La guerra permanente

“Dobbiamo, noi europei, renderci conto che questa gente ci odia e ci vuole piegare non per quello che facciamo, ma per quello che siamo, per quello che rappresentiamo: la libertà e la cristianità.
I terroristi sono ossessionati dalla libertà e dalla democrazia e dalla paura che esse possano attecchire in Medio Oriente.
L' Europa deve abbandonare l' illusione di chiamarsi fuori dalle sfide perchè cio si rivela impossibile. Deve abbandonare l' atteggiamento del 'tutto si sistemerà'.
Non aggiri gli ostacoli, li affronti per abbatterli.
Lo scontro di civiltà non deve far paura perchè non è stato l’Occidente a dichiarare questa guerra, dobbiamo metterci in testa che nel mondo esistono malvagi che questa guerra ce l’hanno dichiarata per primi…“<p>Giorno nero per la Gran Bretagna, l' Europa e l' Occidente. Le quattro esplosioni che hanno investito la metropolitana di Londra e un caratteristico autobus a due piani ci riportano con la mente scene tragicamente già viste, prima negli USA e poi a Madrid e all' altro paese occidentale in cui immagini di autobus devastati dalle bombe sono una costante: Israele.
Sembra chiara la matrice islamica dell'attentato odierno, come per quello di Madrid.
La Spagna si piego al ricatto terrorista, votando Zapatero e la sua promessa di ritiro immediato delle truppe iberiche dall' Iraq.
Non possiamo fare a meno di pensare che, dopo quel risultato, il terrorismo legato ad Al Qaeda provi a ripetere il basso ricatto della paura anche con la Gran Bretagna.
Ma dalle prime reazioni del premier Blair da Gleneagles, dove sono riuniti i grandi del G8, il terrorismo non otterrà una resa degli inglesi.
Abbiamo già una rivendicazione da parte di un gruppo segreto della Jihad di Al Qaeda in Europa, ma Scotland Yard sembra non ritenerla affidabile.
In Europa è ormai quindi appurata l’esistenza un struttura operativa di terroristi islamici che opera con cellule indipendenti ma tutte affiliate alla struttura di Bin Laden. Un esperto come Maghdi Allam indica proprio nella Gran Bretagna e Londra un centro di reclutamento e di predicazione dell'islam estremista. Denunciando il modello di società multiculturale messo in piedi nella City e il suo fallimento alla prova dei fatti.
Dopo Madrid avevamo biasimato il comportamento di Zapatero, sostenendo il pericolo che esempi del genere rappresentassero una galvanizzazione della volontà terrorista. Anche questa volta è stato puntualmente colpito un paese che combatte il terrorismo in prima linea, sperando di fiaccarne la volontà.
Già si pensa alla prossima vittima della barbarie, l' altra alleata europea degli anglo-americani, l'Italia. Putroppo un scenario simile nel nostro paese pare tutt’altro che improbabile.
Purtroppo dovremmo ascoltare i soliti pistolotti sulle truppe in Iraq, con il ricorrente 'per-questo-siamo-in-pericolo' , parole usate in realtà solo per convenienza politica.
Dobbiamo, noi europei, renderci conto che questa gente ci odia e ci vuole piegare non per quello che facciamo, ma per quello che siamo, per quello che rappresentiamo: la libertà e la cristianità.
I terroristi sono ossessionati dalla libertà e dalla democrazia e dalla paura che esse possano attecchire in Medio Oriente.
L' Europa deve abbandonare l' illusione di chiamarsi fuori dalle sfide perchè cio si rivela impossibile. Deve abbandonare l' atteggiamento del 'tutto si sistemerà'.
Non aggiri gli ostacoli, li affronti per abbatterli.
Dobbiamo metterci in testa che nel mondo esistono malvagi che ci dichiarano guerra, come il terrorismo islamico ha fatto sin dall' 11 settembre 2001 a New York.
Vorrebbero dividere l' Occidente, vorrebbero isolare gli Stati Uniti e la Gran Bretagna dal resto dell' Occidente. E molti paesi europei non danno certo l' impressione di unità con comportamenti deplorevoli.
Siamo in guerra, ma pochi sembrano essersene ancora accorti. E il mondo fra qualche tempo, siamo convinti, si ridividerà di nuovo tra chi comprende la responsabilità che questa lotta comporta e chi contniuerà a inneggiare al dio del dialogo e della pace. (Quale pace poi? La pace proclamata da una sola parte?)
Smettiamola con le ipocrisie, smettiamola di accorgerci della guerra soltanto quando questa si manifesta nel modo più drammatico, come a Londra. Non si era mai visto nella storia che una civiltà a cui venisse sferrato un attacco frontale di così inaudita ferocia, non si era mai visto che i popoli (e con essi i governanti) di questa stessa civiltà si spaccassero e per metà tenessero atteggiamenti quasi conciliatori con chi li odia.
La logica del “volemose bene” ci stava già stretta prima ma adesso non ne vogliamo proprio più sentir parlare.
Lo scontro di civiltà non deve far paura perchè non è stato l’Occidente a dichiarare questa guerra, ma c’è chi, specie in Europa è ancora cieco davanti all’evidenza; perfino oggi, i leader mondiali che si sono apprestati a dichiarare la prosecuzione della lotta al terrorismo, e il non concedere vittoria alla paura, sono soltanto stati Blair, Bush e Berlusconi.
Il Cavaliere, dopo la denuncia del vile attentato e la presa di coscienza del pericolo che anche l' Italia corre, ha ribadito l' impegno del nostro paese in prima linea contro il terrore, siamo il terzo paese al mondo per numero di soldati sul campo e questo deve essere per noi motivo di grande orgoglio.
Basta ai distinguo della politica italiana: si parli chiaro, o si è con l'Occidente o con chi lo combatte.
Basta con la scorciatoia del dire: 'il terrorismo non si combatte con la guerra' senza pero esser capaci di avanzare proposte alternative, se non la generica e fuori bersaglio di 'rimuoverne le cause'. Chi dice questo dimostra di non conoscere la situazione: gran parte dei membri di Al Qaeda (come quelli dell' 11 settembre) sono colti e benestanti, molti hanno studiato in Occidente. Sfruttano la povertà che i governi mediorientali creano per accusare l' Occidente al fine di guadagnare adepti.
Uno stralcio del discorso del premier Tony Blair rende bene l'idea sul chi hanno di fronte i terroristi : 'Noi siamo determinati e la nostra determinazione è più grande di quella dei terroristi nel diffondere la paura.
E’ particolarmente barbaro che un fatto del genere accada mentre stiamo discutendo su come combatter la fame, le malattie e la povertà”.
Niente indietreggiamenti stavolta. Stavolta non hanno colpito un ventre molle. Questi fanatici possono già immaginarsi la risposta.

<p> J.Landi & Staff di UT

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