Partito unico, impegnarsi e andare avanti

<img src=”http://www.ultimathule.it/images/articoli/gop.jpg” align=left>
<p>“Non ha senso parlare di impossibilità di successo del sistema bipolare anglosassone nel nostro paese, è alla classe politica che non conviene e percio i cittadini non hanno mai avuto voce in capitolo.
Il partito unico conservatore italiano deve diventare un raggruppamento aperto, capace di accogliere anime eterogenee, le quali potranno contare di promuovere le proprie istanze.
Ci saranno movimenti che sovrapporranno le proprie idee e anime che troveranno in comune solo un minimo denominatore. Ma queste realtà non devono intendersi come correnti politiche in stile vecchia DC.
Non abbiamo ancora compreso che i partiti non sono in grado di produzione di idee slegate dalla logica partitocratrica.
Molti propongono il PPE ma non è un esempio auspicabile.
Negli USA la Heritage Foudation e l' American Enterprise Institute sono i due fondamentali think tank della destra Usa che hanno prodotto le idee vincenti per i conservatori. Perchè i conservatori hanno vinto la guerra delle idee contro i progressisti liberal. E ancora oggi i think tank di destra sono i principali protagonisti nell' elaborazione delle idee e delle possibili soluzioni. Costituiscono una vera palestra per i cervelli emergenti e danno la possibilità di lavoro intellettuale per chi abbandona le cariche governative o in caso di vittoria avversaria.
Tutto questo è cio che manca alla destra italiana…”

