REFERENDUM-OPINIONI/1: Se la maternità diventa egoismo

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<p>“Lo stupore profondo che si deve al miracolo della nascita umana è, per chi non crede, non necessariamente di scintilla divina ma almeno di scintilla naturale?
Pur volendo dare credito all’eventuale buona fede di chi desidera a tutti i costi un figlio, quale tipo di valori, anche laici, siamo pronti a riporre nella centralità di una vita che viene alla luce, se non quelli della subordinazione dell’essere nascituro all’egoismo degli adulti e all’ossessione del possesso forzato?”

<p><p>Ad un mese circa dalla data del referendum sulla procreazione assistita, una rivista d’area di centrosinistra, “Il Diario” diretto da Enrico Deaglio, arruola anche Maria, madre di Gesù, tra i testimonial a favore della procreazione assistita eterologa (con seme preso al di fuori della coppia), alludendo alla fecondazione del grembo mariano, avvenuta per opera dello Spirito Santo e non di S. Giuseppe: l’immacolata concezione, come ci tramanda la tradizione scritta evangelica.
Sottolineato il paragone blasfemo ed irrispettoso nei confronti di chi crede nella fede cattolica, evidenziata la contraddizione dei “diaristi” in questione che non esiterebbero a schierarsi a difesa dei buddisti o dei musulmani, qualora questi venissero attaccati nei loro precetti religiosi (a ragion veduta, aggiungo io, perchè nessun credo religioso deve essere fatto oggetto di scherno), salvo poi rifiutare lo stesso laico rispetto alla dottrina cristiana cattolica, scendiamo per un attimo al bassissimo livello della copertina del “Diario”.
Santa Maria avrebbe dunque accettato l’intervento di un agente esterno alla coppia formata con S. Giuseppe…
I “diaristi” pero non umanizzano e strumentalizzano fino in fondo (ma guarda un po’!), perchè si fermano soltanto alla prima parte del rapporto di predilezione Dio - Maria, esplicatosi dunque inizialmente, dopo il momento dell’Annunciazione, attraverso la discesa dello Spirito Santo in Maria.
Infatti si eclissa, nella strampalata distorsione del settimanale, l’interezza della figura di Maria, strumento di Dio in tutti i sensi: non solo nell’accettare l’intervento fecondatore dello Spirito Santo, ma anche nell’abbracciare -con sofferenza di mamma- il sacrificio mortale di suo figlio per il bene e la salvezza dell’umanità.
I promotori del sì al referendum si appropriano subdolamente della figura di Maria, per legittimare il motto tanto in voga di questi tempi tra le sostenitrici delle tecniche di fecondazione assistita “la gravidanza è un mio diritto!”, perdendo di vista invece il significato ultimo del rapporto Dio - Maria, quello cioè sostanziato dall’accettazione del sacrificio di Gesù sulla Croce, da parte di una madre santissima, sì, ma visceralmente donna anche nell’assistere all’atroce fine del figlio, dono divino tornato alla casa del Padre.
Le sostenitrici del sì sarebbero in difficoltà davanti alla figura più complessiva di questa Maria, visto che nel loro vocabolario le parole sacrificio e dovere non esistono, visto che per loro l’avere il pancione è superiore all’ essere madre.
Passiamo percio alla seconda stortura che emerge dalla strumentalizzazione di Maria compiuta dal “Diario” (e non solo): lo sbandieramento della maternità, come accennavo prima, alla stregua di uno status symbol, da esibire come una macchina o un oggetto qualsiasi, acquistabile magari in supermercato e posseduto con estremo materialismo.
Questo è lo stupore profondo che si deve al miracolo della nascita umana, miracolo, per chi non crede, non necessariamente di scintilla divina ma almeno di scintilla naturale?
Pur volendo dare credito all’eventuale buona fede di chi desidera a tutti i costi un figlio, quale tipo di valori, anche laici, siamo pronti a riporre nella centralità di una vita che viene alla luce, se non quelli della subordinazione dell’essere nascituro all’egoismo degli adulti e all’ossessione del possesso forzato?
Seguire la logica innescata, tra gli altri, dalla copertina di “Diario” è molto pericoloso, perchè la nascita e la morte di un individuo non possono divenire manipolabili dagli uomini, ormai in preda ad una presunta onnipotenza superomistica mista ad esaltazione, smodata, del tecnicismo e della scienza.
<p> Winston </p>