Grandissimo Alessandro
<img src=”http://www.ultimathule.it/images/articoli/alessandro7.jpg” align=left>
“Desidero che ciascuno di voi, viva felice ed in pace, ora che la
guerre stanno per finire.
Dovrete considerare tutto il mondo come il vostro paese, un paese con il
migliore governo possibile, con delle leggi comuni, senza distinzione di
razza ma solamente sulla base delle qualità degli uomini.
Se ci sono delle differenze fra di voi,
non dovete risolverle con le armi, ma con la pace. Se ce ne sarà necessità,
io agiro come vostro tramite.
Nn dovete pensare a Dio come a un despota
autoritario, ma come ad un padre comune.
Vorrei che non foste solo sudditi del mio impero, ma anche
partecipi alleati.
Dovreste considerare il Giuramento che abbiamo fatto
stanotte come un Simbolo di Amore”.
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Alessandro, dal discorso alle truppe a Babilonia.
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<img src="http://www.ultimathule.it/images/articoli/alessandro5.JPG" align=left>"Salve, Alessandro,
in pace ed in guerra iddio!
A te la cetra fra le eburnee dita,
A te d'argento il fulgid'arco in pugno,
presente Apollo!"
</i> (Alessandria, Odi Barbare, cap.VIII, Giosuè Carducci).
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La bellezza del suo viso ci è stata tramandata dallo scultore Lisippo, le
sue titaniche imprese ce le ha raccontate la storia. Un impero sconfinato,
impossibile da immaginare: dal Danubio all'Indo, passando per l'Egitto, in
soli 13 anni di regno. Una figura insieme storica e mitologica. Chi fosse
realmente Alessandro Magno, nessuno potrà mai saperlo. Che fosse un essere
supremo o semplicemente un astutissimo stratega, la sua persona ha suscitato
un fascino che si è perpetuato fino ai nostri giorni.
Iniziato sin da
piccolo alla filosofia di Aristotele, Alessandro imparo presto ad ammirare
l'Iliade di Omero e ad ispirarsi ai suoi eroi, primo fra tutti il pelide
Achille. Fu sul modello di questa figura di eroe leggendario, che Alessandro
forgio il suo carattere, la sua condotta di futuro re e conquistatore.
Padrone e vittima del suo sogno, un personaggio grande ed eccessivo in
tutto, nell'ira, come nella generosità, nella vastità delle sue ambizioni,
come nella sensibilità estetica e nel desiderio di conoscenza. Figlio di
Filippo II il Macedone e di Olimpia(de), Regina dell'Epiro, Alessandro aveva
ereditato il carattere della madre, che lo aveva iniziato, sin dall'infanzia,
alle arti divinatorie e al culto di Dioniso, infondendogli la credenza
ch'egli fosse figlio di Zeus.
Dal rapporto esclusivo che aveva con la madre,
derivavano i contrasti con il padre Filippo, ch'egli considerava un uomo
debole e limitato, annebbiato dai vizi e dall'infedeltà coniugale. Filippo,
dal canto suo, nn considerava Alessandro degno del suo trono, poichè non era
di puro sangue macedone ed aspettava un erede dalle sue seconde nozze con
Euridice, figlia di Attalo, uno dei suoi generali.
Durante una
lite, Alessandro si scaglio contro suo padre, che lo aveva chiamato bastardo:
-"Dunque io, lurida canaglia, sarei un bastardo?"
Filippo gli si era
lanciato addosso con la spada, ma inciampo e cadde fra le risate generali.
- "Questo, signori, è il re che voleva passare dall'Epiro all'Asia: invece è
caduto a terra passando da un letto ad un altro".
Si narra che Filippo
discendesse da Eracle ed Olimpia(de) da Achille e che Alessandro avesse
ereditato dal primo la resistenza al dolore e dal secondo l'ira e l'amicizia
profonda per il suo amico di infanzia Efestione.
L'immagine più enigmatica
che possediamo di Alessandro Magno, è quella che lo ritrae col collo
leggermente inclinato, in atteggiamento riflessivo, quasi a sottolineare i
due lati opposti della sua personalità, il filosofo ed il guerriero. Anche
il suo sguardo tradiva questa duplicità, i suoi occhi penetranti erano di
colore diverso l'uno dall'altro, l'uno nero come la morte e l'altro azzurro
come il cielo.
Così lo descrisse Giovanni Pascoli, nell'Alexandros: "E
così piange, poichè giunse anelo, piange dall'occhio nero come morte,
piange dall'occhio azzurro come il cielo. Che si fa sempre (tale è la sua
sorte) nell'occhio nero lo sperar più vano; nell'occhio azzurro il desiar
più forte".
Ma alla fine, il lato della speranza, vinceva sempre sulla paura
della morte ed Alessandro cavalcava sul suo nero destriero
Bucefalo, sfidando l'ignoto, in direzione dei confini del cielo: "Fiumane
che passai! Voi la foresta immota nella chiara acqua portate il cupo
mormorio, che resta. Montagne che varcai! dopo varcate, sì grande spazio su
di voi nn pare, che maggior prima non lo invidiate.
