"N", io e Napoleone

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<p>VOTO: 6
<p> Virzì si sofferma sul rapporto che nasce tra due personaggi tanto diversi che il destino ha fatto incontrare, e sulle riflessioni che essi fanno della propria vita.
Da un lato abbiamo un Napoleone aperto al confronto e alla critica sulle proprie scelte di vita, dall'altro un elbano sempre più affascinato dall’illustre ospite.
Da buona commedia italiana non ci si aspetta molto di più. O forse sì?
<p><p>Isola D'Elba, 1814, Napoleone viene esiliato sull'isola toscana e la vita degli elbani non potrà più essere la stessa.
Appena sconfitto dalle potenze europee l'ex imperatore francese viene accolto con grande entusiasmo dal popolo e dalle autorità locali. Tutti sono catturati dalla sua personalità e già pensano ad un futuro di grande prestigio internazionale per il loro fazzoletto di terra.
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In questo clima si inserisce la vicenda del nostro protagonista, Martino Papucci (Elio Germano in una buona interpretazione), unica voce diversa dal coro degli elbani. Maestro elementare di professione ed aspirante poeta Martino è travolto dai suoi ideali giacobino-rivoluzionari di libertà ed uguaglianza tanto da essere in conflitto permanente con la propria famiglia (un fratello ed una sorella) e con i propri amici. Ecco allora che il suo desiderio segreto è l'assassinio di colui che ha prima raccolto e poi tradito queste sue aspirazioni: Napoleone Bonaparte.
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L'occasione si presenta quando l'ex imperatore francese cerca un assistente personale che lo accompagni nella redazione delle sue memorie: chi meglio del nostro maestro Martino Papucci? Ma le intenzioni del protagonista si scontrano con la realtà: un assassinio non è una cosa per niente semplice da attuare e dopo tutto Napoleone (ottimo Daniel Auteuil) non è quel despota senza cuore che potrebbe sembrare!
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<p> Il regista Paolo Virzì si sofferma sul rapporto che nasce tra i due personaggi e sulle riflessioni che essi fanno della propria vita. Da un lato abbiamo un Napoleone aperto al confronto e alla critica sulle proprie scelte di vita, dall'altro un Martino Papucci sempre più affascinato dall’illustre ospite.
Lo sviluppo di questa relazione rimane in ogni caso molto superficiale ma apprezziamo lo sforzo di mostrare un lato della storia poco conosciuto al grande pubblico.
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Sullo sfondo si intrecciano le vicende del fratello (Valerio Mastandrea) e della sorella (Sabrina Impacciatore) del Papucci alle prese rispettivamente con un epico naufragio e con un improbabile spasimante (Massimo Ceccherini).
Inevitabile una citazione per l'attore toscano, l’unico a non confrontarsi con l'accento livornese e sempre più affermato nel ruolo (solo quello) di giullare del cinema italiano.
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Da buona commedia italiana non poteva mancare un intreccio amoroso per il protagonista: prima innamorato di una bella baronessa (Monica Bellucci, sempre più a suo agio come famme fatal) finisce poi con il ricambiare l'amore della timida servetta di casa. E il colpo di scena finale? Regista e sceneggiatore non hanno dovuto faticare molto per tirarlo fuori dal cilindro.
Tra un intreccio altalenante e a volte incerto, tra la vena comica e quella drammatica (meglio sicuramente la prima della seconda) 'Io e Napoleone' non affronta temi leggeri e il giudizio rimane sommariamente positivo, benchè ci troviamo comunque dinanzi ad un film incompiuto e dal finale clamorosamente banale.
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Simone Scarlini

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