La Linea Gotica
“Ed eccoci finalmente giunti alla chiamata alle armi per quella che sarà la madre di tutte le contese elettorali.
Comici, giornalisti, conduttori televisivi, sindacati, magistrati, dipendenti pubblici, imprenditori, disobbedienti neosquadristi e professori sono stati chiamati a rispondere ai loro padroni.
Siamo di fronte ad uno scontro fondamentale per la nostra Patria: vogliono rimandarci a casa con ogni mezzo ed ognuno di noi si deve sentire coinvolto in prima persona.
Questo è il momento di reagire.”
Prodi e la sinistra sono in difficoltà. Non hanno un'unità politica, non hanno vere risposte a quello che il centrodestra di buono o di male ha comunque fatto in questi anni, sicuramente non hanno un volto presentabile.
Speravano di poter vincere sull'onda dell'entusiasmo delle ultime amministrative ed invece si sono accorti che per ricevere la fiducia degli italiani non bastano slogan e non basta 'essere contro'.
Ecco quindi la chiamata alle armi, per quella che sarà la madre di tutte le contese elettorali.
Comici, giornalisti, conduttori televisivi, sindacati, magistrati, dipendenti pubblici, imprenditori, disobbedienti neosquadristi e professori sono stati chiamati a rispondere ai loro padroni. Si stanno giocando il tutto per tutto e vengono a galla vecchi legami.
L'esercito della sinistra è folto e ha radici lontane che affondano in ogni dove.
Ci hanno fatto credere che Berlusconi fosse un dittatore mediatico, ma l'informazione è palesemente in mano alla sinistra. Mieli (a proposito: vergognati!) ha addirittura osato strumentalizzare il Corriere della Sera, un'istituzione nazionale. Quanti di voi ricordano ancora lo scalpore che fece il tentativo di scalata a RCS da parte di Ricucci quest'estate? Ai tempi quello era un patrimonio di tutti, oggi invece ci si puo permettere di usarlo per Prodi.
Il centrodestra di giornalisti di sinistra ne ha mandati a casa tre, di cui uno per altro si è pure riciclato come politico, a fronte di decine di effettivi dell'esercito prodiano che attualmente ancora lavorano in RAI. Celentano fa in prima serata sulle reti 'controllate' dal 'dittatore' un programma dedicato interamente allo screditamento di Berlusconi. Alla faccia della censura.
Che i magistrati siano rossi non lo insegna Berlusconi. Lo insegna la storia, lo insegnano anche i maestri della sinistra di allora e di oggi. Gramsci teorizzava la conquista del potere anche passando attraverso la conquista di questi settori vitali della vita del paese. Ci aveva visto bene.
Nel '68 le scuole del PCI indirizzavano i giovani migliori alla carriera giuridica. Quei giovani oggi, memori della loro semenza, utilizzano gli avvisi di garanzia come fossero uno strumento politico ed elettorale.
Confindustria ed i poteri forti si sono già schierati contro Berlusconi. D'altronde non ne avevamo dubbi. Da sempre il Cavaliere è stato l'unico imprenditore non allineato al sistema egemonizzato da Agnelli e De Benedetti. Sembra che mi stia inventando qualcosa, ma basta andare a vedere i nomi di coloro che sono andati a votare alle primarie dell'Ulivo, e che le hanno finanziate, per capire che sto solo prendendo solo atto della realtà.
Potremmo continuare un desolante quadro di come certi poteri siano controllati da un sistema politico che faziosamente fa uso di funzioni pubbliche a proprio piacimento.
Sarebbe già sufficiente se non fosse che questi signori si avvalgono anche della violenza politica, dato che ormai è caduta anche quella separazione di facciata che prima manteneva apparentemente separate la sinistra istituzionale da quella noglobal e disobbediente.
Laddove non riescono democraticamente a bocciare le iniziative del governo, ecco che spuntano fuori orde di passamontagna che poco pacificamente continuano sul piano della violenza e dello scontro quello che i colleghi in doppiopetto non hanno ottenuto nelle sedi preposte alle decisioni.<br
L'imperativo categorico per la sinistra è vincere e quindi si arruolano tutti, indistintamente.
Fanno bene a dire che la libertà è in gioco, ma a metterla a rischio è proprio la sinistra. Siamo di fronte ad uno scontro fondamentale per la nostra Patria: vogliono rimandarci a casa con ogni mezzo ed ognuno di noi si deve sentire coinvolto in prima persona. Questo è il momento di reagire, è il momento di far vedere che se da una parte ci sono i poteri forti, dall'altra c'è la passione e la voglia di non tornare indietro di 50 anni. Forza Silvio, Forza Gianfranco!
C.Z.
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