Quale amarezza? L'astensione è stata la vittoria del buon senso

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<p>Avendo avuto l'onore e il piacere di scrivere un articolo a favore dell'astensione, pubblicato nel vostro sito qualche tempo fa, mi accingo a tediarvi ulteriormente rispondendo ad una pubblicazione recente che, con disappunto, prendeva atto dei risultati del referendum per l'abrogazione parziale della legge 40/2004.
Ancora una volta viene attaccata la scelta di astenersi e fare campagna referendaria a favore dell'astensione, citando addirittura un articolo di Legge che se qualche magistrato trovasse valido , dovrebbe inquisire, migliaia, centinaia di migliaia, di promotori dell'astensione…
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Ancora una volta viene attaccata la scelta di astenersi e fare campagna referendaria a favore dell'astensione, citando addirittura un articolo di Legge che se qualche magistrato trovasse valido , dovrebbe inquisire, migliaia, centinaia di migliaia, di promotori dell'astensione.
Lasciamo perdere questo aspetto perchè è pienamente riconosciuto il diritto di non votare e non c'è legge che m'impedisca di dire ad un referendum (ad un referendum, non ad elezioni politiche, amministrative) non votate perchè questa materia non è oggetto di materia referendaria. Perchè è complicata, perchè il referendum abrogativo è uno strumento che distrugge, peggiora e non migliora la legge, perchè un tema come quello sulla vita o meno di un embrione non puo essere messo ai voti in questo modo.
Così è andata e chi ha deciso di ricorrere ad un referendum, chi ha deciso di votare sì, deve prendere atto della sconfitta . Chi, sicuro di vincere, ha chiesto il referendum si deve adeguare alla volontà popolare ossia che prima di tutto sulla vita non si vota con un referendum e secondo, tutte le tesi che i rerefendari hanno usato in questa campagna, non hanno avuto il benchè minimo riscontro nella società.
La gente non ha creduto che la ricerca scientifica si fermasse. I cittadini non hanno creduto che questa sia una legge contro la donna. Uomini e donne non hanno creduto che questa legge mettesse fine alle speranze di tanti malati che da anni attendono nuove cure.
Al contrario, hanno creduto a chi chiaramente ha detto 'attenzione, con un referendum tagli e non pui ricostruire. Se migliorie devono essere apportate, prima si sperimenta la legge, poi si emenda in Parlamento, luogo deputato per fare le Leggi."
La gente non ha creduto a quanti agitavano lo spauracchio della modifica della Legge sull'aborto (normativa che andrebbe rivista in quanto da sempre applicata male) e a tutte queste bugie ha scelto di non andare a votare.
Chi si è visto sconfitto in questa competizione elettorale, chiamiamola così, non se la deve prendere con chi si è astenuto perchè costui ha raggiunto lo scopo che si era prefisso: lasciare la legge integra. Che si è rivelata la scelta vincente e a mio vedere, scontata. (d'altronde chi è lo stolto che sceglie la strada che sicuramente lo porterà alla sconfitta?)
Un pensiero e un ringraziamento a quanti si sono prodigati a favore dell'astensione. Meglio diseducati e vincenti che politicamente corretti e legnati.

Salvatore Deidda
Commissario provinciale AG Cagliari