Nucleare, un sogno sempre più distante
<img src=”http://www.ultimathule.it/images/articoli/nuclear.jpg” align=left widht=350 height=450>
Riceviamo e pubblichiamo questa approfondita analisi da parte di uno studente laureando in ingegneria nucleare:
<p>
“Sono passati sui 15 anni dalla fine di ogni progetto nucleare in Italia e considerando che il prossimo anno 2005 tutti i vecchi professori di ingegneria nucleare dell’università di Bologna (dove io studio) andranno in pensione per limiti di età questo la dice lunga su quanto ormai la vera classe di studiosi e ingegneri e tecnici che realmente conoscono bene la materia per esperienza fattasi sul campo sia ormai persa.
Altro problema inoltre è il costo della cosa, se ormai infatti il paese si è buttato sul petrolchimico non sarebbe cosi indicato passare a un sistema nuclearizzato, per il semplice fatto che le conoscenze, le esperienze e le energie sono state indirizzate su quest’altro fronte.
Il vero problema è che se per tutte le scienze la ricerca negli ultimi anni ha fatto passi da giganti per il ramo energetico no. In primis perchè si stanziano pochi fondi, inoltre perchè non si puo sperare di rivoluzionare un settore se poi pretendi subito risultati e li vuoi commercialmenti vantaggiosi da subito.
Il settore energia è come un giovane che ha molte potenzialità ma che per poterle avere a disposizione deve fare molto allenamento… è inutile farlo gareggiare ora rischia solo di fare cazzate.
Se il problema è imminente il nucleare non è proprio la soluzione ottimale dato che tra progetto e esecuzione passano 5 anni almeno più l’anno di testing.
Insomma siamo tutti belli che fatti se si spera che la rientrata nel nucleare risolva il problema nel breve periodo … forse lo risolverebbe ma non prima dei prossimi 20 -30 anni.”<p>Premetto da subito che sono uno studente di ingegneria nucleare ormai a pochi esami dalla laurea, e vi ringrazio per le parole spese a favore del nucleare ben sapendo che sono pochi a parlarne e tanto meno a parlarne bene.
Detto cio voglio dire una serie di cose che non vogliono scoraggiare voi come sostenitori della causa (io lo sono in primis) ma farvi riflettere su alcune cose e farvi capire quanto riproporre il nucleare in Italia non è cosa nè semplice nè cosi vantaggiosa (aimè) per ora.
Vediamo assieme le questioni:
il nucleare da fissione in Italia è scomparso come forma di produzione energetica o di collaborazione di sviluppo progetti dal ‘90 per via di un decreto Andreotti in seguito alla guerra in golfo (la 1^) per paura di possibili attentati e grazie all’avvallo del referendum di non proliferazione (che è diverso dal chiudere le centrali) nucleari.
Sono percio passati sui 15 anni, considerando che il prossimo anno 2005 tutti i vecchi professori di ingegneria nucleare dell’università di bologna (dove io studio) andranno in pensione per limiti di età questo la dice lunga su quanto ormai la vera classe di studiosi e ingegneri e tecnici che realmente conoscono bene la materia per esperienza fattasi sul campo sia ormai persa;
è da escludere infatti che un giovane sbarbatello neolaureato avendo visto 4 centrali tra sperimentali quali il triga e 1pwr e 1bwr e senza avere mai avuto accesso a laboratori (se non informatici) in 10 anni di studi possa saperne molto, oltre a quello studiato e duramente appreso,
traete percio le dovute considerazioni in luogo.
Rimane pero un ottimo segnale positivo: gli studenti e i neolaureati hanno una enorme voglia di praticare in settore, salvo pero non uscire in generale dall’italia (un professore mi diceva che ne sono andati 2 o 3 negli ultimi 10-15 anni) per cui o si passa a fare il dottorando che spesso non ha troppo a che fare con problemi di tipo nucleare fissione (cmq dipende molto dal corso a cui si vuole accedere) o si entra in azienda a fare tutt’altro.
Altro problema inoltre è il costo della cosa, se ormai infatti il paese si è buttato sul petrolchimico sarebbe non cosi indicato passare a un sistema nuclearizzato, per il semplice fatto che se tu riservi le tue conoscenze e esperienze e energie (parlo in termini finanziari) in quel senso non è cosi easy fare una cosa fatta bene e magari senza un vero e sentito consenso da parte della popolazione.
L’idea più semplice sarebbe far riprendere la cosa per gradi: 1 o 2 impianti in cui rifarsi pratica e poi usare il nucleare assieme a tutte le altre fonti energetiche per la fornitura energetica del nostro paese, io credo infatti che uno sbilanciamento in un senso o in un altro sia sbagliato.Sarebbe come avere un corpo e volere sviluppare solo le braccia, o le gambe. Tutto è importante e prima o poi serve.
Altro errore: non ho mai capito perchè quando si parla di nucleare non si chiami un ingegnere nucleare ma solo dei fisici. E’ come se io per far costruire le case chiedessi al geologo che cosa ne pensa …. non è la stessa cosa secondo me!!
Oltre a tutto questo c’è anche il problema costi e tempi di recupero finaziario.
Se il problema è imminente il nucleare non è proprio la soluzione ottimale dato che tra progetto e esecuzione passano 5 anni almeno più l’anno di testing. Insomma siamo tutti belli che fatti se si spera che la rientrata nel nucleare risolva il problema nel breve periodo …forse lo risolverebbe ma non prima dei prossimi 20 -30 anni.
