Cari maomettani, l'Europa non è (ancora) sotto il califfato
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“Il fatto incriminato non presenta nulla di eccezionale: un quotidiano danese pubblica delle vignette satiriche su Maometto e l'Islam.
Scoppia il pandemonio: esplode la violenza contro l' Occidente che trova sfogo in manifestazioni da cui emerge la pericolosità di questa gentaglia.
Ma fin qui lo stupore non sale, conoscendo l'arroganza, la prepotenza e la violenza di musulmani e dei governi mediorientali.
L'incredulità arriva nel momento successivo: quando giungono le scuse del governo danese, che non esita a prostrarsi ai piedi di musulmani ululanti ed infervorati.
Per cosa devono scusarsi? La libertà di stampa, non è alla mercè di un governo, non è negoziabile, mai. Se i maomettani non sopportano questa libertà vadano a casa loro, tra le dune di sabbia e i cammelli.
Il punto non è scontrarsi sulla presenza o meno di uno scontro di civiltà. E' una domanda vecchia. Il punto è comportarsi in maniera tale da vincere.
Comportarsi in modo da non soccombere, per non vivere un futuro sotto il califfato maomettano…”<p>Stiamo perdendo. O, meglio, ci stanno facendo perdere la guerra. Chi? Governanti e burocrati di questa Europa e questa Italia, così ipocriti e così senza-palle.
Il fatto incriminato non presenta nulla di eccezionale: un quotidiano danese pubblica delle vignette satiriche su Maometto e l' Islam.
Subito dopo queste vignette vengono riprese da un piccolo quotidiano francese e ripubblicate.
Scoppia il pandemonio: musulmani 'danesi' iniziano le proteste contro giornale e vignettisti, arrivando alle minacce di morte. Il proprietario del quotidiano francese licenzia il direttore, rimpiazzato da un giornalista che, causa situazione insostenibile dettata dall' editore, si dimette il giorno seguente. Nei paesi arabi le folle, abilmente aizzate e guidate da fondamentalisti musulmani, iniziano a berciare contro la Danimarca, l' Occidente e l' America naturalmente. Inizia il boicottaggio dei prodotti danesi, addirittura la catena francese Carrefour ritira dai negozi in Medio Oriente i prodotti danesi.
Proteste incivili e violente anche in Francia, contro il governo e il presidente Chirac, reo di aver difeso la libertà di stampa e di opinione. <img src=”http://www.ultimathule.it/images/articoli/vignette_scontri.jpg” align=right>
<p>Nel mondo avvengono vere e proprie aggressioni, come quella contro l' ambasciata danese a Giakarta. Proprio ieri è stato appiccato il fuoco all' ambasciata danese a Damasco, in Siria. Da notare che il territorio di una rappresentanza diplomatica gode dell' extraterritorialità, ovvero pur trovandosi in Indonesia è ufficialmente suolo danese. Un attacco quindi in piena regola. Subita inerme dall'ambasciata.
L'estremista Ahmadinejad, presidente dell' Iran, ha promesso di interrompere le relazioni commerciali con i paesi europei che non rispettano i musulmani. Come se non bastasse, governi arabi come quello egiziano si sono affrettati a chiedere scuse ufficiali al governo danese e francese, invitandoli ad intervenire nei confronti dei giornali rei di aver fatto il loro lavoro ed esercitato una delle liberà fondamentali dell' uomo.
Le scuse che non avremmo mai voluto sentire_ Fin qui lo stupore non sale, conoscendo l' arroganza, la prepotenza e la violenza di musulmani e governi mediorientali.
L' incredulità arriva nel momento successivo. Quella incredulità su reazioni che ti aspettavi, ma a cui non ti rassegnavi a credere.
Infatti arrivano subito le scuse del governo danese, che non esita a prostrarsi ai piedi di musulmani ululanti ed infervorati mentre bruciano e calpestano bandiere danesi improvvisate.
Il commissario europeo Frattini non si discosta dalla linea colpevolista, come la gran parte della sinistra italiana ( novità ? ) e ministri di questo governo. Intanto la violenza contro l' Occidente trova sfogo in manifestazioni da cui emerge la pericolosità di questa gentaglia, compresa quella che sta crescendo nel nostro 'giardino'.
Siamo di fronte ad un atteggiamento molto grave, che mette sempre più in pericolo tutti noi, la nostra libertà e i nostri diritti (quelli veri, non quelli inventati dai rosso-verdi).
Governi e politici che si scusano e osano intervenire su vignette pubblicate da un quotidiano. Per cosa devono scusarsi ? La libertà di pubblicare vignette, la libertà di stampa, non è alla mercè di un governo, non è negoziabile, mai. Se i maomettani non sopportano questa libertà vadano a casa loro, tra le dune di sabbia e i cammelli. Perchè stanno tra gli infedeli che osano dissacrare il loro profeta? Certo, per imporci la loro legge, per imporci il giogo islamico.
Vogliono acquisire il potere che i governi hanno nel loro mondo, ovvero quello di decidere a piacimento chi deve essere incarcerato, quale giornale puo essere pubblicato, cosa deve essere scritto oltre alla dose di vignette antisemite, degne della peggiore propaganda nazista, che quotidianamente propinano i giornali arabi.
Quelle non sono vignette da censurare? Non sono offese ad un popolo e ad una religione? Certo, quelle sono 'giuste' perchè contro gli ebrei-uccisori-di-bambini-palestinesi, ebrei-che-hanno-rubato-la-terra-agli-arabi, ed altra solita propaganda islamo-nazista.
In sostanza solo le loro vignette vanno bene, quelle 'contro' di loro meritano condanne a morte per gli autori e censura governativa per i giornali.
Stiamo perdendo una guerra e non facciamo nulla per non permetterlo_ Ragazzi rialziamoci! Con questo atteggiamento colpevolista, pronto a mettere da parte le nostre libertà con l' illusione di placare la voglia di distruzione musulmana dell' Occidente, stiamo perdendo la guerra. Perchè il punto non è scontrarsi sulla presenza o meno di uno scontro di civiltà. E' una domanda vecchia. Il punto è comportarsi in maniera tale da vincere. Comportarsi in modo da non soccombere, per non vivere un futuro sotto il califfato maomettano.
Come ha scritto Vittorio Feltri nell'editoriale di Libero di venerdì 3 febbraio: “Cedere serve soltanto ad accelerare la fine. Noi non ci stiamo. Libero si ribella sia alla tracotanza sia alla viltà di chi ne è succubo e pubblica le dodici vignette ritenute stupidamente sataniche.
Una sfida? Si. Una sfida. Poi sarà quel che sarà. Comunque MEGLIO MORIRE IN PIEDI CHE VIVERE IN GINOCCHIO'.
J. Landi
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