Diritti Tv: Milan, Juve, Inter e...
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In questi giorni il nostro sport più popolare vive un momento di riflessione: siamo giunti ad un bivio. O dai mesi prossimi si tornerà a qualcosa che assomigli ad un bel giocattolo, o il giocattolo si romperà definitivamente, ammesso che Ultras, decreti “Salva-Calcio” sconsideratamente attuati per alcuni e ignorati per altri, Debiti e Doping, non l’abbiano già messo irrimediabilmente fuori uso.
<p><p>Immaginate “Troy” con unici attori i soli Brad Pitt e Orlando Bloom. Immaginate la nostra politica con i soli Ds e Forza Italia (beh, questo effettivamente è esistito, con Dc e Pci.. ma è un’altra storia). Immaginate il mondo con solo Usa e Europa. Immaginate di andare al Supermercato e di poter comprare solo Barilla o Buitoni.
Terribile, vero? E le sfaccettature? E le altre realtà? E le vie di mezzo? E i “piccoli” che con coraggio e abnegazione crescono e formano una nicchia importante?
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Un campionato alla deriva_ Il nostro calcio, la nostra Serie A, sta diventando questo. Il nostro campionato (ma esiste ancora un campionato in Italia?), il più seguito, il più criticato, il più imitato e il più discusso (siamo l’unico paese al mondo con 50 milioni di potenziali allenatori), si sta lentamente involvendo, si distribuisce su due binari piatti, paralleli e infiniti. Dai quali il treno del calcio sembra impossibilitato a smuoversi.
Una volta non era così: negli anni ‘50 si poteva sognare con la Fiorentina. Nei mitici anni ‘60, mentre i Beatles facevano sognare una generazione intera, Cagliari e Inter erano i padroni. Nei favolosi anni ‘80 di nuovo ecco Fiorentina, Napoli, Verona (!). E nei primissimi anni ‘90, pure Sampdoria e Parma. Ed ecco che tutto lo stivale sognava intorno ad una palla fatta di esagoni e pentagoni bianchi e neri.
Oggi, il nostro calcio è un colossal con Julia Roberts e Richard Gere… e basta! Nessun attore non protagonista, nessuna comparsa, nessun cattivo, nessuno che possa cambiare un copione già scritto. Solo da stabilre tra Juventus e Milan chi fa Julia Roberts. Ma sono piccolezze.
Ma si puo fare un film senza comparse, o senza un “signor nessuno” che improvvisamente cambia le sorti del film? La gente ha capito che forse si puo, anzi, sta accandendo, ma si è stufata.
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Il potere a quelli che lo hanno già_ Diego Della Valle è un personaggio dalle mille risorse, mosso sì dai suoi interessi (e ci mancherebbe), ma come disse qualcuno di nsotra conoscenza: “che male c’è se insieme ai miei interessi faccio anche quelli di tutti gli altri?”
Il concetto è semplice: non puoi aumentare il potere di quelli che lo hanno già, perchè così strangoli gli altri.
Potremmo discutere su cifre, numeri, soldi ma è inutile. Chiunque in Italia segue un po il nostro calcio malato sa di cosa si sta parlando.
Il ministro Landolfi sta provando a mediare in questi giorni insieme a Coni, Lega (Galliani…. ), Figc (Carraro), Sky, Mediaset, La7 e Rai. Un concetrato di potenza economica e di potere sul nostro calcio mai visto.
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E io non gioco più con te_ La parola “boicottaggio” fa venire in mente tristi ricordi sportivi legati alla guerra fredda (Olimpiadi di Mosca e Los Angeles), e il suono stesso della parola risulta fastidioso. Ma se per un istante fosse l’unica arma dei piccoli contro i grandi? Sappiamo a cosa puo portare il frustramento di chi si vede scavalcato prepotentemente da uno più grande.
Stiamo parlando di un giocattolo, lo ricordiamo. Ma è pur sempre un giocattolo che ci appassiona. E vorremmo poterci ancora gioire sopra. In queste settimane abbiamo sentito le giustificazioni dei “grandi”. Francamente ci hanno stufato. Non si puo dare lezioni di marketing, di azionariato, di bilanci, di budget, di organizzazione e di abilità negli investimenti.
Non puoi farlo, quando in due anni incassi 240 milioni di euro, e chi dovrebbe provare a fermarti e rendere interessante il giochino ne prende 20….
Perchè quello che ne prende 20 un bel giorno potrebbe uscire e dire “io non ci gioco più con te…” come un bambino che si vede sempre battuto da uno più grande di 10 anni.
Forse sono un romantico, forse sono un sognatore, probabilmente sono un illuso, sicuramente sono un ingenuo. Ma nella vita ho sempre voluto tifare per chi difficilmente vince, o per chi non vince mai.
Il mio cuore è per i Troiani, sono per il piccolo dilettante che gioca contro un professionista, sono per la Fiorentina, e da sempre sono per gli Indiani e Tex Willer. E allora vorrei tornare a sognare. Vorrei vedere in Italia quello che succede in altri paesi. Vorrei vedere un piccolo centro di 5000 abitanti giocarsi una finale di coppa contro il Milan. E vederlo vincere.
E se per ricominciare a sorridere per il nostro giocattolo, servirà qualcosa di “forte”, nei limiti della legalità… allora che avvenga.
Anche Julia Roberts e Richard Gere, in fondo, invecchiano.
Claudio Galardini</p>
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