L'infinito
C’era una volta un tempo in cui Cosimo scriveva e ci regalava delle perle di follia come quella che abbiamo deciso di pubblicare adesso.
Ho ritrovato questo scritto in un cassetto, in realtà l’ha ritrovato mia madre, che si è quasi commossa nel leggerlo. Se all’epoca non l’avessi stampato forse ce ne saremmo tutti dimenticati. E invece eccolo qua.
Era l’estate del 2002, UT avrebbe visto la luce da lì a qualche mese. I primi giorni di Settembre riaprii la casella, una mail datata 24 agosto che come oggetto aveva “L’infinito”, esordiva così:
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“Sarà il lavoro che mi da alla testa o sarà il fatto che ho molto più tempo
da dedicare ai miei disturbi mentali, ma visto che siete tutti al mare a
divertirvi, cari amici di rubrica, ho pensato di lasciarvi il mio pensierino…“<p>L’infinito.
Mai riga è stata più corta della precedente, comunque mi piacerebbe sapere
cosa suscita in voi questo termine. Pensandoci un po’ sopra mi sono accorto
che è un tema ricorrente nella vita e nella storia dell’uomo. Studiando
fisica mi sembrerebbe di capire che l’infinito non esista, studiando
matematica invece l’infinito è un concetto essenziale di cui si ammette a
priori l’esistenza. La cosa buffa è che la matematica sta alla base della
fisica e senza il calcolo infinitesimale non puoi spiegare o regolamentare
dei fenomeni che per loro natura non possono che essere istantanei e finiti.
La vita è finita, le particelle nello spazio sono finite, l’universo stesso
ha un inizio e probabilmente avrà anche una fine. Ma allora da dove nasce
questa ricerca dell’infinito?
Forse mai nessuno meglio di Leopardi lo ha saputo spiegare.. per lui era una
siepe.
Detto così fa un po’ ridere, ma non discosta tanto dalla realtà:
certo, non intendo la pianta, ma tutto cio che questa gli nascondeva. Cioè
l’infinito come un qualcosa di intellegibile ma al contempo intangibile,
privo cioè della caducità propria di ogni oggetto che fa parte della natura.
Avete presente un bel fiore? Quanto tempo ci metterà ad appassire tra le
vostre mani? Possono passare ore, giorni, ma è inevitabile. Eppure il fiore,
o la sua bellezza, rimangono nelle nostre menti, mentre la carcassa marcia
non sarà che un rifiuto dimenticato. E’ giusto allora dire che quel fiore
sarà eterno? Se è sopravvissuto al suo appassimento credo proprio di sì..
Già credo che sia una spiegazione di infinito più valida del paradosso di
Achille e la tartaruga o della teoria delle successioni e delle serie con le
quali all’università si descrive questo concetto.
E nella nostra vita.. cosa è l’infinito? Esiste?
Infinito puo essere un bacio, una carezza, una notte, ma anche un dolore,
una lacrima o la tristezza. Sono attimi.. periodi.. anni… ma hanno una
fine. Eppure sono infiniti, lo sentiamo dentro o facciamo finta di non
sentirlo, ma comunque alla fine questi sono incisioni nell’animo.
Incisioni che possono ricordare un capolavoro del Cellini ma che possono
anche avvicinarsi ad un triste squarcio nel muro; io personalmente
preferirei che il mio cuore si avvicinasse più al Perseo che ad un atto
vandalico.
Sta a noi deciderlo ed il segreto è racchiuso nelle piccole cose
e nei momenti di semplicità.
Per usare un’altra metafora: un atto eclatante puo essere realizzabile ma
privo di futuro se realizzato in un deserto; invece costruire un giardino
sempre verde, filo d’erba su filo d’erba anche se magari privo di grossi
decori, puo essere molto molto difficile.
E se la sera allo specchio proverete mai a fissare quegli occhi potrete
vedere se dietro c’è un deserto o un giardino, una scultura o una crepa..
non vedrete mai l’una o l’altra cosa, ma entrambe.
Ogni sfumatura dell’iride
è un piccolo ricordo della vostra vita che ci porteremo dietro per sempre.
Se riguarderete quegli occhi tra 5 anni vedrete le stesse sfumature, in
mezzo ad altri nuovi colori.
Per me dunque l’infinito è cio che abbiamo dentro e gli occhi la chiave per
raggiungerlo.
Per cosa viviamo dunque? Forse per vedere brillare gli occhi delle persone
intorno a noi….. ogni attimo che regaliamo a noi stessi e agli altri è
importante se ne siamo consapevoli. Due minuti, uno sguardo, un bacio, una
parola possono valere una vita.
Quando gli affanni e i problemi ci turbano,
non dimentichiamo che quei momenti passano, mentre quello che in quelle
occasioni diamo a chi ci sta intorno resta per sempre. Comportiamoci di
conseguenza.
Questa per me è la sacralità della vita.
<p>
Con affetto.
<p>
P.S. forse lo specchio è fatto per esplorarsi dentro e non per gusto
estetico.
Mi piacerebbe scambiare quattro righe con ognuno di voi.. e ricevere anche
tante infamate eh! :)
</p>
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