Il vuoto del Cinese

“Cofferati di tutto parla, tranne che delle sue politiche per Bologna.
Con il solito metodo comunista dello screditamento di colui che la pensa in maniera diversa, definì il progetto di riforma scritto da Biagi “limaccioso”, alludendo di conseguenza ad un’inferiorità morale ed etica dell’autore che aveva animato il contenuto del libro bianco del lavoro e accuso lo stesso Biagi di essere un traditore, solo perchè redasse la giusta e necessaria riforma dell’articolo 18.
La sorella di Biagi ha toccato il tasto dolente, dichiarando ai giornali che gli amici e tutti quelli che si riconoscono nelle idee di suo fratello alle comunali non voteranno per Cofferati…”
<p>A Bologna per le elezioni comunali del capoluogo emiliano va in scena l’inedita sfida tra Guazzaloca e Cofferati, l’ex rappresentante di categoria dei macellai felsinei e l’ex capo-sindacalista della Cgil.
Il primo termina il mandato di sindaco ottenuto clamorosamente 5 anni fa, quando la città rossa fu strappata al dominio di sinistra da uno scatto d’orgoglio e di bolognesità. Il secondo è stato candidato a sindaco di Bologna dallo stato maggiore dei Ds, che in questo modo ha messo all’angolo un avversario politico temibile per la segreteria attualmente reggente. Lo scontro, fin dalle battute iniziali, ha assunto i contorni di una zuffa elettoralistica continuamente proposta dal lombardo Cofferati, alla quale l’intelligente Guazzaloca si è sempre sottratto, privilegiando la discussione dei progetti amministrativi su Bologna alla rissa politicante antiberlusconiana, innescata a discapito delle aspirazioni dei concittadini di Guazzaloca.
La longa manus della Cgil, Cofferati per l’appunto, vuole fare del voto bolognese un voto contro il governo e contro Berlusconi, facendosi ancora una volta riconoscere per i toni estremistici regolarmente usati. Non ha insegnato niente alla sinistra la sconfitta di cinque anni fa, culminata nel momento in cui l’Ulivo bolognese, abdicato ormai il governo della città alla solita farraginosa macchina decisionale della segreteria Ds, perse la faccia candidando a sindaco una certa Bartolini che non godeva del minimo credito neppure presso la propria base elettorale.
I compagni stavolta passano dalla padella alla brace, lanciando nella mischia Cofferati, che nei suoi programmi di tutto parla, tranne che delle sue politiche per Bologna. I temi relativi al traffico, all’integrazione degli immigrati, all’urbanistica della città, cedono purtroppo il passo all’insistente e propagandistica fustigazione di tutto quello il governo ha fatto in questi tre anni. Per non parlare poi della triste vicenda di Marco Biagi, il giuslavorista bolognese ucciso dalle Brigate rosse, ingenerosamente accusato da Cofferati di essere un traditore, solo perchè lo stesso Biagi redasse la giusta e necessaria riforma dell’articolo 18.
La sorella di Biagi ha toccato il tasto dolente, dichiarando ai giornali che gli amici e tutti quelli che si riconoscono nelle idee di suo fratello alle comunali non voteranno per Cofferati, responsabile quantomeno di aver usato parole ed espressioni violente nei confronti del giuslavorista. Non si tratta di utilizzare la figura di Biagi per fare campagna elettorale, altresì è fondamentale non dimenticare - e fa benissimo la sorella di Biagi a far sentire la sua voce - come Cofferati si comporto tra il 2001 e il 2002, l’anno in cui la riforma del lavoro vide la luce. Con il solito metodo comunista dello screditamento di colui che la pensa in maniera diversa, Cofferati definì il progetto di riforma scritto da Biagi “limaccioso”, alludendo di conseguenza ad un’inferiorità morale ed etica dell’autore che aveva animato il contenuto del libro bianco del lavoro.
Questi metodi estremistici di conduzione della dialettica politica si avvertono anche oggi nelle parole che Cofferati scaglia a più non posso contro il governo, senza che in lui si desti la benchè minima preoccupazione per i fatti e le problematiche di Bologna, città che il lombardo si candida ad amministrare. Dall’altra parte un Guazzaloca radicato nella terra emiliana, moderato nei toni e con 5 anni di esperienza amministrativa, si presenta agli elettori con la volontà di migliorare i molti risultati conseguiti sotto la sua gestione. Ai bolognesi la scelta: a sinistra il vuoto infruttuoso e carico d’odio di Cofferati, sul centrodestra l’affidabilità e la preparazione amministrativa di Guazzaloca.
<p> Winston </p>