<p>

Molti di noi avevano da subito supportato l' idea del partito unico, ancora una volta rivoluzionaria nella politica italiana, lanciata dal premier Berlusconi.
Fortunatamente non siamo stati i soli, infatti molti pensatoi e pubblicazioni della destra culturale italiana ben più importanti di noi, hanno lavorato subito per questa nuova sfida. Liberal, il bimestrale diretto da Adornato, da tempo aveva iniziato a coltivare il terreno nella direzione di una più stretta alleanza tra i componenti della CdL. A Liberal si è affiancato l' altro prestigioso bimestrale diretto da Pierluigi Mennitti, Ideazione.
Adornato è passato subito all'azione organizzando una conferenza stampa con vari esponenti della CdL disponibili a lavorare all' ipotesi e una due giorni di incontri in cui sono intervenuti i principali leader dei partiti della coalizione.
Ideazione ha creato uno special sull' argomento nel proprio sito internet ( www.ideazione.com ) con articoli veramente illuminanti e di analisi approfondite, proponendo addirittura un simpatico simbolo, l' elefantino dei repubblicani statunitensi con i colori del tricolore.
Sostanzialmente gli italiani hanno già accettato il bipolarismo politico e l' alternanza di governo, riconoscendosi nei due schieramenti. L' errore fondamentale è pensare che la frammentazione politica in vari partitini sia espressione della variegata volontà degli elettori. La nascita dei partiti personali dell' uno o due virgola per cento è un prodotto del sistema politico istituzionale italiano. Principalmente per il mal costume che vede la spartizione delle poltrone e poltroncine da manuale Cencelli della politca. Tutto gira intorno a questo. Nella seconda repubblica non è cambiata molto questa abitudine sia perchè la riforma elettorale ha lasciato potere ai partiti piccoli mantenendo il 25% di seggi alle camere attribuiti tramite sistema elettorale proporzionale, sia perchè la mano dello stato non è indietreggiata, la classe politica non ha dimostrato la volontà di ridurre il peso e l' influenza dello stato nella società italiana.
Quindi non ha senso parlare di impossibilità di successo del sistema bipolare anglosassone nel nostro paese, è alla classe politica che non conviene e percio i cittadini non hanno mai avuto voce in capitolo.
L' altro errore è pensare al partito unico come un processo con l' obbiettivo di 'vincere le prossime elezioni'. Sul fatto che le elezioni si debbano vincere non ci sono dubbi, ma l' idea del partito unico è più 'alta' e strategica, non tattica.
Il partito unico non va inteso come realtà monolitica e burocratica, in stile PCI. Deve diventare un raggruppamento aperto, capace di accogliere anime eterogenee, le quali potranno contare di promuovere le proprie istanze.
Ci saranno movimenti che sovrapporranno le proprie idee e anime che troveranno in comune solo un minimo denominatore. Ma queste realtà non devono intendersi come correnti politiche in stile vecchia DC.
Molte di queste forze e soggetti saranno esterni e appoggeranno il candidato del partito attraverso la propria forza, per usare un paragone non saranno truppe tutte con la stessa divisa, ma saranno come un esercito medievale, ovvero vari eserciti con diverse divise che si uniscono per agire sotto un leader riconosciuto.
Ecco la vera forza di un soggetto politico unico.
Per tutto cio il modello migliore è il Grand Old Party statunitense, i repubblicani.
Nel sostenere il GOP si ritrovano i libertari individualisti ammiratori di Hayek e Friedman e la destra cristiana di Pat Robertson, i farmer del Texas e gli esponenti anti-regolamentazione delle grandi corporation. Ognuno supporta il candidato per promuovere una propria issue e per scongiurare la vittoria dell' altro schieramento.
Ad esempio molti conservatori della destra cristiana hanno abbandonato il Presidente George H. Bush ( il padre dell' attuale presidente ) ritenendolo troppo liberal, così come molti neoconservatori, in disaccordo con la realpolitik di Bush Senior in politica estera.
Per questo tipo di realtà è stato fondamentale l' apporto dei think tank, dei serbatoi di cervelli, i pensatoi conservatori. E' grazie a questi che è iniziata la riscossa conservatrice dopo la catastrofica eppur benedetta sconfitta di Goldwater contro Lyndon Johnson nel 1964.
La Heritage Foudation, l' American Enterprise Institute ( parliamo di istituti con bilanci annuali altissimi, superiore ai 20 milioni di dollari quello dell' Heritage, ad esempio ) sono i due fondamentali think tank della destra Usa che hanno prodotto le idee vincenti per i conservatori. Perchè i conservatori hanno vinto la guerra delle idee contro i progressisti liberal. E ancora oggi i think tank di destra, il cui numero è sempre aumentato, sono i principali protagonisti nell' elaborazione delle idee e delle possibili soluzioni. Costituiscono una vera palestra per i cervelli emergenti e danno la possibilità di lavoro intellettuale per chi abbandona le cariche governative o in caso di vittoria avversaria. Inoltre lavorano per i membri del congresso fornendo tutto il necessario al loro lavoro, addirittura con manuali di istruzioni per i congressisti matricole.
Tutto questo è cio che manca alla destra italiana. Solo adesso questo processo di privatizzazione delle politiche pubbliche sta avvenendo da noi. E la Fondazione Liberal e Ideazione sono gli esempi più autorevoli. Ma certo non si è ancora capita l' importanza di queste realtà, infatti non godono di finanziamenti paragonabili a quelli d' oltre oceano.
La stessa cosa puo dirsi per le riviste, con la capostipite americana National Review, fondata da William Buckley Jr. e le neocon National Interest ( Irving Kristol ) e Commentary ( Phodorez ), arrivando al settimanale più influente alla Casa Bianca dall' 11 settembre, Weekly Standart di Bill Kristol.
Non abbiamo ancora compreso che i partiti non sono in grado di produzione di idee slegate dalla logica partitocratrica. Basti pensare che i punti forza del programma della CdL nel 2001 sia scaturito da outsider come Tremonti, lo stesso Berlusconi, il liberale economista Martino, per fare alcuni nomi.
Molti propongono il PPE ma non è un esempio auspicabile. Infatti, almeno per ora, non è altro che un cartello, un organizzazione per il coordinamento di realtà diverse e poco altro. E', come sarebbe un partito unico nazionale, allo stato embrionale e più focalizzato sulla politica 'da parlamento' che non su elaborazione di soluzioni politiche.

J. Landi