E noi, simpaticamente, boicottiamo il Corriere della Sinistra


<p> “Probabilmente l’outing del Corriere porterà un travaso di lettori simpatizzanti per il centrodestra verso altri quotidiani.
Anzi, augurandoci cio, aderiamo alla simpatica campagna 'Boicotta il corrierino' lanciata dal blog The Right Nation, per evitare di finanziare ulteriormente la campagna elettorali di Prodi, Diliberto e company…”
<p>L’editoriale del Corriere di mercoledì 8 marzo ha confermato la posizione politica che già implicitamente, almeno a chi avesse voluto vederlo, aveva assunto il quotidiano milanese: tifano Prodi e compagni.
Tra l’altro che Mieli, ex Potere Operaio e Repubblica, fosse simpatizzante della sinistra non è certo una novità. Anche nel 1994, sempre da direttore del Corriere, aveva auspicato e pronosticato la vittoria di Occhetto su Berlusconi.
Così come risaputa è la sua personale antipatia verso Berlusconi, confermata da questo editoriale dove l’unico criticato risulta essere proprio il Cavaliere ( e anche D’Alema in verità).
Infatti Mieli non risparmia elogi a Casini e Fini, con il chiaro obiettivo di seminare zizzagna nel centrodestra.
<p> Questa la parte dell’articolo in cui viene annunciato l’outing: «A dispetto di quel che da tempo attestano, unanimi, i sondaggi, il risultato delle elezioni che si terranno il 9 e 10 aprile appare ancora quantomai incerto. È questo un buon motivo perchè il direttore del Corriere della Sera spieghi ai lettori in modo chiaro e senza giri di parole perchè il nostro giornale auspica un esito favorevole ad una delle due parti in competizione: il centrosinistra».
Onestamente chi, oramai, non aveva capito le preferenze politiche del campione della 'stampa indipendente' italiana? Basta rileggersi due articoli dell’attuale direttore: quello del 17 febbraio 1996 in cui si augura la sconfitta di Berlusconi, e poi ' Inutile far giri di parole: come questo giornale non si è stancato di ripetere dall'inizio del 1994, Berlusconi non puo fare il presidente del Consiglio. Perchè non ha risolto il conflitto di interessi e perchè è coinvolto in vicende giudiziarie che lo costringerebbero a fare un'umiliante (per lui e per il Paese) spola tra i Palazzi delle Istituzioni e quelli di giustizia'.
L’ altra presa di posizione è molto più recente, 14 gennaio 2005, e riguarda il referendum sulla procreazione assistita su cui Mieli prese posizione per il Sì alla consultazione.
Il taglio malizioso di molti articoli, per non parlare dei titoli, era un chiaro segnale. Mieli ci tiene a precisare che la posizione non coinvolge tutti i collaboratori, che garantiranno visione plurali da sempre presenti sul Corriere. Effettivamente leggere Panebianco, Della Loggia o Magdi Allam rimane sempre un piacere, e personalmente penso che quest’ ultimi non parteggino per Prodi.

Questa vicenda ci persuade della veridicità delle accuse lanciate dal Presidente Berlusconi sulla stampa italiana. La stragrande maggioranza dei media è schierata contro di me, ripete il Cavaliere. E tutti giù a ricordare lo strapotere berlusconiano su tv e giornali, l'assurdità delle sue tesi sulla stampa rossa.
Osserviamo i fatti per farci un' idea: i dati Ads sulla diffusione riportati da Libero.
Il Corriere risulta il più venduto con 674.825 copie di diffusione media. Segue la Repubblica diretta da Ezio Mauro con 623.594 copie. Al terzo posto si piazza il quotidiano di Confindustria Il Sole 24 Ore con 345.982 inseguito da La Stampa con 321.009 copie.
Tra i giornali velatamente schierati con il centrosinistra possiamo annoverare Il Messaggero con 236.792 copie e Avvenire con 102.322. Tra i quotidiani militanti troviamo L' Unità con una diffusione di 62.282 copie medie e Il Manifesto con 33.637.
Contando i quattro quotidiani più diffusi nel paese vediamo la propensione anti berlusconiana della più 'autorevole' stampa italiana. Detto di Mieli, inutile parlare delle posizioni politiche de la Repubblica fondata da Eugenio Scalfari e propietà di De Benedetti. La Stampa di Torino, degli Agnelli, è diretta da un ex Espresso di provata fede anti Berlusconi, Anselmi, voluto personalmente da Montezemolo. Il direttore del Sole già ex Corriere, De Bortoli, pur se abbastanza equilibrato, era stato adddirittura dato come papabile candidato sindaco di Milano per L' Unione. In più la dirigenza attuale di Confindustria è chiaramente ostile al centrodestra e al premier uscente.
Pro centrodestra rimangono Libero, Il Giornale di Belpietro e il frizzante Il Tempo, vivacizzato dalla direzione Bechis.
Equidistanti le testate del gruppo Quotidiano Nazionale (La Nazione, Il Giorno, Il Resto del carlino). Sicuramente schierato a sinistra Il Mattino di Napoli diretto da Orfeo.

La panoramica pare confermare le accuse di Berlusconi alla stampa. Probabilmente l' outing del Corriere porterà un travaso di lettori simpatizzanti per il centrodestra verso altri quotidiani. Anzi, augurandoci cio aderiamo alla simpatica campagna 'Boicotta il corrierino' lanciata dal blog The Right Nation, per evitare di finanziare ulteriormente la campagna elettorali di Prodi, Diliberto e company.

J. Landi