obbligo di impiantare tutti gli embrioni aumenta le probabilità di parti trigemellari, pericolosissime sia per la madre che per il feto. La legge 40 inoltre vieta la diagnosi preimpianto e l’accesso alle tecniche di procreazione assistita alle coppie portatrici di malattie genetiche, ma non sterili. Questo è un problema che coinvolge migliaia di coppie italiane. Votando Sì, oltre a consentire l’accesso a queste tecniche a tutti, si consente di usare la diagnosi preimpianto per evitare di impiantare embrioni portatori di anomalie genetiche.
Non consentire la diagnosi pre impianto equivale a spingere molte coppie a non avere figli, per evitare di trasmettergli una malattia, oppure favorire un aborto terapeutico (la legge 194 consente l’aborto terapeutico nel caso in cui l’amniocentesi sia positiva).
Votando si al terzo referendum, si elimina quella parte di legge che introduce per la prima volta nel nostro ordinamento giuridico l’equivalenza tra individuo umano e ovulo fecondato. Tra l’altro questa equivalenza è in chiara contraddizione con la legge sull’aborto.
Sul quarto punto personalmente ho ancora le idee un po confuse. La legge 40 impedisce di avere un figlio quando entrambi o uno dei due membri della coppia siano totalmente sterili. Il referendum eliminerebbe il divieto di donare sperma e ovociti, un divieto che da una parte impedisce ad esempio che una donna sottoposta a chemioterapia e per questo sterile non possa avere figli, ma dall’altra mi vengono delle titubanze pensando al giovane che presta il proprio seme e scopra un domani di essere il padre di decine e decine di figli.
Per tutte queste ragioni io votero sicuramente Sì ai primi 3 referendum, mentre per l’ultimo sciogliero la riserva probabilmente solo poche ore prima.
Faccio notare che il sottoscritto è si uno studente di Biologia, ma è anche un cattolico praticante nonchè anticomunista convinto.
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Tommaso Rondelli
Responsabile di UT per la sezione “Scienza&Cosmo”</p>
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