Ci si prepari a un futuro di bollette care. Anche il solare e l’idrogeno non sono cosi forti, forse l’eolico e una politica di risparmio energetico assieme a nuove tecnologie per la combustione della biomassa (i rifiuti), per la quale non so se lo sapete ma esistono progetti basati su una fortissima ossidazione del combustibile a alta temperatura che darebbero atto ad una fortissima produzione energetica (che si potrebbe stimare intorno al 15 % del fabbisogno nazionale) con pochissimo residuo, cosa auspicabile visto
che le discariche si stanno riempiendo a dismisura, ma nessuno vuole stanziare fondi per il prototipo visto che aspettano che sia l’Europa a pensarci la quale aspetta l’America. La cosa ci darebbe una soluzione per un po di tempo .. ma prima o poi…
Il vero problema è che se per tutte le scienze la ricerca negli ultimi anni ha fatto passi da giganti per il ramo energetico no. In primis perchè se ne stanziano pochi, inoltre perchè non si puo sperare di rivoluzionare un settore se poi pretendi subito risultati e li vuoi commercialmenti vantaggiosi da subito. Il settore energia è come un giovane che ha molte potenzialità ma che per poterle avere a disposizione deve fare molto allenamento… è inutile farlo gareggiare ora: rischierebbe solo di fare cazzate.
Altro problema del nucleare oltre il rispetto dei limiti d’uso e controllo (cosa forse abusata nel privato vedi incidenti in Giappone) è un controllo da parte dello stato anche nel caso privato che non sempre è ben accetto se si vuole fare soldi, in più sul nucleare non paghi l’accisa (per cui i politici ci sguazzano per 2 motivi, più entrate per il governo in questione per varare manovre economiche e poi una buona fetta dell’accisa è a dipendenza di una società esterna da cui dipende l’entrata del petrolio e che in realtà, cosi mi è stato detto, serve da copertura per finanziare i partiti (ovviamente tutti in forma proporzionale))… in più se si pensa a un nucleare per il futuro si deve pensare a un ciclo di centrali, quindi si parte con un lwr o candu e poi si deve usare un fbr tipo pheonix sempre che si voglia riprendere in mano il progetto, e infine cercare tramite progetti tipo l’ADS (che infatti è molto finanziato da Germania e Francia, ma non dall’Italia) per il trattamento prima di portare le scorie negli appositi depositi (cosa non da poco visto che dopo svariati decenni non si è deciso per l’italia neanche il sito provvisorio e il cnr non riceve fondi per l’analisi di un sito adatto. Se poi qualcuno prova a farlo cosi tanto per vedere se si smuovono le acque … vedi che casino fanno le popolazioni locali.)
Altro problema: portare avanti le filiere al torio e vedere se si trovano materiali ok per quella filiera.
Infine c’è la questione del territorio italiano che non è perfetto per installare un bel set di centrali visto che non sono molti i posti adatti a costruirle (almeno per centrali di un certo calibro tipo 500 megawatt) sia per un aspetto sismico, che di acque per lo smaltimento del calore (esistono infatti leggi vigenti che limitano giustamente a 3 ðC l’aumento della temperatura per tot km, se si vogliono usare le torri di raffreddamento, pero bisogna stare attenti al microclima che ne subisce una bella botta con conseguente problema per le persone specie alla gola e ai polmoni) in più se chi non è qualificato ne parla, vedi De Carlo sul resto del carlino, e il segretario dei verdi e dice cazzate a manetta ….
Ultima cosa su Cernobyl. Lì il problema non fu di carattere nucleare ma chimico per reazione tra l’h20 a 800ðC con la grafite a tanto infatti si porto il core prima di scoppiare liberando cosi idrogeno che in quantità superiore al 20% scoppia, la chicca inoltre stà nel fatto che l’RMBK sono reattori senza strutture di contenimento secondario sicchè i prodotti di fissione e vari radionuclidi si sono liberati in atmosfera. In quel periodo storico l’URSS non passava bei tempi, era in crisi economica e le derrate di grano quell’anno avevano subito una crisi per il clima, capita, percio il governo centrale decisi di correre ai ripari esportanto energia elettrica agli stati satellite europei e cinesi, percio promosse una campagna di aumento produzione energetica sull’onda più produci più ti paghiamo (strano come uno stato comunista che cerchi di fare le cose da capitalista ottenga risultati catastrofici… non l’avrei mai pensato! Chissà poi perchè invece gli USA non hanno mai tentato di fare le cose alla comunista … forse prevedevano che se non sei comunista le cose alla comunista non funzionano?!) insomma, fatto è che i vari istituti per la produzione energetica fecero pressione (o la facevi o ti potevi considerare licenziato, e nel sistema sociale russo non era una bella situazione da dover affrontare) sui responsabili degli impianti i quali sui loro capi tecnici i quali poi spesso, a differenza di quanto si possa pensare, non sono ingegneri nucleari (quelli all’epoca li usavano per la costruzione dei nuovi sottomarini a raffreddamento a piombo bismuto) sicchè pur di farlo stacca magari tutti i sistemi principali di sicurezza attivi… e poi succede quel che tutti sappiamo!
Spero di avervi chiarito un po le idee e di non avervi tediato troppo. So che la cosa non è facile da analizzare io ho cercato di farlo, spero possa esservi di stimolo per un ulteriore approfondimento.
<p>
L’ingegnere Bolognese </p>
Subscribe to Ultima Thule | Libertari
Get the latest posts delivered right to your inbox