Berlusconi non ha perso
“Il dato politico di queste elezioni è chiaro: l’Italia non caccia a pedate Berlusconi. Anzi, Forza Italia rimane il primo partito italiano e Berlusconi viene riconosciuto da metà del paese come proprio rappresentante, come leader dell’ alternativa alla sinistra…”<p></br>
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Il governo verrà formato dal centrosinistra ma il risultato politico delle elezioni è un’Italia divisa a metà: è un pareggio tra Berlusconi e Prodi.
Alla Camera dei deputati i voti sono rispettivamente:
CdL 49,80 % 18 976 460 voti
Unione 49,73 % 19 001 684 voti
Al Senato invece:
CdL 50,21 % 17 153 256 voti
Unione 48,95 % 16 725 077 voti
Queste percentuali garantiscono all’ Unione il premio di maggioranza alla Camera, quindi un totale di 341 seggi contro i 276 della CdL.
Al Senato la CdL ha raccolto più voti, ma data l’ assegnazione del premio di maggioranza su base regionale e conteggiando i senatori eletti nelle circoscrizioni estero, l’ Unione avrà una risicata maggioranza con 158 seggi contro 156 della CdL.
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Dal numero di voti delle coalizionipossiamo fare qualche osservazione:
La sfida si è risolta in un pareggio, con l’ Italia divisa a metà. L’ Unione riesce ad aggiudicarsi il premio di maggioranza alla camera per 25224 voti, che portati sui quasi venti milioni di voti totali rappresentato meno dell’uno per mille;
Anche al Senato un sostanziale pareggio, la CdL registra 428179 voti in più dell’ Unione che non si trasformano in seggi in più a causa dell’ attribuzione del premio di maggioranza su base regionale e sulla diversa quantità di seggi attribuiti ad ogni regione.
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Il dato politico è chiaro: l’ Italia non caccia a pedate Berlusconi. Anzi, Forza Italia rimane il primo partito italiano e Berlusconi viene riconosciuto da metà del paese come proprio rappresentante, come leader dell’ alternativa alla sinistra.
Prodi non sfonda, dimostrando tutti i suoi limiti avendo rischiato la sconfitta nonostante il grande vantaggio accreditatogli dai sondaggi dei mesi scorsi.
Berlusconi si dimostra un cavallo di razza in campagna elettorale, raccogliendo metà degli elettori e smentendo la storiella di un paese alla canna del gas che butta giù con un plebiscito 'l’ affamatore'.
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L’incarico di formare un governo capace di ricevere la fiducia dalle camere verrà attribuito a Prodi, ma sarà un governo debole, dato che in un ramo del parlamento dovrà contare su solo due-tre seggi in più ( esclusi i senatori a vita ).
Auspichiamo una reazione serena nel centrodestra, perchè è comunque rappresentante di mezza Italia. Come giustamente ha auspicato Gasparri, no a reazioni scomposte della CdL.
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A nostro avviso è necessario ripartire lavorando sul partito unitario del centrodestra, sviluppando il lavoro sin qui fatto e portandolo avanti con una visione di lungo periodo , non limitata alle prime scadenze elettorali che verranno. Non è facile, ma è necessario.
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J.Landi
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