'The Public Interest' di Irving Kristol chiude i battenti da vincitore

“La rivista fondata da Irving Kristol e da cui è nato il movimento neoconservatore, ' The Public Interest', chiude i battenti.
L' ultimo numero è uscito pochi giorni fa nelle edicole americane.
La rivista, fondata nel 1965, ha rappresentato, insieme a Commentary Magazine di Norman Podhoretz, i primi spostamenti di settori liberal newyorchesi verso destra.
Public Interest si occupava proprio di politica interna e di politiche sociali. Da qui nasce il pensiero neocon.
La rivista proponeva ricette antitetiche all' utopismo dei 'paradisi' proposti dalla sinistra, ovvero una società basata su valori morali, famiglia, religione e sulla cultura borghese.”


</br> </br><p>La rivista fondata da Irving Kristol e da cui è nato il movimento neoconservatore, ' The Public Interest', chiude i battenti.
L' ultimo numero è uscito pochi giorni fa nelle edicole americane.
La rivista, fondata nel 1965, ha rappresentato, insieme a Commentary Magazine di Norman Podhoretz, i primi spostamenti di settori liberal newyorchesi verso destra. Irving Kristol nasce nel 1920, negli anni dell' università frequenta il New York City College assieme ad altri esponenti neocon del futuro, come Daniel Bell e Nathan Glazer. Si avvicina ai gruppi trotzkisti, ma già a 22 anni abbandona le idee del rivoluzionario russo.
Fondamentale furono per lui sia l' esperienza militare in Europa durante la Seconda Guerra mondiale, sia la presa di contatto con l' orrore stalinista.
Resosi conto del pericolo, Kristol supporta con entusiasmo la dottrina Truman del 'contenimento comunista' nei confronti dell' Urss e inizia la lunga marcia di attraversamento dello spettro politico americano.
Dapprima come professore inizia la critica al comunismo dall' interno dell' establishment, ma la svolta arriva con la rivolta studentesca degli anni sessanta e la guerra del Vietnam. Come Kristol, molti intellettuali liberal rifiutano le proposte dei contestatori, portatori di un falso liberalismo e di un disprezzo verso la storia americana e gli ideali dei Padri Fondatori. Mentre alcuni futuri neocon come Podhoretz e il suo Commentary si oppongono all' intervento in Vietnam, Kristol lo ritiene necessario e si oppone al ritiro dall' Indocina.
Ma la marcia verso il Grand Old Party ( altro nome del Partito Repubblicano ) non fu così diretta. Anzi, per alcuni cio non è ancora avvenuto. Inizialmente l' anticomunismo di riviste conservatrici come la National Review di William Buckley non riuscirono a convincere i neocon, sempre più a disagio nella sinistra liberal.
Kristol nel 1972 decide di appoggiare Nixon contro l' improponibile e 'debole' McGovern. Ma pochi neocon lo imitano.
Ma la luna di miele dell' eterogeneo movimento neoconservatore con i repubblicani avviene sotto l' era Reagan. Il suo anticomunismo, la sua volontà di sconfiggere l' Urss e non di accettarne la convivenza, il suo progetto di 'guerre stellari' con il forte aumento del bilancio per la difesa, rappresentavano musica giusta per le orecchie dei neocon. Ma il loro pensiero si forgia anche sulle politiche interne. Proprio Kristol fu uno dei primi sostenitori dell' economia dell' offerta ( supply side economy ) che si rivelo la ricetta vincente per Reagan.
Sotto la presidenza Reagan lavorano molti neocon : da Michal Ledeen ( membro dell' American Enterprise Institute ed esponente di spicco del movimento ) all'ambasciatrice all' Onu Jeane Kirkpatrik, Paul Wolfowitz ( oggi presidente della Banca Mondiale ), Gary Schmitt ( executive director del Project for the New American Century ), Daniel Pipes ( direttore dell' US Institute for Peace e del Middle Est Forum ), Lewis Libby ( Capo dello staff del Vice presidente Cheney ) e altri.
Il rapporto si deterioro sotto la presidenza 'realista' di Bush Senior e, dopo gli anni clintoniani, si assiste ad un nuovo amore con la presidenza Bush Junior.
Public Interest si occupava proprio di politica interna e di politiche sociali. Da qui nasce il pensiero neocon. La rivista proponeva ricette antitetiche all' utopismo dei 'paradisi' proposti dalla sinistra, ovvero una società basata su valori morali, famiglia, religione, sulla cultura borghese.
Sulla rivista di Kristol vennero pubblicate le prime proposte e i primi studi sull' economia dell' offerta di Wanninski, così come più recentemente è stato pubblicato il saggio 'Broken Windows' che ha ispirato la filosofia dell' amministrazione Rudy Giuliani a New York. L' influente rivista cessa la pubblicazione dopo aver sostenuto e vinto molte battaglie, sia sociali che culturali.

Ma Irving Kristol lascia al mondo pensante conservatore un degno erede, suo figlio William ( detto Bill ), direttore della rivista-bibbia dei neocon e, a quanto si dice, molto influente alla Casa Bianca, ' The Weekly Standard' e chairman del Project for the New American Century. Continua la pubblicazione l' altra sua creatura, nata nel 1985, 'The National Interest', specializzata in politica estera.
Irving si è attivato anche in Europa, creando nel 1953 in Gran Bretagna 'Encounter '.
Rimane oggi “distinguished fellow” all' American Enterprise Institute ( “think tank” di riferimento dei neocon ) e uno dei più ascoltati guru del movimento a cui lui stesso ha contribuito da protagonista.

J. Landi

</br> Link correlati:

www.newamericancentury.org
www.aei.org
www.theweeklystandard.org
www.thepublicinterest.com
www.thenationalinterest.org
www.commentarymagazine.com
www.nationalreview.com
www.jewishworldreview.com