Polo civico. Fermenti e speranze


“Anche la Toscana rossa di Martini e compagni si prepara alle elezioni regionali di primavera, il cui esito potrebbe apparire scontato..
In realtà, anche se il centrosinistra parte con i soliti favori della vigilia, a livello toscano stanno fermentando esperimenti politici che potrebbero sottrarre consensi elettorali all’Ulivo.
Stiamo parlando della costituzione di quel polo cosiddetto civico, a cui appartengono forze eterogenee (socialisti, cattolici, sinistra Ds, liberali), ugualmente insoddisfatte dalla gestione Martini e soprattutto inviperite per la modifica bipartisan dello statuto regionale, che ha eliminato il meccanismo elettorale delle preferenze…” <p>Queste liste hanno l’intenzione di porsi in mezzo a centrosinistra e centrodestra, criticando la politica affarista e spartitoria condotta dai Ds e dalla loro coalizione, in tutte le realtà toscane con amministrazioni targate Ulivo.
A dirla tutta il polo civico nutre risentimento anche nei confronti del centrodestra, che ha condiviso in consiglio regionale il pateracchio del nuovo statuto, con lo scopo di vedersi garantire un possibile aumento di seggi a disposizione, a seguito della modifica relativa al numero di seggi componenti il consiglio regionale.
Le liste del polo civico, tra cui spicca “Toscana Futura”, a marcata presenza socialista, stanno promuovendo in questi giorni una disperata raccolta di firme per l’abolizione delle modifiche allo statuto regionale toscano.
Il mantenimento del meccanismo delle preferenze è importante per queste organizzazioni, perchè permetterebbe ai cittadini di indicare direttamente, alle elezioni, i nomi preferiti tra i candidati di un partito, bypassando i giochi di potere interni alle segreterie, che deciderebbero autonomamente attraverso la finzione ridicola delle primarie (praticate solo dai Ds con il contributo generoso della regione, cioè con i nostri soldi) chi potrà beneficiare di un posto in consiglio.
Si tratta di una battaglia importante, sentita dai cittadini, rispetto alla quale il centrodestra toscano non è stato in grado di esprimersi fattivamente.
O meglio, la Casa delle libertà toscana, ad eccezione di pochi singoli, ha accettato l’accordo, pensando che fosse meglio coltivare il proprio piccolo orto politico in vista di Aprile, invece di lavorare in prospettiva.
Sul versante centrodestra manca ancora il nome dello sfidante a Martini, sembra avvantaggiato Alessandro Antichi, sindaco forzista di Grosseto.
Ma più che i nomi interessano i programmi e le radici che questi possono confermare all’interno della società toscana, come dimostrato dal buon risultato ottenuto cinque anni fa da Altero Matteoli.
Ecco dunque l’esigenza di non appiattirsi sulle posizioni del centrosinistra: il centrodestra toscano dovrà rinsaldare la sua unità e recuperare ben presto il rapporto sul territorio con gli elettori, anche in Toscana.
La miopia dei vertici Cdl rispetto all’importante tematica della difesa delle preferenze, rischia di far partire il centrodestra con un doppio handicap, nel momento in cui la vittoria alle regionali magari non è a portata di mano, ma potrebbe essere comunque contesa al gruppo di potere Pci - Pds - Ds.
<p> Winston </p>