Silvio tagliaci le tasse

“Ma scusate siamo noi, Italiani, figli derelitti di questa Europa?
Francia e Germania (Olanda, ecc.) possono fare il bello e cattivo tempo sulle proprie finanze e noi?
Negli Usa il tanto vilipeso Bush ha attuato un robusto taglio alle tasse, rilanciando i consumi, la fiducia dei consumatori, il pil viaggia a 4-5%, l'occupazione aumenta.
Chiamatelo come volete, liberismo, neo-liberismo, capitalismo.
Gli esempi ci dimostrano che paesi sottoposti a queste 'cure' fiscali crescono, riescono a superare periodi di crisi mondiale e registrano un benessere tra i più alti nel mondo…”
<p>Nell' ultimo periodo abbiamo assistito al rilancio da parte di Berlusconi di uno dei temi forti della campagna elettorale ( e della vittoria ) del 2001 : il taglio delle tasse, specificatamente delle aliquote Irpef da portare, entro fine legislatura, a due di cui una al 23% e l' altra al 33%.
Si sono scatenate furibonde polemiche, come sempre del resto, ma molte anche all' interno della Casa delle Libertà. Sappiamo tutti l' alto tasso di pressione fiscale presente in Italia, tasso che si attesta a più del 45%, uno dei più alti in Europa.
Dunque la parte dedicata al fisco del Contratto con gli Italiani deve avere carattere prioritario, soprattutto in una fase di stagnazione economica come quella attuale.
Non solo, deve diventare un impegno morale nei confronti dei cittadini, per arrivare a quel ' fisco etico ' tanto auspicato durante i governi ulivisti, i governi del ' risanamento '. Assurdo sentir dire ' dov' è la copertura finanziaria per questo provvedimento ? ' , ma scusate, lor Signori, se la ripresa economica tarda ad arrivare e la spesa pubblica non puo essere tagliata ( così pare, un tabù in Italia ) quando pensate di completare questa riforma ? in dieci anni ?
Non dimentichiamo che solo un drastico taglio puo avere l' effetto di rilancio dell' economia, non certo arrivare dal 45% attuale al 33% nel giro di molte finanziarie.
Certo, il rapporto deficit/pil supererà la soglia del 3% fissato da Maatricht.
Ma scusate siamo noi, Italiani, figli derelitti di questa Europa ? Francia e Germania ( Olanda, ecc. ) possono fare il bello e cattivo tempo sulle proprie finanze e noi ? Per cinquant' anni è stato incrementato un debito pubblico spaventoso con sprechi e clientele : bene, adesso facciamo un debito che serva a qualcosa ! Se il rapporto deficit/pil non supera la soglia rossa europea ma l' economia non cresce qual' è la soluzione ? continuare a rispettare dei numeri fissati da questo superstato o pensare davvero all' ' interesse da difendere ', gli italiani ???!!!!!
Si parla di fine dello stato sociale in Italia, ma la fine del welfare non è nel taglio delle tasse e nella lotta agli sprechi e alla razionalizzazione della spesa pubblica, ma nel declino economico che deve essere invertito.
Ad esempio, negli Usa il tanto vilipeso Bush ha attuato un robusto taglio alle tasse, rilanciando i consumi, la fiducia dei consumatori, il pil viaggia a 4-5 %, l' occupazione aumenta. Certo il deficit è aumentato, dal dato positivo del rapporto deficit/pil del 4% degli anni '90 è passato ad un dato negativo del 4%. La stessa cosa avvenne durante gli anni della Reaganomics, ma lo sviluppo e la crescita successiva alle misure di Reagan riuscirono poi a sopperire all' iniziale diminuzione del gettito fiscale dello Stato.
Possibile che l' Europa, volenterosa di competere con l' economia Usa, abbia creato un meccanismo rigido e stupidamente inflessibile come l' attuale patto di stabilità ? Patto che non consente alle economie dei singoli partner di superare i periodi di crisi lasciando più risorse al mercato e ai cittadini, risorse che in lungo periodo creeranno crescita e sviluppo, anche se non finiscono immediatamente nella contabilità dello stato ( appunto il deficit iniziale ).
Chiamatelo come volete, liberismo, neo-liberismo, capitalismo.
Gli esempi ci dimostrano che paesi sottoposti a queste ' cure ' fiscali crescono, riescono a superare periodi di crisi mondiale e registrano un benessere tra i più alti nel mondo ( non solo economico ma anche come qualità dei servizi ).
Il resto è noia ( o molto spesso pregiudizio ideologico………).

P.S. Certo, questi sono discorsi di un semplice cittadino, uno studente, ma cavolo, anche i nostri sono voti, non solo quelli degli economisti ! Anche la nostra scelta, tra le ricette presentate dal mondo politico, vale qualcosa.
<p> J.Landi </p>