Procreazione assistita, una legge da ritoccare

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<p>“La nuova legge sulla procreazione assistita, tanto discussa, necessita effettivamente di qualche ritocco, perchè allo stato attuale credo sia un provvedimento che per certi versi ci riporta indietro culturalmente di centinaia e centinaia di anni.
I punti a cui mi riferisco sono in particolare la selezione eugenetica degli embrioni e il destino degli embrioni sovrannumerari.”
<p>La selezione genetica degli embrioni, tecnica vietata dalla legge, consente di evidenziare eventuali anomalie genetiche. E’ naturalmente una tecnica alla quale è possibile accedere dopo interventi di fecondazione in vitro e permette di individuare embrioni portatori sia di anomalie cromosomiche, sia di malattie provocate dall’alterazione di un solo gene (le cosiddette “malattie genetiche”), come la talassemia, la fibrosi cistica, l’emofilia e la distrofia muscolare di Duchenne.
Quando l’embrione è giunto allo stadio di otto cellule, nella terza giornata di sviluppo, viene praticato, con l’aiuto del laser, un minuscolo foro nella membrana che lo avvolge, vengono prelevate da esso due cellule e analizzate.
Tecniche del genere consentono la nascita di figli sani da madri portatrici di malattie ereditarie. La diagnosi preimpianto è oramai una tecnica sicura che non danneggia l’embrione, il prelievo è infatti possibile perchè le cellule sono totipotenti, non sono cioè specializzate, e facilmente rimpiazzate senza danni.
La legge italiana nega inoltre l’accesso a queste tecniche alle coppie fertili portatrici di malattie genetiche, in altri Paesi la diagnosi preimpianto viene praticata correntemente e senza queata tecnica sarebbe stato impensabile la guarigione, al San Matteo di Pavia, di un piccolo talassemico. Questo bambino è stato salvato grazie a un trapianto di cellule staminali prelevato dal cordone ombelicale dei fratellini del piccolo, gemelli nati dalla provetta con la selezione degli embrioni.
E’ evidente che con la normativa vigente sulla fecondazione assistita quei gemellini sani non sarebbero mai nati e il loro fratellino destinato a morire. Ognuno tiri le proprie conclusioni.
Altro punto: Il destino degli embrioni sovrannumerari.
Trovo che sia del tutto immorale lasciar morire migliaia di embrioni e non occuparsi di costruire un sistema che produca cellule staminali, che sono il futuro della medicina, in quanto inducendo la differenziazione di cellule staminali potremmo vincere malattie come Parkinson, Alzheimer, Sclerosi Multipla, infarti, diabete, cirrosi, distrofia muscolare, leucemie, ecc.
Un embrione destinato a morire, e ce ne saranno sempre, non credo sia differente da un bambino appena morto a cui è permesso espiantare gli organi per la sopravvivenza di un altro bambino. Allora perchè far morire gli embrioni quando potrebbero efficacemente essere riservati alla ricerca di nuove terapie?
Questa legge è considerata troppo “Cattolica”, ma se esiste Dio, ed io sono convinto che esista, non è forse grazie alla Sua volontà che l’uomo ha raggiunto la padronanza della ricerca genetica e molecolare? Per cui non vedo nulla di male nell’uso di certe tecniche per fini medico-diagnostico-terapeutici, scopi alquanto nobili.
Mi sembra che ancora una volta l’intero paese sia succube dell’ala più oscurantista della Chiesa Cattolica, che umilia la ricerca e con questa le speranze di chi soffre ogni giorno aspettando una nuova terapia.
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Tommaso Rondelli</p>