Occidente in guerra. Ma manca la cultura del conflitto

<p>“Abbiamo dei nemici islamici che stanno combattendo una guerra verso l' Occidente, una guerra asimmetrica: ai nostri stati si contrappongono gruppi terroristici che utilizzano shahid, bombe umane, per uccidere bersagli civili.
Gli europei, sembrano cullarsi nella sicura coperta avvoltagli attorno dai loro leader durante la anomala pace cinquantennale del vecchio continente.
Hanno creduto che quello stato di cose dovesse rappresentare per forza la normalità, quando era stato solamente un fatto 'speciale', inusuale. Una eccezione nella storia.”
<p>I terroristi islamici ci hanno dichiarato guerra da anni, ben prima dell' 11 settembre 2001, quando questa sfida ha sferrato il suo colpo più eclatante.
Dopo il 7 luglio, Londra ha subito nuovi attacchi di minore intensità, ma vive in costante stato di allarme. Il terrorismo ha colpito ancora zone turistiche dell' Egitto, dopo Taba, Sharm el Sheik, paradiso di vacanze per italiani e israeliani. I morti sono per ora 64, tra cui cinque nostri connazionali. Roma è stata minacciata più volte, con proclami agghiaccianti.
Ma qualcosa negli europei in generale e negli italiani in particolare non viene accettato, non viene razionalizzato. Abbiamo dei nemici islamici che stanno combattendo una guerra verso l' Occidente, una guerra asimmetrica: ai nostri stati si contrappongono gruppi terroristici che utilizzano shahid, bombe umane, per uccidere bersagli soprattutto civili.
Gli europei, sembrano cullarsi nella sicura coperta avvoltagli attorno dai loro leader durante la anomala pace cinquantennale del vecchio continente. Hanno creduto che quello stato di cose dovesse rappresentare per forza la normalità, quando era stato solamente un fatto 'speciale', inusuale. Una eccezione nella storia.
La volontà di negare l' evidenza di un 'conflitto' non è certo una novità. La Seconda Guerra Mondiale si è sviluppata proprio perchè leader di paesi europei nascosero la realtà del regime hitleriano, rifiutarono di agire subito con la forza sperando nella buona fede di un nemico che si era oramai palesato.
Comportamento chiamato anche sindrome dell' appeasement, sindrome di Monaco, ricordando il falso trionfo degli accordi di Monaco tra le potenze europee. Accordo che legittimo le egemoniche pretese tedesche a spese di altri paesi, formulando in cambio assicurazioni di 'pace' poco credibili.
La storia forse non si ripete, ma aiuta a capire. Aiutano a capire gli anni della pax europea in cui l' uso della forza per difendere se stessi è stato un concetto rigettato e fatto passare dall' intellighenzia sinistroide come inaccettabile e reazionario.
Al punto che oggi non riusciamo a realizzare che siamo in guerra, perchè questa ci è stata dichiarata.
Abbiamo dei 'nemici', altro concetto decaduto. In Europa nessuno crede possibile avere nemici che vogliono distruggerti seguendo una propria ideologia. Si tende sempre a minimizzare e giustificare : 'in realtà i terroristi combattono perchè l' America è imperialistaââ¬Â¦..', 'perchè vogliamo distruggere le loro tradizioni', poi naturalmente per 'colpa di Israele', ecc.
Insomma, è sempre colpa nostra, siamo noi che generiamo tutto cio.
Sembra che i terroristi non seguano un' ideologia, scopi precisi non identificabili come atteggiamenti di risposta a qualcosa. Ideologia basata sulle prescrizioni del Corano e dei suoi 'interpreti'.
Non siamo contenti di questa situazione, ma facendo finta che sia altro, non aiuteremo certo noi stessi. Anzi, faciliteremo il compito a chi vuole distruggerci e convertirci. Confermiamo a questa gente di essere una civiltà in decadenza che non ritiene necessario e utile preservare se stessa. Non ritiene necessario difendere una civiltà superiore, checchè se ne dica, nei confronti della barbarie.
J. Landi
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