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Chavez va in Bielorussia, si consolida l'asse anti-USA


Il Presidente Venezuelano Ugo Chavez, grande nemico degli USA, ha iniziato un tour mondiale con la visita in Bielorussia, l'ultimo regime dichiaratamente sovietico del mondo. Una dittatura spietata che sopravvive incredibilmente nel cuore dell'Europa.
Il viaggio di Chavez proseguirà quindi in Russia, Iran, Vietnam, Quatar e Mali. Tutte mete inusuali e inquietanti, ma assolutamente probabili, se consideriamo tra i possibili intenti di Chavez quello della costituzione di all'alleanza antioccidentale in opposizione alla politica Statunitense, o la volontà di entrare in un asse che già c'è.
Ma le dichiarazioni sono andate aldilà delle analisi teoriche, infatti la visita di Chavez era stata preceduta, lo scorso mese da quella del fratello Adan, il quale, sempre a Minsk, definì l'America il "nemico comune", lasciandosi anche scappare la proposta di "formare un fronte comune contro gli Stati Uniti" e di "organizzare una conferenza internazionale per portare George W. Bush davanti ad una corte" (!).

I deliri di Adan sono stati confermati dal suo più illustre fratello: Ugo Chevez ha dichiarato, dinanzi a Vasily Lukashenko, Presidente-padrone di questo stato ripiombato negli anni più bui del comunismo, di essere lì "per concludere un patto d'unità." Lasciandosi andare anche ad elogi del modello bielorusso: "uno nazione sociale come quella che stiamo tentando di creare in Sud America". Una minaccia o una promessa? I cittadini venezuelani sono comunque avvisati.

Lukashenko, personaggio riciclato dalle vecchie nomenklature URSS è al potere dal 1994 e in più di un decennio ha creato un regime di terrore con pochi pari al mondo, dove oppositori e dissidenti sono incarcerati e le libertà civili, politiche ed economiche sono messe al bando in nome della "collettivizzazione". A questo proposito, vi invitiamo a fare riferimento allo speciale di UT "Bielorussia, ritorno al passato", per chi volesse approfondire la realtà di questo paese martoriato.

Gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno recentemente assistito all'ennesima tornata elettorale fasulla: nel mese di marzo Lukashenko ha vinto ancora una volta elezioni palesemente non democratiche. Il risultato fraudolento della consultazione è stato denunciato per primo da Alexander Milinkevichper, leader di cio che è rimasto dell'opposizione.
Lukashenko ha prontamente risposto come le accuse siano esagerate e infondate e che l'occidente lo ha preso di mira.

L'agenda della 24 ore di Chavez a Minsk è proseguita con la visita dell'accademia militare "Stalin Line" e ad una rete di installazioni di difesa, riesumate dall'epoca della guerra fredda, dove gli è stata offerta la possibilità di testare le abilità di lancio.
Il portavoce di Lukashenko, Pavel Liogky, ha dichiarato che saranno firmati sette accordi fra cui una cooperazione tecnico-militare, e accordi economici e commerciali.

La tappa di Mosca rappresenta per Chavez un altro punto cruciale del suo tour: qui ad aspettarlo ci sarà un'accoglienza d'onore, in parte dovuta alla recente firma di un contratto di armamenti con il Ministro della Difesa Sergei Ivanov che fornirà al Venezuela 30 jet Sukhoi SU-30 e 30 elicotteri per un totale di un miliardo di dollari.
Chavez è anche in trattativa per l'acquisto di 100.000 fucili d'assalto AK-103, prodotti interamente in Russia ed è in procinto di definire i particolari per la creazione di centri di produzione di Kalashnikov direttamente in Sud America.

Stiamo così scoprendo come il Presidente venezuelano stia cercando di accreditarsi in giro per il mondo, e soprattutto abbiamo scoperto come i proventi delle forniture degli oleodotti del Venezuela siano stati sì utilizzati, ma non per la creazione dello stato sociale tanto promesso e sbandierato in giro per il mondo, ma per l'acquisizione di grandi quantitativi di armamenti provenienti da svariati paesi, fra cui Russia, ma anche Spagna.
L'ennesimo tentativo di rafforzare l'asse anti-USA nel mondo ha visto così anche il nome di Ugo Chavez aggiungersi alla già lunga lista, ultimo arrivato tra i dittatori senza scrupoli, ma certamente uno dei più folkloristici.

Rimane la preoccupazione per un'alleanza trasversale anti-USA e anti-occidentale che si sta sviluppando alla luce del sole: Chavez, dopo aver visitato uno dei peggiori dittatori del pianeta in Bielorussia, se ne va indisturbato da Putin e il presidente Russo gli riserva ampi onori.
Gli unici a non accorgersi di questa pericolosa asse sembrano i media occidentali, troppo occupati dalla cronaca e dal gossip per dare la meritata visibilità a questi delicati equilibri geopolitici.
Il Venezuela non è che l'ultimo tassello di una strategia globale di "paesi canaglia" o di regimi mascherati da pseudo democrazie (come la Russia di Putin), tese a destabilizzare l'equilibrio "monopolare", nella direzione di un allineamento collettivo in funzione antiamericana e antioccidentale.
Un allineamento che recluta tra le sue file qualsiasi paese sia "contro", indipendentemente dal suo pedigree. Una rete di alleanze che non rimane sulla carta ma agisce: a volte nell'ombra sotto forma di finanziamenti a gruppi terroristici (come nel recente caso del libano), altre volte alla luce del solo con veti in seno alle Nazioni Unite o accordi economici e alleanze militari, come quelli a cui stiamo assistendo, che hanno tanto il sapore di Guerra Fredda.

D.M.

- Fonti:
UsaToday.com