CDL, perseverare è diabolico
“E’ diabolico continuare a pensare che gli italiani siano tutti allocchi: Silvio Berlusconi prima delle elezioni europee (proporzionali) aveva messo in guardia gli elettori dal non votare i partitini. Puntualmente gli italiani hanno ragionato secondo le loro sensibilità, concedendo la loro fiducia a formazioni politiche più piccole di Forza Italia, senza cadere nel gioco tipicamente berlusconiano del “con me o contro di me”.
Tutto cio a vantaggio della sinistra, non meno divisa internamente rispetto al centrodestra, ma tenuta insieme dal collante dell’anti - berlusconismo”<p>Se il centrodestra continuerà di questo passo, le elezioni politiche del 2006 rischiano di regalarci un centrosinistra allargato (da Fausto Bertinotti a Clemente Mastella) sicuro vincitore.
Come dice il saggio proverbio, errare è umano, perseverare, invece, diabolico. E’ diabolico che il centrodestra sia ancora impegnato in liti e fratture, causate il più delle volte da una Lega inaffidabile, incapace di prendersi la responsabilità di governare.
E’ diabolico continuare a pensare che gli italiani siano tutti allocchi: Silvio Berlusconi prima delle elezioni europee (proporzionali) aveva messo in guardia gli elettori dal non votare i partitini. Puntualmente gli italiani hanno ragionato secondo le loro sensibilità, concedendo la loro fiducia a formazioni politiche più piccole di Forza Italia, senza cadere nel gioco tipicamente berlusconiano del “con me o contro di me”.
Tutto cio a vantaggio della sinistra, non meno divisa internamente rispetto al centrodestra, ma tenuta insieme dal collante anti - berlusconismo.
Che l’azione di governo debba essere rilanciata è sotto gli occhi di tutti: servono nuove priorità, soprattutto serve maggiore collegialità in campo economico perchè il ministro dell’Economia Tremonti, ottima testa e valida persona, ha pero sotto la sua sfera di competenza una serie enorme di poteri, che non è giusto siano esercitati da un solo ministro.
Al centro delle attenzioni governative ci deve essere il problema dello sviluppo del meridione. Il governo, che ha già ottenuto ottimi risultati sul fronte dell’occupazione anche nel mezzogiorno, grazie all’entrata in vigore della Legge Biagi e ai primi provvedimenti di alleggerimento del carico fiscale per le imprese, ha l’obbligo di aiutare il Sud a crescere ancora, in modo da equiparare lo sviluppo delle aree meridionali e quelle, ben più ricche e produttive, del nord Italia.
L’esecutivo non deve risuscitare uno statalismo tanto in voga presso sindacati e centrosinistra, perchè gli effetti sarebbero opposti a quelli desiderati, ma, in armonia con un’economia sociale di mercato, rafforzi e attui i propositi di dare incentivi alle imprese che assumono, rinvigorisca e concretizzi una riduzione della pressione fiscale su tutte le fasce di reddito, realizzi un federalismo che sia effettivamente conveniente per gli enti locali e che non moltiplichi spese inutili per la pubblica amministrazione.
Due anni è la prospettiva di vita che resta a questo governo.
Tante cose buone sono state compiute nella prima parte di legislatura, ma bisogna andare avanti. E’ per questo che un altro provvedimento da trasformare immediatamente in legge è quello della riforma pensionistica.
Sì al dialogo con i sindacati (tante modifiche al progetto di riforma suggerite dai sindacati, sono già state inserite nel testo del probabile decreto), no ai ricatti da parte di una sinistra vetero - marxista, che si mette a difesa dei privilegi e delle corporazioni.
Se le componenti della maggioranza che sostiene il governo affrontano compatte le riforme su cui più si riscontra un’intesa (sgravi fiscali, pensioni), evitando tentazioni egemoniche o pregiudiziali atteggiamenti di critica, dovuti alla ricerca di visibilità, lo pseudo ulivo, pseudo coalizione riformatrice, avrà vita molto difficile nel 2006.
Prima pero bisogna che la Lega smetta di considerarsi partito di lotta e di governo, perchè di fatto è un partito di governo, con tutto cio che comporta.
Prima bisogna che Silvio Berlusconi e Forza Italia si sveglino dal torpore che li ha avviluppati da un anno a questa parte e sgridino chi nel centrodestra rema realmente contro gli interessi della coalizione e dell’Italia.
Prima bisogna che il centrodestra ritrovi sè stesso. Poi sotto con le riforme, quelle necessarie e richieste dagli elettori che nel 2001 hanno dato fiducia alla Casa delle libertà.
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Winston
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