Compagni di Hamas. La rovinosa politica estera della sinistra italiana

“Dal 2001 l’Italia è diventata un sempre più stretto alleato degli Stati Uniti, soprattutto dopo l’ offensiva terroristica dell’ 11 settembre, tanto da far diventare il nostro paese il miglior alleato europeo degli Usa dopo la Gran Bretagna.
L’Italia, non solo ha guadagnato prestigio internazionale e maggior potere negoziale, ma anche in situazioni concrete, come la fornitura di elicotteri Augusta alla Casa Bianca, vedendosi così aprire tutto il mercato americano del settore.
Come potrebbe sviluppare questa politica Prodi?
In questo delicato scenario come si posizionerà un governo con Rutelli e il compagno filo-Hamas Diliberto?
E che dire del futuro parlamentare rifondarolo Francesco Caruso, che ha più volte dichiarato di non poter condannare un kamikaze islamico che si fa scoppiare tra cittadini inermi in bar e autobus?”

<p><p>Pochi giorni fa Romano Prodi e soci hanno presentato il loro programma elettorale. Un programma elettorale di ben 280 pagine, che vuole occuparsi di tutto e di più. Il giorno stesso della presentazione sono iniziate le critiche proprio dei compagni di Prodi, da Boselli a Bertinotti, dalla Tav alla politica estera.
<p> Gli amici di Hamas alleati di Prodi_ Rutelli, in visita in Israele, non ha avuto il tempo di prounciare l’elogio sul rapporto costruito dal governo tra Italia e Israele, augurandosi una prosecuzione in questo senso anche con un governo targato Unione, che subito è arrivato lo stop di Diliberto, estimatore e amico di Hamas. Proprio sabato scorso a Roma si è tenuta una manifestazione in favore di un futuro stato palestinese organizzato dal Partito dei Comunisti Italiani a cui addirittura Bertinotti ha deciso di non partecipare vista la chiara impostazione anti-israeliana.
Questo è solo un episodio, ma significativo, della difficoltà oggettiva per un eventuale governo Prodi di gestire e impostare una politica estera coerente e supportata dall’ intera coalizione.
Il punto più sensibile è sicuramente rappresentato dalla politica atlantica instaurata dal governo Berlusconi con l’ 'amico' G.W. Bush.
Dal 2001 l’ Italia è diventata un sempre più stretto alleato degli Stati Uniti, soprattutto dopo l’ offensiva terroristica dell’ 11 settembre, tanto da far diventare il nostro paese il miglior alleato europeo degli Usa dopo la Gran Bretagna.
L’ Italia, non solo ha guadagnato prestigio internazionale e maggior potere negoziale, ma anche in situazioni concrete, come la fornitura di elicotteri Augusta alla Casa Bianca, vedendosi così aprire tutto il mercato americano del settore.
Come potrebbe sviluppare questa politica Prodi ? Si troverebbe da una parte Rutelli e Mastella ( e molto probabilmente i Radicali confluiti nella 'Rosa nel pugno' ), restii a buttare a mare questo rapporto, e dall’ altra Bertinotti e Diliberto ( compreso il no-global Caruso ) che vorrebbero addirittura far chiudere le basi americane in Italia.
Guardando al passato potremmo immaginare, in una eventuale votazione parlamentare, un governo che per rispettare gli impegni internazionali del paese dovrebbe contare sui voti dell’ opposizione parlamentare. Proprio come avvenne alla fine degli anni novanta con il governo D’Alema, quando i voti di un’opposizione responsabile permisero al governo di rispettare gli impegni con la Nato sulla questione Serbia-Kosovo.
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Un paese guida per l’unità occidentale_ Gli ottimi rapporti atlantici permettono all’ Italia di svolgere anche un ruolo importante nell’ Unione Europea. Non siamo più il paesello accodato a Francia e Germania, ma un paese guida, insieme alla Gran Bretagna, di una visione diversa dell’ UE, sia nella politica interna, sia nella politica estera. Ovvero tra chi vede il futuro dell’ UE come potenza in opposizione agli Usa e chi, noi appunto, vede un UE fortemente legata agli USA, con l’ obiettivo dell’ unità occidentale.
In Medio Oriente ci siamo finalmente distanziati da una politica estera filo-araba storica, checchè ne dica il Senatore Andreotti definendola politica di 'equi-vicinanza'.
Abbiamo sposato la causa della libertà, in modo coraggioso. Siamo diventati il miglior amico europeo di Israele in un periodo delicato che ha visto il ritiro dei coloni dalla Striscia di Gaza, l’ apertura di uno spiraglio per la pace quale la morte di Arafat e altri avvenimenti scoraggianti, come la recente vittoria elettorale di Hamas. Senza indugi e ipocrisie ci siamo schierati con l’ unica democrazia mediorientale costantemente sotto attacco del terrorismo islamico.
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Politica estera, un tema fondamentale_ In questo delicato scenario come si posizionerà un governo con Rutelli e il compagno filo-Hamas Diliberto ? E che dire del futuro parlamentare rifondarolo Francesco Caruso, che ha più volte dichiarato di non poter condannare un kamikaze islamico che si fa scoppiare tra cittadini inermi in bar e autobus ?
La politica estera è un pilastro fondamentale nella strategia di un governo, deve tener conto delle responsabilità derivanti dalla posizione internazionale acquisita nel tempo, delle nuove sfide poste dalla globalizzazione economica e dall’ offensiva del terrorismo islamico.
Il governo Berlusconi è criticabile su molti fronti, ma sinceramente la condotta interazionale puo essere considerata come il fiore all’occhiello del governo, pregiandosi per una volta nella storia italiana di una fedeltà agli alleati finora sconosciuta.
Pur tra sfumature diverse, la Casa delle Libertà risulta di gran lunga lo schieramento più coeso e coerente su questo importantissimo fronte.

J. Landi


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