Andiamo tutti votare. Stavolta è come nel '48
“La sinistra ha annunciato, esplicitamente o implicitamente, tre misure che aumenteranno la pressione fiscale, visione comprensibile per chi proviene dalla cultura marxista del 'profitto come furto', della proprietà privata dei mezzi di produzione come 'strumento di oppressione'.
Badate bene, non lo diciamo per paventare un pericolo comunismo vecchia maniera, ma per un pericolo statalismo insito nella sinistra, statalismo come nuova forma del socialismo.
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Allora affidiamoci a chi, almeno nelle intenzioni e, in parte, nella cultura politica, nutre le stesse nostre visioni
La coalizione creatasi intorno a Berlusconi si riconosce nell’ obiettivo di ridurre il costo dello Stato a carico del cittadino, condivide l’impostazione liberale dello Stato come erogatore di servizi dietro il pagamento di tributi e non in ottica idolatrica e 'costruttivista' …”</i>
Qualche mese fa i cosiddetti 'esperti' avevano previsto una campagna elettorale in cui il tema fiscale non avrebbe rappresentato quello principale.
Sono stati smentiti dai fatti, a dimostrazione che il 'portafoglio' conta, eccome se conta.
Proprio sul 'Meno tasse per tutti' si era basata la campagna elettorale di Berlusconi nel 2001, vittorioso grazie alla riduzione fiscale prevista dal 'Contratto con gli italiani'. Il programma di riforma fiscale non è stato pero portato a termine. L'obiettivo di ridurre a due le aliquote fiscali dell' imposta sulle persone fisiche, 23 e 33 per cento, non è stato raggiunto più per alleati recalcitanti che non per l' effettiva impossibilità data dalla finanza pubblica.
Infatti, An e Udc, nonostante la firma apposta a quel progetto rivoluzionario, decisero di non sostenerlo per paura di essere accusati dagli avversari di 'favorire i ricchi contro i poveri', cosa che avviene ugualmente. Questi alleati si sono rimangiati la parola anche perchè mantengono al proprio interno correnti stataliste, con il culto dello Stato onnipotente e dei cittadini sudditi.
La prima osservazione: se la Casa delle Libertà avesse compiuto sino in fondo la riforma fiscale avrebbe adesso più possibilità di vittoria? Se pensiamo che nelle ultime settimane, da quando ci si è soffermati a parlare approfonditamente di tasse e fisco, la CdL è riuscita ad agganciare l' Unione, la risposta sembrerebbe positiva.
L'Unione sta mostrando il vero volto.Il suo leader Prodi mostra la faccia di un burocrate che concepisce lo Stato al servizio di apprendisti stregoni, autoproclamatisi costruttori di società 'più giuste' attraverso "un'equa redistribuzione del reddito'. Rappresentanti di uno Stato che studia dove poter imporre tasse ai cittadini, utilizzando una formula da taccheggiatori, 'bisogna prendere i soldi dove ci sono', con conseguenti balzelli ideati, ad esempio, per i possessori di jeep o SUV.
Hanno annunciato, esplicitamente o implicitamente, tre misure che aumenteranno la pressione fiscale: reintroduzione delle tasse di successione e donazione, aggiornamento degli estimi catastali e aumento sulla tassazione dei Bot e Cct dal 12,5% al 20%.
La prima misura, per stessa ammissione di Letta, verrà reintrodotta per i 'grandi ricchi' ( ? ) non per il gettito che procurerà, ma per 'giustizia', ovvero per punire i ricchi cattivi. L'aggiornamento dei valori catastali comporterà un aumento sostanzioso della tassa che paghiamo sul nostro patrimonio immobiliare, l'ICI. La terza misura farà calare gli investimenti dei cittadini in questi titoli e punirà la virtù del risparmio, quindi della responsabilità, pur sempre una virtù 'borghese e capitalista'!
Per non parlare del rapporto che hanno con gli imprenditori, visti come affamatori di popolo e non come coloro che sanno rendersi molto più utili ai consumatori che non lo Stato. Visione comprensibile per chi proviene dalla cultura marxista del 'profitto come furto', della proprietà privata dei mezzi di produzione come 'strumento di oppressione'.
Badate bene, non lo diciamo per paventare un pericolo comunismo vecchia maniera, ma per un pericolo statalismo insito nella sinistra, statalismo come nuova forma del socialismo.
Un esempio per tutti: nel 1992 il governo Amato decise di effettuare un prelievo sui conti corrente bancari degli italiani per fare cassa.
Non si tratta di un furto legalizzato che solo una visione del tipo descritto puo ritenere opportuna?
Siamo convinti che un'azione deprecabile ed illegale non diventa legale e legittima solamente perchè sancita da una legge.
Allora affidiamoci a chi, almeno nelle intenzioni e, in parte, nella cultura politica, nutre le stesse nostre visioni.
La coalizione creatasi intorno a Berlusconi si riconosce nell' obiettivo di ridurre il costo dello Stato a carico del cittadino, ben sapendo che i margini per tagliare la spesa pubblica sono più che ampi. Ad esempio, il Presidente ha proposto l'abolizione dell'ICI sulla prima casa. Bollata come impossibile e demagogica, i dati dimostrano invece la concretezza della proposta. Nonostante Prodi e l' Anci.
Condividono l' impostazione liberale dello Stato come erogatore di servizi dietro il pagamento di tributi e non in ottica idolatrica e 'costruttivista' come ci insegna quel gigante del liberalismo di Von Hayek.
Le politiche passate e future della CdL non si sono attenute e non si atterrano totalmente al principio liberale? Puo darsi, c'è questa possibilità. Ma sulle politiche degli altri non è lecito nemmeno porsi la domanda.
J.Landi
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