Azzurri come il cielo,
come il mare, o monti! O fiumi! Era miglior pensiero ristare, non guardare
oltre, sognare.
Il Sogno è l'infinita ombra del Vero."
Il padre Filippo, osservando con quale dolcezza avesse sottomesso il selvaggio destriero Bucefalo, gli disse: "Figlio mio, cercati un regno degno della tua grandezza, poichè la Macedonia è troppo piccola per te". E così fece il giovane Alessandro.
<img src="http://www.ultimathule.it/images/articoli/alessandro.jpg" widht= 300 height=250 align=right>Dopo l'assassinio di Filippo, appena
ventenne, partì con i suoi eserciti alla conquista dell'Oriente,
sbaragliando valorosi eserciti, sottomettendo grandi civiltà, prima fra
tutte quella persiana, che egli dimostro di ammirare molto, tanto da assumerne le usanze e
da legare la sua vita ad una giovane donna, di nome Roxana, che egli sposo,
elevandola al rango di regina.
I disegni del giovane Re superavano,
infatti, la visione comune a molti dei grandi sovrani dell'antichità: egli
non si limitava a sottomettere e piegare i popoli alle usanze ed
ai culti della sua gente, ma mirava ad unificare le diverse culture,
al fine di trarre da esse il maggior sviluppo e progresso.
L'incontro delle
diverse civiltà, determino un enorme sviluppo nelle discipline
scientifiche ed artistiche. Per Alessandro nn esistevano ne' greci, ne'
barbari: "Desidero che ciascuno di voi, viva felice ed in pace, ora che la
guerre stanno per finire.
Tutti gli uomini mortali, da ora in avanti, vivranno
uniti in un solo popolo e lavoreranno pacificamente per il bene comune.
Dovrete considerare tutto il mondo come il vostro paese, un paese con il
migliore governo possibile, con delle leggi comuni, senza distinzione di
razza.
Io non faccio distinzione, come altre menti ottuse fanno, fra Greci e
Barbari. Non sono interessato alle origini razziali dei sudditi. Li distinguo
solamente sulla base delle loro qualità. Per me, ogni straniero è un greco
ed ogni cattivo greco è un barbaro. Se ci sono delle differenze fra di voi,
non dovete risolverle con le armi, ma con la pace. Se ce ne sarà necessità,
io agiro come vostro tramite.
Non dovete pensare a Dio come a un despota
autoritario, ma come ad un padre comune, cosicchè la vostra condotta
assomigli a quella di tanti fratelli, che appartengono alla stessa
famiglia.
Per quello che mi riguarda, io considero tutti, siano essi bianchi o
neri, uguali. E vorrei che non foste solo sudditi del mio impero, ma anche
partecipi alleati.
Dovreste considerare il Giuramento che abbiamo fatto
stanotte come un Simbolo di Amore".
Fu con questo discorso, pronunciato alle
sue truppe vicino a Babilonia, che ebbe inizio il grande sogno cosmopolita
di Alessandro il Grande.
Di fronte allo stupore ed al malumore dei suoi
soldati, egli replico: "I vinti fanno parte dell'esercito, insieme a voi.
Se fossero trattati con superbia, si ribellerebbero.
Si dice che io
trasferisco nei Macedoni i costumi dei vinti. Io vedo che in molti popoli ci
sono qualità che non dobbiamo vergognarci di imitare. Non possiamo reggere
un così grande impero se nn insegnamo qualcosa agli altri popoli e, a nostra
volta, nn impariamo da essi qualcosa".
Grandissimo, immenso, Alessandro. Nessuno più di lui possiamo dire abbia
avuto la capacità di misurarsi con la realtà a lui contemporanea. Lodato ed osannato da
re e conquistatori di ogni epoca, da Cesare fino a Napoleone.
Si narra che lo
stesso Cesare, in un momento di sconforto</b> si fosse messo a piangere di
fronte ad una statua di Alessandro, mormorando: "A trentatrè anni, egli
aveva conquistato mezzo mondo ed io non ho fatto ancora niente ...".
Un uomo
splendido, che sfido la morte, che rivaleggio con gli eroi di
Omero, riuscendo perfino ad oscurarli e che morì, improvvisamente, a soli 33
anni.
Prima che il suo sogno si spezzasse, Alessandro dichiaro ad
Onesicrito: "Sarei contento, di tornare in vita per un breve periodo, dopo
la mia morte per scoprire che cosa ne pensano gli uomini di questi eventi.
Se adesso li accettano e li accolgono con benevolenza, non esserne sorpreso.
Loro pensano soltanto che sia un modo per catturare i miei favori".
"TI ASPETTIAMO GRANDE ALESSANDRO, FIGLIO DEL SOLE. VIENI IN QUESTO SECOLO A
RACCOGLIERE I TUOI CONSENSI."
Serena Mannelli
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