La rivoluzione (politica) di Ariel Sharon

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“Il Presidente Katsav ha accettato le dimissioni di Sharon e proclamato le elezione per il marzo del 2006.
In questa tornata elettorale Sharon si presenterà con un nuovo partito da lui creato pochi giorni fa e chiamato 'Kadima', 'Avanti' in ebraico. Kadima è stato presentato come partito di centro, ma è sostanzialmente un raggruppamento di personalità eterogenee che perseguono la issue della pace con i palestinesi attraverso la realizzazione della Road Map.
“Arik” Sharon puo vantare successi nella sicurezza interna, con una discesa delle azioni terroristiche in Israele.
Molti pero, come Natanyahu e l' ex Ministro per la Diaspora Natan Sharansky, gli rimproverano la scelta del ritiro unilaterale dalle colonie di Gaza, giudicandola una mossa che metterà a repentaglio la sicurezza di Israele.”</i>

Arik è il suo soprannome, il soprannome dell' uomo nato nel Negev, criticato sia come militare di Tshal sia come premier. Lui è Ariel Sharon, leader del Likud fino a poche settimane fa e premier dimissionario del governo di unità nazionale israeliano nato per eseguire lo sgombero delle colonie di Gaza. Osteggiato per questa decisione nel Likud dal suo eterno rivale 'Bibi' Netanyahu e dalla maggioranza del partito, ha deciso di sciogliere il governo e lasciare il partito conservatore, di cui era stato uno dei fondatori.

Un nuovo soggetto politico per Israele_ Il Presidente Katsav ha accettato le dimissioni di Arik e proclamato le elezione per il marzo del 2006. In questa tornata elettorale Sharon si presenterà con un nuovo partito da lui creato pochi giorni fa e chiamato 'Kadima', 'Avanti' in ebraico. Kadima è stato presentato come partito di centro, ma è sostanzialmente un raggruppamento di personalità eterogenee che perseguono la issue della pace con i palestinesi attraverso la realizzazione della Road Map.
Hanno seguito Sharon 14 deputati del Likud, ministri del governo dimissionario sia di destra che progressisti del partito laburista Avoda ed anche esponenti del mondo intellettuale.
L' adesione più clamorosa è stata quella di Shimon Peres. L' anziano esponente laburista, già premio Nobel per la pace, ricopriva il ruolo di vicepremier del governo Sharon. Oltre a condividerne la linea politica, Peres ha dovuto affrontare la sconfitta alle primarie di Avoda, dove è stato piegato dal sindacalista sefardita Peretz. La contemporaneità di questi eventi ha portato Peres alla decisione di rompere con il partito laburista e riconoscere in Sharon l' uomo ideale a completare il processo di pace e l' attuazione della Road Map.
Pace e sicurezza saranno i temi fondamentali della campagna elettorale. Sharon puo vantare successi nella sicurezza interna, con una discesa delle azioni terroristiche in Israele. Molti pero, come Natanyahu e l' ex Ministro per la Diaspora Natan Sharansky, gli rimproverano la scelta del ritiro unilaterale dalle colonie di Gaza, giudicandola una mossa che metterà a repentaglio la sicurezza di Israele.

Cosa ne pensa la gente_ Non sembra pensarla così la maggioranza degli israeliani che si erano dimostrati favorevoli al ritiro dei coloni e che, secondo gli ultimi sondaggi, assicurerebbero al partito di Sharon ben il 33% dei consensi. Se gli israeliani votassero oggi Kadima sarebbe il primo partito, seguito da Avoda con il 26 % e infine il Likud orfano di Arik, con il 14 % circa.
Toccherebbe così ancora a Sharon guidare l' esecutivo ( in Israele il sistema proporzionale si affianca all' elezione diretta del premier ) probabilmente in alleanza con il partito laico di centro Shinui e altri piccoli partiti ( come lo Shas ) o addirittura con Avoda ( eventualità comunque difficile vista la direzione che il neo leader Peretz vuole imprimere ai laburisti ).

Gli sfidanti per la vittoria elettorale_ Intanto nel burrascoso Likud si preparano gli sfidanti per la leadership, attualmente sei. Oltre a Bibi Netanyahu si presenteranno, tra gli altri, l' attuale ministro degli Esteri Silvan Shalom, un fedele di Sharon, il ministro della Difesa Shaul Mofaz, ex Capo di Stato Maggiore e Uzi Landau, membro storico del Likud, paladino di una politica 'pulita' e acceso critico di Sharon, soprattutto sulla decisione di ritiro da Gaza e sulle concessioni unilaterali ai palestinesi.
Il nuovo leader sarà capace di raccogliere tanti consensi come Sharon nelle ultime elezioni ? Riuscirà il Likud a riprendersi da questa situazione in modo da giocarsela alle elezioni di marzo o i cittadini confermeranno la fiducia ad Arik per il completamento della Road Map sperando di raggiungere una relativa pace con i palestinesi e un aumento della sicurezza interna?

J.Landi