Berlusconi a Washington: America e Europa unite per la libertà
E’ stato un successo, c’ è poco da fare. Avendo toccato principi semplici e profondamente sentiti dagli americani, Berlusconi si è meritato calorose strette di mano, sia di repubblicani che di democratici.
Forte e centrale è stato il tema della libertà: libertà restituita all’Europa con la sconfitta del nazifascismo, con il sacrificio di tante vite americane sui campi di battaglia europei. Avvenimento per cui, ha detto Berlusconi, saremo sempre grati agli Usa.
Il Presidente ha ribadito la volontà di uno sviluppo dell’Unione non in contrapposizione agli Usa, ma in stretta alleanza, per un Occidente unito e più forte: -L’Occidente è e deve restare uno solo: non ci possono essere due Occidenti-“.
<p>Mercoledì primo marzo il Congresso americano si è riunito per assistere al discorso del premier italiano, invitato dai rappresentanti del popolo americano, sia repubblicani che democratici.
Berlusconi ha parlato per circa 25 minuti, interrotto più volte da applausi e ovazioni. Un discorso, il suo, ampiamente condivisibile, sobrio seppur profondo.
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Forte e centrale è stato il tema della libertà. Libertà restituita all’ Europa con la sconfitta del nazifascismo, con il sacrificio di tante vite americane sui campi di battaglia europei. Avvenimento per cui, ha detto Berlusconi, saremo sempre grati agli Usa. Grati come per la protezione offerta dall’ ombrello atlantico all’ Europa occidentale durante la guerra fredda, contro un imperialismo comunista aggressivo e violento. Riferendosi al periodo della ricostruzione post bellica 'saro sempre grato agli Stati Uniti per aver aiutato il mio paese a vincere la povertà ed a conseguire crescita e prosperità dopo la secoda guerra mondiale grazie alla generosità del Piano Marshall '.
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Il Presidente del Consiglio non poteva tacere sulla stretta alleanza tra Italia e Usa e sul contributo italiano alla lotta al terrorismo, tema centrale della politica internazionale dopo l’ 11 settembre, ribadendo la necessità di unità tra le democrazie per proteggere i propri cittadini e per garantire loro la 'libertà dalla paura'. Azioni, queste, individuate da Berlusconi come necessarie sul piano strategico in prospettiva futura. Solo con la diffusione della democrazia e del benessere eonomico tramite la libertà, infatti, l’ Occidente potrà sopportare la pressione della massa degli esclusi dal benessere, preservando così anche la sicurezza. Sul tema Berlusconi ha rilanciato l’ idea promossa dal Presidente Bush per la creazione di un Fondo per la democrazia in seno alle Nazioni Unite, per accompagnare gli sforzi in questo senso.
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Prima della conclusione, affidata ad un aneddoto personale sulla visita di un giovane Berlusconi ai caduti americani per la liberazione d’Italia accompagnato dal padre, con tanto di giuramento 'sull’ eterna gratitudine' a quegli uomini, il premier ha affrontato due questioni rilevanti: il
rapporto Usa-Ue e il futuro della Nato.
Il Presidente ha ribadito la volontà di uno sviluppo dell’ Unione non in contrapposizione agli Usa, ma in stretta alleanza, per un Occidente unito e più forte: ' Una divaricazione o peggio una contrapposizione tra gli Stati Uniti e l’ Europa non avrebbe alcuna giustificazione e comprometterebbe la sicurezza e la prosperità del mondo intero. L’Occidente è e deve restare uno solo: non ci possono essere due Occidenti '.
Ancora: 'E’ quindi assolutamente necessario, anzi è fondamentale sostenere e rinvigorire l’Alleanza Atlantica, l’alleanza che per più di mezzo secolo ci ha garantito la pace nella libertà'.
Sulla Nato altre parola chiare, nell ottica di una collaborazione sempre più stretta e per trasformare l’ alleanza da difensiva a garante della sicurezza: ' Insieme Nato e UE devono essere gli strumenti della democrazia per garantire la sicurezza nel mondo ormai globalizzato.'
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E’ stato un successo, c’ è poco da fare. Avendo toccato principi semplici e profondamente sentiti dagli americani, Berlusconi si è meritato calorose strette di mano, sia di repubblicani che di democratici come la senatrice Hillary Clinton.
Naturalmente in Italia la sinistra si è scagliata contro l’importante evento in modo sguaiato e fuori misura. Prodi ha parlato di discorso 'anti-europeo', anche se non capiamo perchè il fatto di volere un Occidente unito debba voler dire essere anti-europei. Il comunista Diliberto, orgoglioso amico dei terroristi di Hezbollah e di Fidel Casto, ha dichiarato che Berlusconi e Bush si sono stretti mani 'grondanti di sangue'. Probabilmente parla così per conoscenza diretta, visti i personaggi che frequenta.
Questa è la sinistra che rischiamo di trovarci al governo.
Un opposizione seria dovrebbe rispettare il Presidente del Consiglio che in veste di rappresentante di tutti gli italiani è stato tra i pochi ad essere stato invitato a parlare al Congresso della più grande democrazia del mondo. Pronunciando tra l’ altro un discorso condivisibile in larga parte perchè molto attinente alla realtà storica.
Quando si parla di diffondere la democrazia e la libertà, di difendere cio che la civiltà occidentale ha creato non dovrebbero sorgere grandi contrasti. Ma con la sinistra nostrana è altra storia.
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J. Landi</p>
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