Proporzionale, lo spiacevole odore del passato
“Come un Tafazzi-pensiero è la volontà di tornare alla legge elettorale proporzionale, quel sistema, tanto per intenderci, che ha 'assicurato' all' Italia più di cinquanta governi in cinquant'anni e che attualmente ha imbalsamato il sistema politico tedesco.
Con il proporzionale i partiti presenteranno programmi generici in modo da adattarli a qualsiasi alleanza pur di sedere sulle cadreghine governative.
E, sia chiaro, se la legge sarà senza sbarramento come si vocifera, i partitini conteranno molto più di ora.
Se teniamo al bipolarismo l' unico sistema in grado di assicurarlo è il maggioritario, meglio se totale, come nei paesi anglosassoni.”
<p>Berlusconi è sceso undici anni fa nell' agone politico come innovatore. In quattro mesi sbaraglio la 'gioiosa macchina da guerra' dei comunisti redenti di Occhetto. Dopo la 'traversata del deserto' dal 1996 al 2001, è riuscito a vincere la corsa per il governo dell' Italia. Una maggioranza schiacciante di seggi nelle due camere del parlamento.
Da innovatore Berlusconi ha vinto nel 2001, grazie alla promessa rivoluzione fiscale, e alla promessa di tagliare uno stato invadente e ostacolo all' imprenditorialità e industriosità dei cittadini. Non tutto è andato come promesso, più a causa dei propri alleati che per merito degli oppositori. Insomma, per via del Tafazzi-pensieroââ¬Â¦Ã¢â¬Â¦
Come un Tafazzi-pensiero è la volontà di tornare alla legge elettorale proporzionale, quel sistema, tanto per intenderci, che ha 'assicurato' all' Italia più di cinquanta governi in cinquant'anni e che attualmente ha imbalsamato il sistema politico tedesco.
Probabilmente questa voglia di proporzionale è nata per cercare di soddisfare l' Udc, insomma è la buona volontà da mostrare all'alleato recalcitrante.
Ma negli ultimi anni abbiamo visto che questa rincorsa non paga, nè con gli elettori nè per governare.
Il sistema proporzionale prevede il voto per il singolo partito, che si presenta da solo sulla scheda elettorale. I collegi per l' assegnazione dei seggi sono plurinominali, ovvero per ogni collegio non c'è in palio un solo seggio come nel sistema maggioritario, ma generalmente più di due.
Le formule per l' assegnazione dei seggi in palio in base ai voti ricevuti da ciascuna lista sono diverse.
Solitamente in tutti i sistemi proporzionali è presente una soglia di sbarramento, ovvero i partiti che non arrivano a una certa percentuale di voti non partecipano alla ripartizione dei seggi.
Analizziamo questo sistema dal punto di vista politico. Abbiamo detto che l' elettore voterà un partito, non una coalizione che indica un candidato presidente del consiglio come avviene attualmente.
Il voto è praticamente una delega in bianco al leader del partito. Infatti sarà DOPO le elezioni che, in base i seggi conquistati, i partiti tratteranno per formare una maggioranza parlamentare in grado di sostenere il governo.
I partiti conteranno più del mandato elettorale, che con il sistema maggioritario risulta almeno imperativo moralmente. Se votiamo una coalizione risulterà più difficile per un partito spostarsi nell' altra coalizione vincente il giorno dopo le elezioni. Questo anche perchè la coalizione presenta un programma e su queste proposte chiede fiducia agli elettori, quindi un partito che supporta delle proposte come puo due giorni più tardi allearsi in parlamento con chi ha contrastato fino al voto ? E' chiaramente più difficile.
Con il proporzionale i partiti presenteranno programmi generici in modo da adattarli a qualsiasi alleanza pur di sedere sulle cadreghine governative. E, sia chiaro, se la legge sarà senza sbarramento come si vocifera, i partitini conteranno molto più di ora.
Con l'attuale sistema ( un maggioritario corretto, dove il 75% dei seggi viene assegnato in collegi uninominali con il plurality system a turno unico, ovvero chi prende più voti vince il seggio in palio. Il restante 25% viene assegnato col sistema proporzionale, su base regionale, contando i voti ottenuti da ogni partito sulla scheda proporzionale con un meccanismo complicato, il cosiddetto scorporo ) i partiti più piccoli sono costretti ad accordarsi prima delle elezioni con uno dei due poli, altrimenti sono sicuri di non aggiudicarsi, probabilmente, nemmeno un seggio. Quindi devono necessariamente adeguarsi al loro programma e si presentano agli elettori con una scelta di campo già fatta.
Se teniamo al bipolarismo l' unico sistema in grado di assicurarlo è il maggioritario, meglio se totale, come nei paesi anglosassoni. Magari corredato di una norma anti-ribaltone. Certo, da solo non genera un bipartitismo, specialmente in paesi con cultura diversa coltivata in cinquant'anni di proporzionale. Ma in Italia sta nascendo una cultura bipolare, negli elettori più che nei politicanti. E, per proseguire su questa strada che garantisce stabilità e governabilità, mantenere l' attuale sistema sembra il minimo.
Il bipolarismo garantisce una democrazia dell'alternanza, non un sistema politico che passa il tempo a cercare di formare governi in continuazione, incapace di riforme e di assicurare una guida internazionale credibile del paese.
Certo, il proporzionale è considerato il sistema più 'giusto' perchè suddivide i seggi con il bilancino. Ma se produce immobilismo e instabilità ne consegue che il sistema elettorale è considerato un bene in se invece di uno strumento.
E, se entra in crisi perfino nella Germania dei due blocchi politici, i democristiani e i socialisti, immaginiamoci cosa potrebbe accadere in Italia.
Non vogliamo e non possiamo permetterci di ripiombare negli anni dei compromessi e dei 'governi estivi'.
J.Landi
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