La sindrome

“I sindacati richiedono un aumento dell' 8% per i dipendenti pubblici. Ragazzi che cifra!
Chiediamo l' 8% si saranno detti, tanto paga Pantalone, cioè noi.
A queste posizioni stataliste e di estrema ingiustizia sociale si è affiancato subito il ministro Alemanno.
Siamo sinceri, la simpatia che il ministro prova verso la libera impresa, verso l' economia di mercato e il sistema capitalistico, è pari a zero.
Su quasi tutte le questioni economiche si troverebbe d'accordo con molta sinistra, anche estrema.
La filosofia della Casa delle libertà era chiara: doveva essere una rivoluzione liberale e conservatrice, in primis nella gestione dello Stato.
Dovendola riassumere in una frase: 'Il popolo è il pilota, lo stato la macchina', attingendo da quel gigante che fu Ronald Reagan.
(Che Alemanno non esito a contestare in occasione di una sua visita a Roma )…“
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</br><p>'E' una destra malata !…..' verrebbe da dire, parafrasando un tormentone del 'Mai dire gol' ( quello vero ! ) degli anni Novanta.
La battuta nasce spontanea assistendo al dibattito tra le forze di governo sul tema degli aumenti per i dipendenti pubblici.
La richiesta della corporazione sindacale è un aumento dell' 8 %. Ragazzi che cifra! Una richiesta possibile solo nei confronti di un soggetto pubblico dato che per i dipendenti privati sarebbe improponibile.
Chiediamo l' 8% si saranno detti, tanto paga Pantalone, cioè noi, e il governo non puo permettersi continui scioperi pubblici in un periodo di elezioni. Alla fine cederà. Venerdì prossimo ci sarà uno sciopero dei 3 milioni e 400 mila dipendenti pubblici. Ora la palla passa al governo. Per chi, come molti di noi, crede che nessuno debba avere privilegi non derivanti dal merito personale, già si prospetta una cocente delusione.
Per ora il governo ha proposto un aumento del 4,3 %, ritenuto compatibile con la regola inserita dal governo per la spesa pubblica, ovvero un incremento di spesa di bilancio massimo del 2 % ( dal quale sono esentati i dipendenti pubblici ) ogni anno.
Questo scontro chiarisce l'identità delle anime presenti nel governo : da una parte AN e UDC e dall'altra una combattiva Lega Nord.
La posizione dell' UDC rientra nella normale tradizione democristiana incentrata sull' uso delle risorse versate allo Stato dai cittadini tramite tasse per la conquista del consenso politico. Il timore di scontentare l' enorme quantità di dipendenti statali a scapito dei cittadini non si ripercuote solo sugli aumenti delle retribuzioni ma va dalla mancata applicazione all' amministrazione pubblica dei metodi gestionali privati, ovvero la ricerca e la premiazione della produttività, dell' efficienza e della qualità. L' amministrazione pubblica non viene concepita per quello che dovrebbe essere, cioè servire in determinati ambiti il cittadino. Viene vista come serbatoio di consensi a buon mercato.
A queste posizioni stataliste e di estrema ingiustizia sociale ( concetto che sta tanto a cuore…..) si è affiancato subito il ministro Alemanno.
Credo che Alemanno non lo faccia solamente per il consenso, anche se gestire il portafoglio agricoltura qualche aiuto lo dà, specialmente al sud.
Il ministro di AN è proprio un convinto corporativista e sostenitore della visione che vede lo Stato come gestore dell' economia nazionale insieme ai sindacati. Siamo sinceri, la simpatia che prova verso la libera impresa, verso l' economia di mercato e il sistema capitalistico, è pari a zero. Su quasi tutte le questioni economiche, soprattutto sulla spesa e sull' intervento dello Stato nella vita del cittadino, si troverebbe d'accordo con molta sinistra, anche estrema.
Quando vediamo gli esponenti più liberal di AN come Urso, Gasparri e La Russa corrergli dietro per esigenze interne al partito, ci cascano le braccia.
Ultimamente Urso pare essersi accorto che questa condotta sta portando AN a passare da secondo a terzo partito della coalizione in quasi tutto il Nord del paese, il centro produttivo, propulsivo e trainante del paese. In molte regioni la Lega è già ora davanti ad AN e il trend, senza cambi di rotta, non pare arrestarsi.
Il partito del Senatùr ha deciso di opporsi frontalmente a questa abitudine italiana. Il ministro Maroni è stato chiaro: di aumenti superiori a quelli stanziati in finanziaria non se ne parla. Amen.
Già qualche mese fa la Lega aveva contestato lo scandalo dell' esercito dei dipendenti del corpo forestale in Calabria. Calderoli si era proposto come commissario del governo per la situazione, ma era stato subito stoppato dallo stesso Alemanno.

Proviamo a tornare al 2001, al periodo delle elezioni. Perchè questi signori devono ricordarsi il mandato ricevuto dai cittadini, di cui i dipendenti pubblici sono a libro paga, sono 'dipendenti dei cittadini' e una piccola percentuale degli elettori.
La filosofia della Casa delle libertà era chiara: doveva essere una rivoluzione liberale e conservatrice, in primis nella gestione dello Stato. Dovendola riassumere in una frase: 'Il popolo è il pilota, lo stato la macchina', attingendo da quel gigante che fu Ronald Reagan ( che Alemanno non esito a contestare in occasione di una sua visita a Roma ).
La speranza è che intervenga il Presidente del Consiglio a risolvere la questione, ricordando a tutti la filosofia di governo della coalizione.
La Lega e il leader di Forza Italia rischiano seriamente di trasformarsi nell' unica forza di riferimento per la parte più importante d' Italia, per le persone che lavorano dieci ore al giorno, che devono pagare tasse tra le più alte d' Europa e in cambio hanno servizi così scadenti da decidere di pagare un’altra volta per la stessa funzione a imprese private efficienti e competitive tra loro, che magari hanno l' odiato SUV, la Mercedes, la villetta nelle campagne del Veneto e la 'fabbrichetta'. Cose sudate e conquistate non solo nei confronti della concorrenza ma nonostante i bastoni tra le ruote messe dallo Stato.
Sveglia gente o dovrete ritirarvi ad essere la brutta copia di una lega del sud e all' opposizione.

J.Landi




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