I cerotti di Silvio

“C’è un clima profondamente diverso da quello degli altri anni, un clima che assomiglia sempre più a quel periodo in cui la sinistra era padrona di tutto, e soprattutto dove si erano create quelle condizioni per cui “colpire un avversario non è reato…”.
Come pare abbia detto a porte chiuse Berlusconi dopo l’accaduto, il passo dal treppiede alla pistola da parte di qualche esaltato è breve…”

<p><p>Come tutti sanno venerdì 31 dicembre 2004 un ragazzo di 28 anni, di professione muratore, noto alle cronache come Roberto Dal Bosco, ha colpito alla testa Silvio Berlusconi con un treppiede di quelli usati per le macchine fotografiche.
Immediata è arrivata la solidarietà di tutta la Cdl e della sinistra (da Rifondazione a Rutelli e Mastella), che comunque alla fine hanno pure cercato di minimizzare l’accaduto dietro il quale pero vi sono i sintomi di qualcosa di più grave che sta avvenendo in Italia.
Ricordiamo che già nel mese di maggio, durante la campagna per le Europee, l’ex vicepremier e ora ministro degli esteri Fini, fu vittima dello scoppio di un ordigno (presumibilmente di stampo anarchico) durante un comizio a Bologna.
Presi di mira dunque in meno di un anno vicepremier e premier; tutto cio da l’idea di un clima profondamente diverso da quello degli altri anni, un clima che assomiglia sempre più a quel periodo in cui la sinistra era padrona di tutto, e soprattutto dove si erano create quelle condizioni per cui “colpire un avversario non è reato…”.
Nonostante sia stato un gesto isolato, e per fortuna senza gravi conseguenze, non possiamo più stare nascosti nel limbo e non denunciare un atteggiamento da parte delle opposizioni di sinistra non scorretto, ma intimidatorio se non criminale.
Oltre ai pesanti attacchi pubblici da parte dei maggiori esponenti della sinistra che bollano l’esecutivo come una nuova dittatura stile Hitler o Pinochet, la cosa risulta ancora più drammatica nei circoli di partito, tra i no-global e gli pseudo-pacifisti.
Dopo il flop dello sciopero pro-tasse e l’uscita di Mastella dalla GAD, pare che qualche militante di sinistra cominci a perdere la testa difronte ai sempre più numerosi smacchi.
Fatto stà pero che il compagno Roberto (simpatizzante DS) è libero come se nulla fosse dopo sole meno di 24 ore dall’accaduto. Pazzesco!
Non gli sono state concesse le aggravanti di attentato ad un organo dello stato (pena da 1 a 7 anni) ma solo di lesioni aggravate. E bravi i nostri magistrati!
Non è stato indagato più a fondo nel problema, perchè il gesto non è stato compiuto da un pazzo, come la sinistra vuol far credere, ma da un cittadino pienamente cosciente di cio che faceva.
Da ricordare che negli anni passati il Commissario Calabresi fu ucciso anche grazie al fatto che la sua figura fu “demonizzata” per lunghissimo tempo da certa gente…
Come pare abbia detto a porte chiuse Berlusconi dopo l’accaduto, il passo dal treppiede alla pistola da parte di qualche esaltato è breve nel clima che si sta creando.
<p>

Marco B.</p>