La battaglia decisiva del nostro tempo

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“Mortadella disapprova le misure eccezionali anti-terrorismo e non ci sorprende. Il fatto che l’opposizione sia preoccupata soprattutto dei diritti degli islamici e non della sicurezza dei cittadini non rappresenta una novità
Continuano a fare distinguo tra islam moderato e radicale, tra guerra al terrorismo e guerra 'imperiale', condanna la guerra come generatrice di terrorismo, ignorando che il terrorismo islamico colpisce l' Occidente dal 1979.
E ignorando che la distinzione tra guerra in Afghanistan e in Iraq non esiste.
I rapporti tra Saddam e Bin Laden sono supportati da documenti e testimonianze.
Saddam finanziava con 25.000 dollari le famiglie degli shahid palestinesi, dava rifugio a terroristi come il leader del commando responsabile del sequestro dell' Achille Lauro e ad Al Zarqawi.
Distinguo e bizantinismi non aiutano a combattere e sconfiggere il terrorismo, così come l' atteggiamento di molti, specie a sinistra, che ad ogni attentato si battono il pugno sul petto invocando le colpe dell' Occidente e giustificando i terroristi.
La battaglia da vincere è sì militare e di forza, ma anche culturale, e non saremo in grado di combatterla senza la convinzione morale ed etica della nostra civiltà, senza la consapevolezza di chi sia il Bene e chi il Male.
Come disse Bush dopo l' 11 settembre 2001: Dio non è neutrale in questa lotta.”
<p>Romano Prodi è colui che si vorrebbe candidare alla guida del nostro paese. Dopo l' attentato islamico a Londra, l' Italia è considerata ancor più un obiettivo a rischio. In concomitanza con tutto cio è previsto il voto del parlamento per il finanziamento delle nostre missioni all'estero. Al solito spettacolo penoso che l' opposizione offre ad ogni riapprovazione del finanziamento per le truppe italiane si è aggiunta una 'riflessione' di Prodi che fa capire meglio l' uomo che Berlusconi ha di fronte.
Interrogato sulle posizioni dell' Unione nei confronti dei provvedimenti anti-terrorismo che il governo si appresta ad introdurre, in un momento in cui l' unità di un paese è necessaria per porsi di fronte al terrorismo islamico, Mortadella ci informa ' Non siamo stati noi ad appiccare l' incendio. Non è colpa nostra se ci troviamo in questa situazione.'
Siccome la colpa è di Berlusconi e della sua alleanza con Bush e Blair, che si arrangi. E' questo governo il responsabile del pericolo che incombe su di noi, non la guerra dichiarataci dal terrorismo islamico. Ecco il Prodi pensiero, spalleggiato da tutta l' estrema sinistra.
La differenza tra la sinistra italiana e il new labour di Tony Blair è incolmabile. Il premier inglese ribadisce la volontà di perseguire non solo i responsabili degli attentati di Londra, ma anche i loro mandanti morali, dovunque si trovino. E aggiunge che il popolo britannico non cambierà il proprio stile di vita e i propri valori. Nessuna tregua al terrorismo, insomma.
Invece il presunto leader dell' opposizione italiana non trova di meglio che accusare il governo ed utilizzare la paura dei cittadini per ragioni di bassa politica italiota.
Il pericolo di attentati è alto in Italia come nel resto d' Europa, anche le autorità inglesi indicano come probabile un altro attacco a Londra.
Il ministro Pisanu ha negato la necessità di leggi speciali per contrastare il terrorismo, si è limitato a richiedere piccoli correttivi e applicazione della legislazione attuale.
La sinistra si è dichiarata soddisfatta, aveva infatti già bocciato l' idea di misure eccezionali prevedendo pericoli per lo stato di diritto. Ma l' opposizione è preoccupata soprattutto dei diritti degli islamici e delle persone che potrebbero cadere nelle mani delle forze dell' ordine e dei servizi più che della sicurezza dei cittadini.
Sul voto per il finanziamento alla missione Antica Babilonia in Iraq, che si terrà la prossima settimana, la sinistra si è già spaccata. Mastella voterà con la maggioranza per il sì, gli altri si piegheranno al diktat di Bertinotti e Pecoraro Scanio.
L' estrema sinistra continua a fare distinguo tra islam moderato e radicale, tra guerra al terrorismo e guerra 'imperiale', condanna la guerra come generatrice di terrorismo, ignorando che il terrorismo islamico colpisce l' Occidente dal 1979.
La distinzione tra guerra in Afghanistan e in Iraq non esiste, in primis proprio per i terroristi che nella rivendicazione alla strage di Londra parlano di ' guerra in Iraq e AFGHANISTAN'. Saddam Hussein non era a capo di una tirannia laica come viene costantemente ribadito. I rapporti tra Saddam e Bin Laden, tramite i servizi segreti iracheni sono supportati da documenti e testimonianze.
Inoltre Saddam finanziava con 25.000 dollari le famiglie degli shahid palestinesi e dava rifugio a terroristi come il leader del commando responsabile del sequestro dell' Achille Lauro e anche ad Al Zarqawi.
Saddam e lo sceicco saudita avevano stretto un'alleanza contro i 'crociati', così l' ex dittatore dichiarava la sua resistenza contro l' occidente in nome di Allah e Bin Laden ribadiva nei suoi appelli la condanna dei 'crociati che infliggono sofferenze ai fratelli iracheni'. Inoltre un campo di addestramento per terroristi operava nella parte orientale del nord iracheno, finanziato e supportato dal regime bhaatista.
Ragionando sullo scenario del Medio Oriente pre operazione Iraqi Freedom possiamo facilmente individuare l' Iraq come unico possibile alleato-ideale di Al Qaida. Era l' unico regime sunnita dell' area non ostile ( l' altro, l' Arabia Saudita, rappresenta uno dei nemici principali di Bin Laden, sceicco saudita rinnegato ) e in prima linea contro gli Usa. Era il regime che supportava apertamente il jihad contro Israele e che aveva combattuto contro gli sciiti iraniani, che non hanno mai gradito stringere rapporti con i sunniti, tra l'altro minoranza discriminata in Iran.
L' alleanza era quindi prevedibile e, in modo chiaro, viene confermata e supportata anche dal rapporto americano della commissione del Congresso sull' 11 settembre.
Distinguo e bizantinismi non aiutano a combattere e sconfiggere il terrorismo, così come l' atteggiamento di molti che ad ogni attentato si battono il pugno sul petto invocando le colpe dell' Occidente e giustificando i terroristi.
La battaglia da vincere è sì militare e di forza, ma anche culturale, e non saremo in grado di combatterla senza la convinzione morale ed etica della nostra civiltà, senza la consapevolezza di chi sia il Bene e chi il Male.
Come disse Bush dopo l' 11 settembre 2001, Dio non è neutrale in questa lotta.

<p> J.Landi
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