Chi ci difende e chi ci tradisce

“Destra e sinistra si trovano aihme’ congiunte in piazza contro il nemico americano, con gli stessi abiti e simboli anti-occidentali.. Che schifo…
Io sinceramente mi vergogno delle persone che ho accanto.. Anzi di più.. Provo rabbia…
E sinceramente possiamo ritrovarci a parlare male degli americani, tanti difetti si possono trovare.. Ma per una volta ancora sono stati gli unici coerenti. Gli unici che incarnano pienamente una civiltà (a molti darà fastidio ma di fatto è così). Una civiltà forse in decadenza, come la Bisanzio di un tempo.. Ma rimangono gli ultimi portatori di principi che un tempo appartenevo più all’Europa che a loro…”
<p>Era da tanto che non vi regalavo una delle mie riflessioni pubbliche e a cuore aperto, ma in questi giorni la mia pazienza sta raggiungendo un limite difficilmente contenibile e ho voglia di sfogarmi.
Mi riferisco alla pazienza di appartenente al mondo occidentale, che dopo una dichiarazione di odio e di fedele opposizione al nostro mondo (“voi amate la vita, noi la morte”) non è capace di reagire in modo organico e soprattutto consono ad una civiltà sotto assedio.
Quella testa tagliata mi ha ricordato le teste e i corpi morti catapultati a Pavia (se non mi sbaglio.. Correggetemi voi) dai Longobardi contro i Romani, mi risvegliano la sensazione dei barbari che avanzano e muovono la guerra alla mondo classico. Come è possibile vedere intorno a noi una reazione così menefreghista se non ostile al nostro stesso mondo da parte dei suoi stessi appartenenti?
L’america, anche quella Democratica, si è stretta intorno a Bush per l’ennesima volta, noi europei per l’ennesima volta nel momento del bisogno abbiamo preso la deriva caotica.
Sicuramente alla base di tutto questo c’è una diffusa mancanza di senso di appartenenza e di squadra, ma soprattutto un’ostilità di fondo nei confronti degli Stati Uniti, soprattutto dopo gli interventi militari. Eppure dopo l’11 Settembre la situazione mi appariva chiara e ben delineata: c’era una guerra in corso, la più dura e difficile che ci siamo mai trovati a dover sostenere, perchè contro molti nemici, forti e ben radicati nell’epidermide culturale dell’islam. Se non è uno scontro di civiltà poco ci manca. Questo era evidente e palese a tutti.. Evidente e palese fino alle prime bombe in afghanistan. Cosa è scattato dunque in quel momento?
Che in Italia non ci fossero troppi simpatizzanti americani è risaputo e per certi versi giustificato. Gli Usa sono in fondo gli esportatori dei divorzi di massa, dei panini transgenici, dell’aborto diffuso, della cultura più superficiale. Tutte cose tra l’altro che l’amministrazione Bush ha combattuto (una per una) come nessuno in Europa e in Italia ha fatto mai. Quindi per assurdo l’america si doveva porre a modello ora più di sempre per questa sua ritrovata voglia di spiritualità e di cultura della vita.
Ma non sono queste in realtà le cose che disturbano degli states (o meglio.. Per tanti sono solo pretesti). Da destra a sinistra (che poi si trovano aihme’ congiunte in piazza contro il nemico americano, con gli stessi abiti e simboli anti-occidentali.. Che schifo…) la cosa che sconcerta è l’uso delle bombe. Ovvero l’america che da potenza economica si fa potenza politica, che imbraccia le armi non per far rispettare una risoluzione ONU o per la libertà di un altro popolo (come ci aveva abituati fin’ora), ma imbraccia le armi per difendere se stessa, per difendere il nostro mondo. E’ un atto politico forte e concreto. Il primo penso dalla seconda guerra mondiale dopo la dichiarazione di guerra di Inghilterra e Francia contro la Germania..
Purtroppo nel nostro paese e in Europa esistono persone che anche quando gli USA intervenivano per la libertà degli altri erano capaci di dissociarsi. Vietnam e Corea insegnano.. C’era chi stava con l’oppressore comunista. In Kossovo c’era chi stava coi carnefici perchè Cristiani e razzisti, o in Iraq con Saddam perchè nazionalsocialista e antisemita.
Questi sono i veri traditori del nostro mondo, coloro che farebbero bene ad andarsi ad arruolare nelle brigate dei martiri di Alaxa (o come si scrive).. Ma il pudore e la coerenza non stanno qui di casa.. Non ci stanno in Italia, non ci stanno a sinistra, ma non ci stanno neanche a destra.
E così vedi portare la Kefiah da chi pensa che essere rivoluzionario voglia dire imbracciare indistintamente le armi e i simboli di qualsiasi rivoluzione.
Vedi sostenere la causa della resistenza irachena da coloro che si definiscono antifascisti, forse perchè pensano che la resistenza sia un concetto assolutamente di sinistra (De Gaulle forse non si studia più a scuola).
Vedi la stessa gente pero andare su internet, fare la vita comoda, dimenticando forse l’unico precetto del vero rivoluzionario: che la via del bosco e della ribellione non è eclatante e fragorosa, ma si concretizza nelle rinunce e nei sacrifici del quotidiano, nelle piccole cose della vita di ognuno di noi.
Io sinceramente mi vergogno delle persone che ho accanto.. Anzi di più.. Provo rabbia…
E sinceramente possiamo ritrovarci a parlare male degli americani, tanti difetti si possono trovare.. Ma per una volta ancora sono stati gli unici coerenti. Gli unici che incarnano pienamente una civiltà (a molti darà fastidio ma di fatto è così). Una civiltà forse in decadenza, come la Bisanzio di un tempo.. Ma rimangono gli ultimi portatori di principi che un tempo appartenevo più all’Europa che a loro; da Wilson a Bush, passando per Roosvelt e Reagan..
Dove sono i Churchill e i De Gaulle di un tempo? Non siamo che l’ombra di noi stessi.. </p>