I diritti di un gay

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“Negli ultimi mesi si è discusso è sull'opportunità del radicale cambiamento che ha subìto il diritto di famiglia spagnolo sotto il governo Zapatero, con la legalizzazione dei matrimoni gay.
L'argomento, che puo considerarsi tutt'altro che esaurito, è stato oggetto dell'attenzione dell'opinione pubblica spagnola, europea e mondiale.
L'Italia è sicuramente tra i paesi all'interno dei quali vi sono state le reazioni più radicali di condanna. Condanna che pero non puo esimersi da una constatazione: il costume e la morale sessuale d'Italia e d'Europa, realtà in cui l'Italia è immersa e integrata, stanno radicalmente cambiando…“<p>La realtà omosessuale e bisessuale ha da sempre fatto parte non solo di alcune culture, ma del genere umano, a ricordarci questa verità vi sono, tanto per citarle, le testimonianze dell'età ellenistica o i terzetti erotici affrescati in siti come Pompei.
Le tradizioni religiose monoteiste hanno relegato, nei secoli, questa realtà ai margini della società e della legalità, riconoscendola come situazione patologica e di peccato.
Il cambiamento radicale nella società che si è avuto dagli anni '60 a oggi ha portato questa realtà gradualmente ad uscire allo scoperto nella sua quasi interezza.
Come tutti i movimenti di massa anche quello dei gay ha iniziato a reclamare, giustamente, i propri diritti. L'omosessualità oggi, almeno sulla carta, non è più motivo di discriminazione e non potrebbe essere altrimenti in un paese civile quale il nostro si presume.
La domanda che dobbiamo porci è: fino a che punto puo spingersi questa realtà a reclamare i propri diritti? Dove finisce la richiesta, e il bisogno, di diritti e inizia invece la richiesta di soddisfazione di un capriccio?
Da che esiste la civiltà umana il matrimonio ha sempre avuto, in ogni cultura, valenza sacrale.
La valenza del vocabolo 'Matrimonio' è sempre stata strettamente connessa al significato religioso dell'unione che si instaura tra uomo e donna e solo tra uomo e donna al fine della procreazione e della prosecuzione della specie umana.
Quindi già l'ausilio del termine 'Matrimonio' per definire l'unione, seppur fatta di diritti e doveri condivisi, di due persone omosessuali suona tanto come un affronto voluto dal premier spagnolo verso tutte le comunità religiose, non solo quella cattolica, che valenza sacrale riconoscono a quella parola.
L'affermazione di un diritto non puo basarsi sul calpestare la dignità e le opinioni di chi ha fede. Il rispetto verso chi ha opinioni discordanti riguardo alla fede non puo essere derogato per un capriccio.
Questo problema, diciamo pure 'formale', è stato già risolto con successo in Francia con la denominazione dell'unione duratura di due individui anche omosessuali 'PACS' (Patto Civile di Solidarietà). Proprio alla luce di un precedente tanto macroscopico l'abuso del termine 'matrimonio' diventa più difficile da tollerare.
Altro problema, stavolta sostanziale, connesso a questa tematica è la possibilità che viene oggi riconosciuta in Spagna alle coppie omosessuali di avere dei pargoli.
La stragrande maggioranza del mondo scientifico ritiene che l'affermazione di una identità sessuale all'interno di un individuo passi in gran parte per fattori esterni, anche se nuovi studi stanno verificando la possibilità che anche la genetica abbia il suo ruolo in questione.
Inoltre il fior fiore della psicologia mondiale ritiene che l'identificazione da parte di un bambino di una figura paterna e materna, ben distinte tra loro sia tra le basi di una sana crescita mentale in ogni individuo.
Alla luce di queste considerazioni sorge difficile capire su che basi si fondino la richiesta e la concessione di tale libertà data alle coppie omosessuali spagnole.
Si puo davvero sacrificare la sana crescita psicologica di generazioni per il capriccio dei movimenti gay?
Un gay non è un nemico contro il quale ergersi ad oltranza, ma vi sono pretese che non possono trovare logicamente soddisfazione.
E un governo che soddisfa tali richieste non puo considerarsi serio.
Si rischia di ridurre uno stato civile al Paese dei Balocchi, con i bambini in stato di adottabilità che sono chiamati per legge ad essere i 'Balocchi'.

Michelangelo Baggi
Ag Cassino (FR)
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