L'Ipotesi Extraterrestre dopo Higgs e la fisica come forma di comunicazione universale

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L'Ipotesi Extraterrestre dopo Higgs e la fisica come forma di comunicazione universale

di David Mazzerelli - E' costata oltre 8 miliardi di euro la scoperta del Bosone di Higgs, che avvalora - di fatto - il Modello Standard composto dalle 3 forze (elettromagnetica, nucleare forte e debole), spiegando perchè la materia ha massa. Decenni di lavoro e oltre 600 fisici e scienziati all'opera a Ginevra. L'Italia ha contribuito per 480 milioni, si legge. Il preambolo economico di questa avventura è doveroso per deformazione professionale, ma va precisato: a mio parere i soldi per la ricerca fisica e quella spaziale sono - tra i pochi - denari pubblici ben spesi. Vediamo perchè.

 
Il primo dato incontrovertibile è che una civiltà che rinuncia alla ricerca (in particolare a quella astrofisica) rinuncia al proprio futuro, che non sarà necessariamente qui, su questo pianeta. Si preclude scoperte sensazionali e si preclude, soprattutto, la comprensione del disegno dell'Universo.
Gli spettatori del canale televisivo inglese Eden stilando la Top Ten dei "misteri irrisolti" hanno messo al primo posto: "Siamo soli nell'universo?". Prima delle malattie, della religione, dell'energia etc. la domanda principale che si pone la gente resta quella se siamo soli nel cosmo.
Negare l'esistenza di civiltà aliene fuori dalla Terra sarebbe arrogante ed ingenuo, dire quando le incontreremo o se queste sono venute (o sono) a contatto con noi è tutt'altro altro discorso.
E qui la fisica, intesa come comprensione di ciò che ci circonda (e che quindi circonda senza ombra di dubbio anche una civiltà aliena) può essere intesa sia come scienza sia  come vera e propria forma di comunicazione.
 
Le ricerche dei pianeti extrasolati, da cui forse dobbiamo le maggiori e più clamorose scoperte astronomiche degli ultimi anni, si sono concetrate nella ricerca di un pianeta nella cosisetta zona Goldilocks. La zona Goldilocks viene dalla storia di Riccioli D'Oro e i Tre Orsi; la bambina protagonista della fiaba assaggiando il latte pronunciò la celebre frase: "non è nè caldo nè freddo ma al punto giusto". I Pianeti "al punto giusto" sappiamo che sono difficili da trovare ma sono molti. Secondo l'equazione di Frank Drake sono migliaia soltanto nella nostra galassia.
 
La comunicazione con presunte civiltà della zona Goldilocks potrebbe essere meno complessa di quello che si crede: non è detto che ci troveremmo di fronte a strane creature insettiformi ma, più probabilmente, in una biosfera simile alla nostra, le caratteristiche della vita si potrebbero essere sviluppate con fenotipi piuttosto simili ai nostri, in quanto è l'ambiente a plasmare le caratteristiche degli esseri che lo abitano. La comunicazione con queste entità - ammesso che siano abbastanza avanzate da comunicare come comunichiamo noi ma non eccessivamente avanzate da rendercele totalmente aliene - potrebbe non essere impossibile (per fare un esempio pensiamo alla storia dell'interpretazione dei geroglifici egiziani) e programmi come il Seti vanno proprio in questa direzione, scandagliando porzioni (ancora purtroppo molto piccole) del cielo alla ricerca di segnali artificiali.
 
Secondo la scala di Kardašëv, che misura le civiltà dalle potenzialità energetiche, noi siamo a livello 0 (zero), ovvero siamo appena in grado di sfruttare in maniera parziale l'energia presente sulla terra. La nostra civiltà insomma tutt'ora trae energia da piante fossili vissute milioni di anni fa, cosa che la rende piuttosto ridicola di fronte a potenziali "competitors galattici". Solo la Via Lattea, che ha 10 miliardi di anni, può avere visto apparire e scoparire molte specie e ciò ci porta a credere che solo lo 0,1% di coloro che si sono succeduti nella storia esistono ancora oggi nei loro pianeti d'origine. Ma ciò non significa che non possano essere migrati, oppure che le loro trasmissioni siano ancora "on air" nell'universo.
 
Tuttavia il Seti ad oggi non ha avuto risultati concreti, tranne forse il vago segnale "Wow" di 30 anni fa. Questo significa dover smettere di finanziarlo? Certamente no. Perchè da programmi come questo, che fanno ricerca con la tecnologia disponibile in questo momento, dipendono non solo il destino ma il senso stesso della nostra presenza sulla Terra. 
Come comunicare invece con esseri fuori dalla zona goldilocks (e quindi con entità con una storia di sviluppo completamente differente dalla nostra) o con civiltà immensamente avanti alla nostra, anche miliardi di anni? 
La fisica, appunto, potrebbe rappresentare l'unica possibilità in tal senso: i numeri sono costanti universali, la matematica una via per comprendere non solo cosa ci circonda ma anche chi. Sempre tenendo presente la possibilità che la manifestazione di tali civiltà può esserci già stata nel lontano passato sul nostro pianeta, e magari tutt'oggi, con forme di comunicazioni a noi ignote o "discrete". 
L'Ipotesi Extraterrestre (ETH) ci dice che gli UFO rappresentano effettivamente tali entità e che la Terra sia attualmente all'interno del Cosiddetto "Zoo Cosmico" dove civiltà immensamente più avanzate ci osservano senza interferire. 
La comprensione del mondo fisico è un passo in avanti anche per riflettere sulla nostra posizione nel cosmo e per aprire la mente all'ETH del fenomeno UFO, aldilà del credere che il primo contatto sia già avvenuto o meno.
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