E ora un compito ingrato: 2 parole su questo referendum, ora che tutto è finito

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<p>“Ho letto tante cose su questi referendum. Sia sui manifesti, sui giornali, sia in questo sito ben curato. Ho letto tante cose, ma cio che mi premeva di più era capire il punto di vista di coloro che hanno gridato all’Astensione come un vanto.
Ora queste persone saranno felici della conclusione di questa storia.
Non è necessario creare inutili polemiche sulla Chiesa, sul Cardinale Ruini, sui Cattolici praticanti e fin troppo zelanti, a mio giudizio.
Per quanto ingrato il mio compito, voglio provare a esprimere la mia amarezza…“

<p><p>Ho assistito a incontri per il “Sì”, molto piacevoli. Ho assistito anche a un dibattito all’interno del quale veniva privilegiato e incoraggiato l’Astensionismo. Molto divertente, peraltro, quest’ultimo. Questo per dire che non parto mai prevenuto di fronte ad un’idea.
Ho letto tante cose su questi referendum. Sia sui manifesti, sui giornali, sia in questo sito ben curato. Ho letto tante cose, ma cio che mi premeva di più era capire il punto di vista di coloro che hanno gridato all’Astensione come un vanto, una bandiera. Personalmente, in questo caso, una bandiera, è necessariamente un drappo, e non un’idea.

Ora queste persone saranno felici della conclusione di questa storia. Non è necessario creare inutili polemiche sulla Chiesa, sul Cardinale Ruini, sui Cattolici praticanti e fin troppo zelanti a mio giudizio (scommetto che qualcuno che legge lo sia e lo rispetto). Per quanto ingrato il mio compito, voglio provare a esprimere la mia amarezza.

L’Italia ha scelto. E ha scelto di disinteressarsi del problema. Forse è una fortuna, probabilmente perchè al 75% degli Italiani evidentemente questo presunto problema sulla procreazione assisitita non incide direttamente. Mi chiedo: c’era proprio bisogno di avere un parente malato per convincersi a esprimere un voto? Ho letto tante cose, ma ci sono 2 punti che mi hanno particolarmente fatto riflettere.
Pur senza mancare di rispetto a coloro che si riconosceranno in questi punti, mi piacerebbe rispondere loro.

Punto primo: “Il soggetto nato da inseminazioni eterologhe, nella maggioranza dei paesi europei non ha il diritto a conoscere chi sono i suoi genitori naturali…. il bambino deve sapere da chi proviene naturalmente…“
Ma ne siamo proprio sicuri? Voglio dire, credete veramente che un essere umano, cresciuto e allevato da una madre e un padre (magari sterile) debba necessariamente conoscere chi ha prestato il seme che lo ha creato? E perchè? Per scoprire cosa? Colui che si ritroverà di fronte sarà un perfetto estraneo. Non penso di essere figlio di un gamete, o almeno non più. Siamo figli di chi ci dà amore. E se chi ci dà amore non è “del tutto geneticamente” nostro padre o nostra madre… è una così grande delusione? C’è qualcosa di sbagliato?

Uno, oggi, è figlio dell’amore di due persone, che lo crescono tutta la vita, lo educano, lo conducono verso il futuro. Di chi siamo figli noi? E’ più importante il lato genetico o il lato umano? Un padre biologico assassino e stupratore vale più di un padre non biologico e pieno di amore? La risposta, penso, sia scontata.

Punto secondo, quello che preferisco. Non parliamo del lato tecnico dell’oggetto del referendum… parliamo del referendum “in quanto tale”.
Leggo: “D’altro canto l’astensione è proprio uno strumento messo a disposizione dal referendum stesso e quindi non c’è niente d’immorale o di incivile nell’imbracciare questa strada…”. Vero, non c’è nulla di immorale o incivile, ma c’è qualcosa di diseducativo e illegale.

Diseducativo perchè, così facendo, si vince “a tavolino”. Ci pensate se a referendum su Aborto o Divorzio avesse vinto l’Astensionismo oggi come saremmo?

Infine illegale: forse qualcuno non lo sa, ma esiste un Articolo (esattamente l’Articolo 98 della Costituzione Italiana) che enuncia:
“Il pubblico ufficiale, l’incaricato di un pubblico servizio, l’esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto (Cardinale Ruini?), chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell’esercizio di esse, si adopera:

  1. a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od
  2. a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati
  3. ad indurli all’astensione
    è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000

Detto questo, ho un’ultima speranza: qualcuno ha scritto: “Sarà utile quindi riaffrontare il problema in sede parlamentare, fermo restando che la legge deve mettere delle regole assolute, sul caso generale e non sul singolo”…

Sono pienamente d’accordo. Sia esso di centro-destra o di centro-sinistra, voglio avere fiducia nella nostra Camera rappresentativa: vorrebbe dire riaffrontare il problema in un futuro più o meno prossimo, per non lasciare inascoltati 10 milioni di Italiani.
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Claudio Galardini
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