Nuova Tatcher cercasi

Sembra incredibile che in un settore dove le aziende possono benissimo realizzare un profitto, l' Italia debba far fronte alle perdite di Alitalia continuamente con i soldi degli italiani.
Probabilmente non avverrà nemmeno la privatizzazione, evidentemente la compagnia aerea nazionale rappresenta un piatto troppo ghiotto per essere mollato dalla politica e dai politicanti.
Anche il governo della CdL si è dimostrato incapace di compiere quella svolta 'thatcheriana' che comporterebbe vantaggi per i consumatori ( prezzi più bassi ) e per gli italiani, non più obbligati a pagare con il proprio lavoro gli stipendi dei dipendenti Alitalia.<p>La crisi dell' Alitalia arriva da lontano e non è certo imputabile al governo Berlusconi. Ma pensavamo che l' esecutivo guidato dal Cavaliere si incamminasse sulla via del cambiamento di questo carrozzone statale e mangiasoldi.
Infatti Alitalia presenta annualmente delle perdite insostenibili per un' azienda privata, ma non certo per un' azienda in cui l' azionista di maggioranza ( 62% ) è lo stato, che non lesina certo i fondi per ripianare i debiti causati da una gestione inefficiente e improduttiva.
All'inizio di agosto il parlamento ha approvato il ' prestito ponte ' per la compagnia di 400 milioni di euro, di cui garante sarà lo stato. Quindi se Alitalia non riuscirà ad onorare questo impegno ci penseranno per l' ennesima volta i soldi dei cittadini.
Per capire meglio il problema riportiamo alcuni dati significativi.
Il 2003 ha segnato per Alitalia una perdita di 520 milioni di euro, mentre, ad esempio, Air France ha chiuso l' anno con profitti per 33 milioni di euro e British Airways con 219 milioni di euro. Ogni anno Air France trasporta 43,7 milioni di passeggeri, British Airways 36,1 milioni mentre Alitalia 22,5 milioni di persone.
I ricavi sono in netto calo da quattro anni. Il personale della compagnia italiana ammonta a 22.200 dipendenti (fine 2003 ) di cui 15.013 a terra e 7.187 di volo.
Evidentemente Alitalia è sovradimensionata per il proprio mercato, quindi, non riuscendo ad essere competitiva sull' offerta perchè gravata da costi esorbitanti, non riesce ad attrarre i consumatori.
Alla luce di tutto cio, sembra incredibile che, in un settore dove le aziende possono benissimo guadagnare, realizzare un profitto, l' Italia debba far fronte alle perdite di Alitalia continuamente con i soldi degli italiani, sottratti magari a sanità o altri servizi. Ancora una volta il problema è la proprietà statale : i politici infatti non vogliono saperne di ristrutturare la compagnia dato che dovrebbe prevedere anche tagli occupazionali e per non perdere ( ? ) consenso preferiscono obbligare tutti i cittadini a versare una ' tassa-per-la-compagnia-italiana ', per pagare stipendi non prodotti e far volare aerei che non riescono nemmeno a coprire i costi di viaggio.
Non abbandonando la logica statalista-dirigista si cerca di evitare il fallimento di Alitalia, cosa avvenuta per le compagnie di tanti paesi, come in Svizzera per non parlare degli USA dove le compagnie chiudono e rinascono continuamente.
Non si riesce a capire che se Alitalia fallisse, nascerebbe in brevissimo tempo una nuova compagnia che si strutturerebbe in modo da competere sul mercato e non gravare sulle spalle di tutti i cittadini, una compagnia sana che potrà stringere alleanze ed accordi con altre compagnie europee e offrire prezzi più bassi ai passeggeri.
Ma probabilmente la privatizzazione dell' Alitalia non avverrà, evidentemente rappresenta un piatto troppo ghiotto per essere mollato dalla politica e dai politicanti.
Anche il governo della CdL si è dimostrato incapace di compiere quella svolta 'thatcheriana' che comporterebbe vantaggi per i consumatori ( prezzi più bassi ) e per gli italiani, non più obbligati a pagare con il proprio lavoro gli stipendi dei dipendenti Alitalia.
Come se tutto cio non bastasse in questi giorni abbiamo appreso un’altra notizia :
l' Ente Nazionale Aviazione Civile obbliga le compagnie estere ad aumentare le tariffe dei voli dall' Italia per rendere competitivi i prezzi offerti dall' Alitalia !
Una sorta di ' cartello ' protezionistico che vuole annientare i benefici della concorrenza a danno dei consumatori, facendo lievitare i prezzi dei biglietti, per rendere competitiva una compagnia ( Alitalia ) condannata dal mercato.
Questo provvedimento viene addirittura rivendicato con orgoglio dal sottosegretario Udc Tassone : iniziativa, dice, avanzata per dare un aiuto ad Alitalia in questo momento di grande difficoltà ! Infatti fino ad adesso non è stata aiutata ? Ma se non si procede ad un cambiamento per renderla competitiva quando finiranno questi aiuti ? O avverrà come fino ad ora, ovvero un 'vitalizio' garantito e continuo per Alitalia ?
Insomma……nuova Thatcher cercasi !

J.Landi

</p>