Nichilismo, abisso della coscienza
“Basta con i discorsi dei cattivi maestri.
L’arcivescovo di Bologna, Carlo Caffarra, fa nomi e cognomi: Umberto Eco, Gianni Vattimo, Jean Paul Sartre. Per questi autori l’esistenza non è che un coacerbo di eventi, suscettibili di molteplici interpretazioni. La verità non è una, ma al contrario, è data dalla più varia codifica dei segni concreti che significano la nostra esistenza.
Il pensiero relativista irrompe sciaguratamente nei fatti, ponendo sullo stesso piano le motivazioni dello spirito, che ci spingono ad un percorso di vita in pienezza, e le motivazioni della materia, le quali coincidono sì con il soddisfacimento dei bisogni fisici del nostro corpo, ma non possono essere elevate a dimensione totale dell’individuo uomo.”<p>Mons. Carlo Caffarra, Arcivescovo della diocesi di Bologna e Cardinale di Santa romana chiesa, in occasione di un incontro organizzato dal Csi (centro sportivo italiano) del capoluogo emiliano, ha ammonito gli educatori (non solo sportivi), mettendoli in guardia da qualsiasi interpretazione relativista della realtà e dei rapporti umani.
I ragazzi devono essere coinvolti in un progetto educativo che abbia dei capisaldi, cioè dei valori di riferimento imprescindibili rispetto ai quali far maturare gli uomini e le donne di domani.
I valori sono quelli della centralità dell’altro nella nostra vita, della solidarietà, dell’amore per un dio che è presente nei volti delle persone che ci circondano.
Basta con i discorsi dei cattivi maestri. Il cardinale fa nomi e cognomi: Umberto Eco, Gianni Vattimo, Jean Paul Sartre. Per questi autori l’esistenza non è che un coacerbo di eventi, suscettibili di molteplici interpretazioni. La verità non è una, ma al contrario, è data dalla più varia codifica dei segni concreti che significano la nostra esistenza. Il pensiero relativista irrompe sciaguratamente nei fatti, ponendo sullo stesso piano le motivazioni dello spirito, che ci spingono ad un percorso di vita in pienezza, e le motivazioni della materia, le quali coincidono sì con il soddisfacimento dei bisogni fisici del nostro corpo, ma non possono essere elevate a dimensione totale dell’individuo uomo.
Si ripete nella sostanza un nuovo materialismo (dopo quella marxista) davanti a cui è aperto il baratro del nichilismo, l’abisso della coscienza non più in grado di distinguere tra un concetto di bene e uno di male (con le rispettive sfumature, il manicheismo non ci interessa).
La voce di Caffarra ha condannato giustamente questo fenomeno di equiparazione valoriale, suscitando scandalo e scalpore anche in un certo mondo cattolico.
L’Arcivescovo di Bologna ha toccato uno dei “puntum dolens” che affliggono la nostra società, incapace di ritrovare sè stessa e la sua anima dietro la cortina del “tutto è concesso”. I ragazzi nelle scuole, ancor di più in ambito sportivo, vengono allenati dalla maggioranza degli educatori a coltivare l’orticello del proprio interesse egoistico. Ognuno è responsabile per sè stesso, gli altri possono vivere come vogliono perchè l’assenza di valori legittima le persone a compiere le scelte più disperate e nocive.
Quante volte, parlando con un amico, constatiamo la sua indifferenza se un altro amico fa uso di droghe, leggere o pesanti che siano! Quante volte ci siamo sentiti rispondere: “Ho provato a dirglielo, ma se si vuole rovinare è una scelta sua, non mi riguarda”. Ecco il risultato del nichilismo sbandierato dai cattivi maestri.
Caffarra riporta anche la frase detta da un ragazzo in uno dei tanti incontri sostenuti dal monsignore con gli studenti bolognesi. Caffarra: “Anche se non credi, non ti dicono niente le domande che si interrogano su chi siamo, da dove veniamo..?”; ragazzo: “No, io voglio solo godermela”. Caffarra: “E quando il tuo corpo sfiorirà, ci sarà qualcosa per cui vivrai?”; ragazzo: “No, infatti mi sparero un colpo in testa”.
In momenti orrendi come quelli che stiamo vivendo, in cui la vita umana è profondamente disprezzata da chi ambisce alla morte, dobbiamo avere il coraggio di riscoprire i valori che la civiltà cristiana ha portato fino ai nostri giorni. Mons. Carlo Caffarra ce lo ricorda e noi lo ringraziamo, perchè siamo consapevoli che da questi valori dipende il nostro futuro.
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Winston
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