Coglioni e arroganti

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D.M.

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Che i coglioni votino a sinistra noi lo sapevamo già da un bel pezzo.
L’uscita di Silvio non ha fatto altro che rinfrescarci la memoria se per caso, nella foga di questa ultima settimana di campagna elettorale, ci fossimo dimenticati di questo assioma incontrovertibile.

Che i coglioni votino a sinistra lo si capisce guardandola la sinistra: guardando Romano Prodi, la faccia (im)presentabile di questa coalizione, l'utile idiota riciclato talmente tante volte da sembrare che possa cadere a pezzi da un momento all'altro. Nell'ultimo confronto con Berlusconi - in quello studio bianco crema che un po ricordava il paradiso fantozziano dove, se non altro, c'era la pianta di ficus e non una selezione di direttori di giornali asserviti al potere rosso - chiunque, dotato di buon senso avrà compreso la follia nel votare "lor signori".

La sinistra non è mai stata maggioranza. Non lo è mai stata fin dai tempi di Cavour: l'elettorato italiano è un elettorato moderato di destra, l'unica volta che la sinistra ha vinto, nella sua storia secolare, correva l'anno 1996 e i nostri avevano disertato in massa le urne.
Il guaio principale è che la sinistra e i suoi elettori, pur non essendolo mai stati, si credono e si sono sempre creduti maggioranza. E quindi rimproveriamo Silvio che si è dimenticato un particolare: sono sì dei coglioni, ma sono dei coglioni arroganti. E non c'è coglione più odioso del coglione arrogante. Credono che la verità stia solo dalla loro parte, ti guardano con sufficienza, tu, essere inferiore che tifi per l'altra squadra in campo, tu che voti centrodestra e quindi sei un ignorante, sei un grezzo, fai pena, quella pena al limite della compassione che ti fanno tutte le minoranze. Ti guardano come guardano un indiano nella riserva, ti scrutano con la morbosa curiosità con cui si osserva un astice nell'acquario di un ristorante al mare.
E allora noi tutti, domenica e lunedì, voteremo il Cavaliere. Sì, e lo voteremmo anche fosse Hannibal the Cannibal in persona, fosse soltanto per godere nel vedere tristi e incazzate le facce della minoranza arrogante del nostro paese.

Prodi dice che il nostro è un paese diviso, beh noi non rifiutiamo questa definizione ma la rilanciamo dandole un tono manicheista: il paese è diviso e noi ne andiamo fieri. Perchè non abbiamo nulla a che fare con l'altra faccia dello stivale: l'Italia arrogante, l'Italia che non sa amare ma sa soltanto vomitare odio. Quell'Italia che supporta QUESTA sinistra, anzichè odiarla come odiano noi, anzichè auspicare un vero e sano partito socialdemocratico, supportano col loro voto Caruso e i compagni che spaccano le vetrine e le macchine dei cittadini, supportano i Verdi che si oppongono alle grandi opere e ci vorrebbero far vivere tutti come nelle comunità Amish coi carretti e le strade in terra battuta, non si oppongono al disgregamento della famiglia, all'insulto quotidiano alla vita, non si oppongono ad una tassazione iniqua e illiberale, supportano le contraddizioni di chi si dice cattolico e poi sta con i comunisti per pura convenienza.
Supportano chi insulta le nostre radici occidentali e cristiane, chi vorrebbe una società multirazziale e relativista. Supportano chi, come Prodi durante il dibattito ci prende tutti per imbecilli e ci dice che le merci cinesi sono una risorsa per il nostro paese.
Il 9 e il 10 Aprile ci vedrà dinanzi ad una scelta definitiva, ad una scelta tra la libertà e l'oscurantismo, tra la politica del "non facciamo prigionieri" e l'ultima speranza per questo paese. Il governo Berlusconi ne ha fatti di errori, poteva fare probabilmente di più con maggior decisione, ma l'alternativa non è percorribile. Queste elezioni sono decisive come lo furono quelle del 1948, l'Italia si gioca il proprio futuro, noi giovani ci giochiamo il nostro. Ma in questo paese ci resteremo, e ci resteremo da uomini liberi, perchè non ce la faranno nemmeno stavolta.
E non abbiate paura a dare del "coglione" a chi voterà questa sinistra. Per una volta, gli arroganti, li facciamo noi.